Non gli era però sfuggita la differenza strabiliante fra il comportamento dei detenuti membri del Partito e quello degli altri. I primi erano tutti, senza eccezione, silenziosi e terrorizzati, mentre i delinquenti comuni parevano ostentare la più totale indifferenza. Insultavano a gran voce le guardie, si dibattevano ferocemente quando gli sequestravano gli oggetti personali, scrivevano parole oscene sui muri, mangiavano di contrabbando cibo che tiravano fuori da misteriosi nascondigli nei vestiti, e arrivavano perfino a zittire con le loro urla il teleschermo quando tentava di impartire ordini. Altri, invece, sembravano andare d’accordo con le guardie, si rivolgevano a loro con soprannomi, le blandivano per farsi passare qualche sigaretta attraverso lo spioncino della porta. Dal canto loro le guardie, perfino quando erano costrette a usare modi bruschi, trattavano i criminali comuni con una certa tolleranza...
G. Orwell 1984
Ma io in realtà non ho mai detto che Roggero fosse da assolvere, anzi ho ben specificato che è colpevole sia da un punto di vista morale, sia tecnico. Per tali motivi, anche secondo me era giusto infliggergli una qualche sorta di pena.
Quello che mi interessava in realtà era tentare di far capire come in questo caso vi fossero ottimi motivi per condannarlo a una pena meno drastica, perché quando a un uomo di quella età gli butti sulle spalle quattordici anni di carcere e il risarcimento di tre milioni di euro, non hai soltanto condannato lui definitivamente, ma hai rovinato un'intera famiglia.
Allora c'è da chiedersi perché, una giustizia spesso accusata di essere troppo tenera con i malfattori, questa volta ha voluto essere inflessibile. La risposta che mi sono dato ed ho tentato di esporre è che il potere costituito può permettere tutto, tranne che il cittadino, specie di classe media abbandoni il suo stato di rassegnazione e provi a ribellarsi. Chi ci prova, se innocente verrà comunque perseguito fino all'ultimo grado di giudizio. Se colpevole, sarà punito con una pena esemplare.
Sono puttanate le affermazioni di chi sostiene che la pena edittale per un solo omicidio volontario in Italia è 21 anni di reclusione, e il Roggero ne avrebbe ammazzati addirittura tre. Lo ripeto l'uomo ha 71 anni, sarebbero bastati anche meno anni di carcere per condannarlo a vita, e con tre milioni di euro di risarcimento, sommando anche le spese sostenute in questi anni per i processi, la famiglia e bella e rovinata. Chi dice che volendo si poteva essere più severi, sta praticamente affermando che si poteva infierire sui cadaveri.
Ciò mi porta a credere che, evidentemente, l'obiettivo principale della classe dirigente di questo paese è quello di preservare lo status quo: un balordo o un criminale, nel compiere i propri misfatti si autoesclude dalla società, un gioielliere che stanco dell'ennesima rapina decide di farsi giustizia da solo no. Per questo con i primi si può essere anche lassisti mentre con il secondo assolutamente no. Con i dovuti distinguo, stiamo assistendo alla stessa logica del perché a una famiglia problematica, che fa vivere i figli in situazioni di degrado, nessuno dice niente, mentre a una famigliola che decide di vivere in mezzo al bosco, gli sono stati portati via.
Questa vicenda come ho già scritto, serve a istruire la gente che alla fine a sopportare in silenzio, a farsi i fatti propri, ci si perde di meno. E non serve a nulla la rabbia che sta montando in queste ore, stanno già procedendo a incanalarla, ci stanno pensando Salvini e Vannacci. Allo stesso modo in cui il movimento cinque stelle, ai tempi incanalò la rabbia e lo scontento per la crisi economica e il governo Monti.
Mi dispiace per gli amici del movimento, il quale magari inizialmente sarà nato davvero come partito antisistema, ma dopo che in una sola legislatura per governare si è seduto assieme a tutti i partiti dell'arco costituzionale, se pensate veramente che lo sia rimasto, dovreste forse farvi qualche domanda.
Ma in fin dei conti come concludevo anche nel precedente post, è giusto così, lo penso ancora di più oggi, dopo aver visto le reazioni dei colpevolisti: appena l'apparato ha tirato fuori una vecchia storia di Roggero, dove questo non si capisce bene se malmena o minaccia con un'arma, non si capisce ancora, se l'allora fidanzato o l'ex fidanzato della figlia. È partito un coro di ossessi che riportando tale storia già diagnosticano pregresse tare criminali al gioielliere. Ricordiamolo: stiamo parlando di gente che per lo più vorrebbero far passare l'idea che ogni uomo etero è un potenziale femminicida o, minimo uno stalker. Ma in questo caso no! Il fidanzato o l'ex fidanzato, ripeto le fonti sono confuse, non si capisce niente, minacciato da Roggero era sicuramente un bravo ragazzo.
Allora cosa volete che vi dica: siamo in democrazia, se questo sistema continua a esistere, è perché evidentemente gode di un consenso molto più ampio di quanto molti siano disposti ad ammettere. Roggero è stato un imbecille dopo aver fatto quello che ha fatto ad affidarsi alla giustizia italiana; la sua linea difensiva faceva acqua da tutte le parti, ma anche se si fosse semplicemente appellato alla clemenza della corte, il suo destino era comunque segnato.
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