Molti di questi contatti si sono rivelati conoscenze preziose che mi hanno permesso di raffinare i miei punti di vista e di approcciare il mondo con uno sguardo più maturo. Molti altri invece, forse più interessati a fare "cordata" che discussione, come era prevedibile, con il mutare delle contingenze stanno scomparendo come neve al sole, poco male. Non faccio parte di nessun circolino, e non mi interessa nemmeno entrarci, non per fortuna, i miei guadagni si basano su cose più solide. Ciò che mi dispiace è vedere come il nuovo corso degli eventi stia pregiudicando anche quanto di buono fatto in passato, specie in termini di alfabetizzazione strategica.
Quando parlo di nuovo corso degli eventi, mi riferisco naturalmente all'asteroide chiamato Donald Trump, nonché all'interpretazione che sia da una parte, sia dall'altra si sta cercando di far passare a riguardo.
Fa un po' specie vedere gli stessi che invitavano a studiare la complessità, i rapporti di forza, spiegando le azioni di Russia, Cina, Iran, eccetera, adesso adottare gli stessi toni moraleggianti, quelli che fino a ieri imputavano al mainstream, ora che devono parlare delle azioni statunitensi e occidentali, pare abbiano dimenticato tutto ciò che dicevano allora. Oggigiorno, mentre questi esperti adoperano un doppio standard nel giudicare cose come ad esempio il cambio di regime riuscito di Trump in Venezuela e quello non riuscito di Putin in Ucraina, appare evidente che la presunta alfabetizzazione strategica, la pretesa di spiegare le dinamiche del potere, fosse selettiva, utile a supportare una narrazione diversa da quella maggioritaria, ma non per questo meno ideologica.
Giustificare le débacle cinesi o russe come lungimiranza, fermarsi ad un interpretazione in termini di buoni e cattivi di certi tumulti che stanno avvenendo negli Stati Uniti, o parlare della politica sui dazi in forma esclusivamente macchiettistica, in realtà poco si discosta dalle dichiarazioni di una Ursula Von Der Leyen che blaterava di russi che rubavano chip dalle lavatrici o altre stupidaggini simili.
Francamente, mi preoccupa la cattiva interpretazione, che anche dentro questi gruppi si sta adottando per spiegare il fenomeno Trump e le sue conseguenze. Che in ultima analisi consiste da parte di tanti in un totale appiattimento alla propaganda mainstream, solo perché questa è utile alla loro causa. Tale comportamento sta contribuendo al fatto che un fenomeno di questa portata venga letto in chiave totalmente sbagliata in paesi come il nostro.
Ma proprio per ciò, per gli effetti che un personaggio simile sta determinando, accettare la narrazione che lo caricaturizza come una specie di scimmione impazzito riuscito chissà come ad entrare nella sala comandi, è un errore gravissimo, allo stesso modo, se non peggio, di quando giornali e televisioni descrivevano Vladimir Putin come un dittatore sanguinario, che da un giorno all'altro si fosse svegliato con la folle idea di ricostruire l'URSS riconquistando i vecchi territori.
Non penso che tutti siano in malafede. Probabilmente molti hanno coltivato false aspettative, adesso che queste aspettative sono state deluse, si riallacciano alla narrazione mainstream, quasi per ripicca. Personalmente penso che l'abbaglio sia stato tutto loro, che hanno letto il personaggio con lenti interpretative lontane dalla realtà americana.
Tutto ciò non toglie che da ogni parte si guardi, la lettura che si sta dando sia fuorviante e pericolosa: Trump, o per meglio dire questo nuovo orientamento della dirigenza americana, con ogni probabilità è qualcosa destinato a durare. Perciò prima riusciremo tutti quanti a interpretarlo nel giusto modo meglio sarà per noi.
In questo post, nel mio piccolo non voglio atteggiarmi ad esperto di geopolitica: è stato un caso che sulla questione Ucraina, da appassionato di cose russe e grazie a qualche buona lettura sulla politica internazionale, sono riuscito a intuire prima di molti altri dove le contingenze stavano andando a parare, perciò mi limiterò a tracciare qualche conclusione logica, solo per il gusto di farlo e nulla più.
Ma prima, a scanso di equivoci sarà meglio ribadirlo, non considero Donald Trump l'uomo della provvidenza, onestamente giudico con simpatia il personaggio solo in virtù del suo potenziale distruttivo rispetto al deleterio sistema in essere.
Di certo Trump non è Talleyrand, questo appare chiarissimo. È un individuo sui generis, estraneo al mondo politico dove il non detto, il sottointeso spesso è più importante di quello che accade alla luce del sole. Il politico che più gli rassomiglia, malgrado lui mal tollerasse questo accostamento è il nostro Silvio Berlusconi. Proprio il paragone con quest'ultimo, specie a noi italiani dovrebbe averci fatto intuire che non bisognerebbe sottovalutare il presidente americano. Purtroppo però la smemoratezza generale ormai è patologica.
Intanto per parlare del fenomeno Trump c'è da partire da due dati di fatto:
Prima di tutto c'è da convincersi, da farsi entrare bene in testa che Donald Trump non è un allegro pasticcione venuto su per caso. La sua storia passata dimostra che l'uomo ha capacità e qualità che indipendentemente dal modus operandi lo collocano nei personaggi fuori dal comune, no, i miliardi che possiede non bastano a spiegarne l'ascesa, l'America è piena di miliardari, così come la Russia è piena di ex agenti del KGB e noi siamo pieni di gente che se fossero al posto di Trump, Xi o Putin, avrebbero già risolto i guai del mondo.
Inoltre bisogna chiarire che per raggiungere la posizione che Trump è riuscito a conquistarsi, occorre fare parte di gruppi di potere, scuole di pensiero. Per quanto una persona sia ricca o capace, per giungere a certi livelli, le qualità individuali non bastano.
Partendo da una posizione che accetta questi concetti in quanto ovvi riflettendoci un po' su , viene facile poi riconoscere alcuni punti chiave da essi derivati:
Le azioni dell'amministrazione americana seguono una logica, perseguono degli obiettivi e fanno intuire un piano per raggiungerli. Attenzione, riconoscere tutto ciò non vuol dire minimamente avvalorare certe scelte, personalmente, per ora, non mi ci metto nemmeno a discquisire se le mosse di Trump siano quelle giuste oppure accelereranno la crisi americana. Ciò che è importante, consiste nel capire che questa amministrazione ha individuato dei problemi e crede di aver trovato delle soluzioni per risolverli. I metodi di Trump per attuare queste soluzioni, per quanto folkloristici, non devono sviare dal fatto che si sta perseguendo un obiettivo.
Se ai nostri occhi appare come un energumeno che sta distruggendo l'ordine costituito intorno a sé, occorre prendere in seria considerazione l'ipotesi che molto probabilmente quello sia proprio il suo scopo. È no, per quanto gli altri strillino che sta sbagliando, se uno considera un edificio pericolante, minarlo e farlo venire giù, non è detto sia una cattiva idea. Nonostante le lamentele di chi quel palazzo l'aveva costruito, per scoprire la verità serve accertare se le fondamenta siano effettivamente marce.
Perché bisogna rendersi conto che le forze che considerano la soluzione intravista dal gruppo di potere rappresentato da Trump sbagliata, ovvero coloro che hanno governato gli Stati Uniti negli scorsi decenni, faranno di tutto per ostacolare questa amministrazione, se non altro per non farsi sostituire. Siccome appunto quest'altro gruppo di potere ha fino a ora occupato tutti i posti che contano, ha dalla sua un discreto arsenale per tentare di riuscire nel proprio intento. In primis un controllo più radicato sui mezzi di informazione (qualcuno la chiamerebbe egemonia culturale). Ma anche la fedeltà dell'establishment di tutti i paesi alleati, quali ad esempio gran parte dei paesi europei.
E questo ci porta a comprendere perché la cornice interpretativa intorno a questo personaggio sia così polarizzante: attorno alla figura di Trump si sta consumando anche una lotta tra vecchi e nuovi poteri. Per vincere questa battaglia anche l'orientamento dell'opinione pubblica risulta fondamentale.
Detto questo, per riuscire ad orientarsi e farsi almeno una vaga idea di ciò che sta succedendo, rimane un ultimo punto importante da chiarire, probabilmente l'accusa più seria che da parte di molti viene rivolta a questa presidenza. Ovvero in che misura Trump possa essere pericoloso per la democrazia e lo stato di diritto. In verità, penso che lo possa essere molto, ma Trump è un sintomo non la causa. Gli Stati Uniti sono un'impero in crisi e tutti i sistemi di potere in crisi si irrigidiscono. Se non fosse arrivato Trump, sarebbe stato qualcun altro, d'altronde anche i democratici sotto Biden sebbene più elegantemente non sono stati da meno. E anche noi in Europa ultimamente sarebbe meglio che ci guardassimo allo specchio. La verità è che se gli Stati Uniti riusciranno a risolvere le proprie contradizioni interne la situazione si farà meno tesa, ma se la decadenza americana continuerà a evolvere anche la corsa verso l'autoritarismo non accennerà a diminuire.
Ok, ammesso quantomeno per ipotesi che quanto fin qui detto fornisca la giusta chiave per interpretare i fatti che stanno avvenendo, per quanto riguarda l'Italia, cosa dovremmo fare?
Vista la nostra posizione la cosa più saggia da fare è riuscire a capire come trarre il massimo vantaggio dalla situazione attuale. Una cosa che mi pare, con un po' di timidezza e salvo altre lacune, l'attuale governo sta tentando di fare. Nonostante le critiche non solo dell'opposizione più legata al vecchio establishment , ma anche di chi fino a ieri si stracciava le vesti gridando contro le nostre posizioni anti-russe e che oggi pretenderebbe che il governo per correttezza morale dichiarasse guerra agli Stati Uniti.
Comunque a mio avviso, il maggior pericolo di questa situazione per noi europei, è che supportati dalla narrazione convergente, passino i messaggi che Donald Trump sia solo l'ennesimo sintomo del declino americano da un lato, o venga di nuovo interpretato come un'eccezione anomala e passeggera dall'altra. Sono diagnosi entrambe sbagliate, perché da un lato l'America, declino o meno, resterà al centro della scena mondiale ancora per molti decenni. Dall'altro invece, ormai deve essere chiaro a tutti che importanti gruppi di potere sono insoddisfatti dell'attuale stato delle cose e, se non riusciranno a modificarlo con Trump, ritenteranno con J.D. Vance o un'altra figura analoga per cambiare il sistema.