Dopo i due precedenti post su Roggero, alcuni figuri, mi hanno scritto privatamente accusandomi che, prendendo le difese del gioielliere, "picchiatore di ex fidanzati delle figlie", ho mancato di pietà cristiana. Perciò ci tenevano a farmi sapere che non volevano più avere niente a che fare con un tipo come me. Mandare tal genere di messaggi all'altra gente, può capitare quando uno è soltanto un povero fesso, ma possiede un ego buono a gonfiare un dirigibile intero.
Allora, precisato che questo è uno spazio personale, quindi ciò che ci metto sopra è solo affar mio, e non implica minimamente che chi lo legga deve sempre essere d'accordo, che anzi, personalmente trovo stimolante leggere ciò che scrive chi la pensa diversamente, a patto che scriva di testa e non di pancia. Proviamo a rispondere.
No, cari fessi, non ci siamo proprio; il cristiano è mite, non vigliacco: se un malintenzionato mi si avvicina con un coltello ed io ho con me una pistola, o comunque la possibilità di sopraffarlo, gli porgo il portafoglio per pietà, non per codardia.
Se invece il malintenzionato minaccia un mio caro, allora, col cazzo che gli porgo l'altra guancia, anzi lo metto in condizioni di non nuocere come meglio posso, e se ciò, in una persona non avvezza a tali situazioni, significa abbandonarsi all'istinto, come nel caso di Roggero, problemi di chi ha causato tale situazione: «Non est in potestate aggressoris moderari vim repulsam». A proposito, lo sapete che furono i fascisti in Italia a definire in maniera così rigida il concetto di proporzionalità nella legittima difesa (articolo 52 del codice penale Rocco)? Tornando ai cristiani, lo stesso Gesù reagì con durezza, nel constatare come fosse ridotto il tempio del Padre, non andò a lamentarsi con le autorità.
Ma tali persone, oltre a essere fessi, sono in aggiunta vigliacchi: infatti accusano il Roggero per una vecchia storia, dove, come ho riportato nel precedente post, avrebbe minacciato l'ex fidanzato della figlia e per questo avrebbe rimediato una condanna a due mesi di carcere. Insomma secondo loro quell'episodio dimostrerebbe che Roggero fosse un violento per natura. Si scopre oggi che il gentiluomo vittima di minaccia avrebbe malmenato la fidanzata, procurandole, sostengono alcune fonti, la rottura del timpano, per poi abbandonarla sul ciglio della strada.
Cioè, continuate a parlare di maschi tossici, e nel momento in cui un padre impartisce una sonora lezione a uno di questi elementi, voi ne prendete le difese?
Qual è il modello di padre che avete in mente, quello che dopo che un vigliaccone gli ha ammazzato la figlia, pretenderebbe che fossi io, solo perché maschio, anche se magari non ho mai fatto male a una mosca, a sentirmi in colpa, a chiedere scusa all'anima della ragazza. Ma andate a far ridere i polli. Vi è mai passato in mente l'ipotesi che la figlia del Ruggero sia uscita da quella relazione, senza altre conseguenze se non quelle di quella notte, proprio perché il padre è andato a dire il fatto suo all'ex fidanzato della ragazza?
Cosa mi dite? Che spetta sempre allo Stato far giustizia, che altrimenti sarebbe il far west? Davvero?
Mi dispiace per voi, ma con questa affermazione, non state proclamando chissà quale vetta del diritto, state soltanto dimostrando che oltre a essere malevoli e vigliacchi, siete anche delle neotenie, incapaci, quando le situazioni lo richiedono, di assumersi la minima responsabilità di quello che dicono. Gente che non ha gli attributi nemmeno per difendere la propria famiglia, e si nasconde dietro le sottane dello Stato
Lasciatevi spiegare una cosa: il diritto giuridico si sovrappone al diritto naturale, dal quale trae origine. Nel diritto naturale, l'uomo (e la donna naturalmente) è il solo padrone di sé stesso. Se questo si piega al diritto giuridico, rinunciando alle sue prerogative e riconoscendo che lo Stato è il solo autorizzato a fare uso della forza, lo fa nella convinzione che lo Stato la userà per proteggere chi gli ha conferito tale delega. Se lo Stato, specie in situazioni di emergenza, si dimostra sistematicamente incapace di esercitare tale potere per tutelarlo, allora il cittadino ha tutto il diritto di tornare alla legge di natura e proteggersi da solo.
È proprio qui, dove sostengo che Ruggero ha sbagliato. Dopo essere rientrato nella legge di natura, ha voluto subito tornare nel diritto giuridico, sperando che lo Stato, colto in fallo, riconoscesse che il gioielliere fosse tornato al diritto di natura, non per contrapporsi allo Stato, ma proprio a causa della sua assenza. Ho già spiegato perché secondo il mio punto di vista ciò era impossibile, perciò invece di perdere tutto dietro ai processi, avrebbe fatto meglio a mettersi al sicuro, in un paese più civile.
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