lunedì 13 luglio 2026

Pestaggi

Sta facendo scalpore in queste ore un video di un tesserato di futuro nazionale, che dopo aver invitato a liberare la strada che stava bloccando, avendo invece ricevuto insulti, malmena una persona di nazionalità straniera in evidente stato di confusione mentale.

Sì vabbè, non bisogna essere particolarmente intelligenti per capire che tutta l'operazione è un'evidente montatura mediatica, utile a suggerire a chi legge che per qualche non meglio specificata proprietà transitiva, se un tesserato del partito di Vannacci è così, lo sono anche tutti gli altri.

Infatti preferisco non commentare la vicenda in sé. Basta rivedere la scena per avvertirne tutto lo squallore. Quello che mi fa specie invece, sono certi commenti dei progressisti che si dichiarano e sono sinceramente scioccati dalla violenza di quanto accaduto. Il fatto è che questi sono spesso le stesse persone che sostengono che bisogna riarmarsi e "riscoprire le doti guerriere della nostra civiltà". Mi perdonerete se non sono riuscito a trovare di meglio che la citazione di certo Scurati, quale esempio esplicativo di tale linea di pensiero. Poi però, gli stessi, rimangono sconvolti nel vedere la violenza rientrare nel quotidiano. Ma cosa pensano? Che per difendersi dalle “autocrazie” basti organizzare un Pride sui campi di battaglia? Magari tracciando preventivamente un segno sui confini con gessetti rigorosamente colorati?

Se davvero si vuole riportare una cultura militare di massa in Europa, dovremmo tutti ricordarci che la guerra non è fatta da eroi tipo Hollywood: queste sono appunto eccezioni, ed è per tale motivo che li ricordiamo, eclissandone per giunta i molti lati oscuri. La guerra, il militarismo, quello serio, si nutrono di persone dure, violente e moralmente riprovevoli, perché sono proprio individui di questo tipo che hanno i requisiti necessari per affrontare la brutalità del combattimento. È gente così che alimenta le trincee.

Il difensore della democrazia, il soldato gentiluomo, l'eroe omerico. Sono solo delle idealizzazioni romantiche e false: in realtà Achille era uno stupratore, Agamennone un figlicida, Alessandro un ubriacone sporco del sangue dell'amico, Napoleone un macellaio, e tutti gli altri delle canaglie anche peggiori di quelli che ho nominato. la cavalleria quella vera, quella che ha plasmato l'Europa, fu un privilegio di pochi e per poco tempo. Per giunta non di rado nella vita dello stesso cavaliere fu un ideale appena intravisto, piuttosto che uno stato pienamente raggiunto. le Giovanna d'Arco, i Luigi IX, furono casi davvero eccezionali, e comunque a loro fianco combattevano i Gilles de Rais.

se davvero sperate che l'Europa faccia ancora propria la cultura della guerra, non fatevi illusioni è questo il mondo che vi aspetta.




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