lunedì 22 settembre 2025
Tra tecnica e significato
mercoledì 17 settembre 2025
NATO che latra, ma non morde. Ovvero le parole dei Papi tra i lupi del chiacchiericcio mediatico
domenica 14 settembre 2025
Charlie Kirk
giovedì 11 settembre 2025
Droni russi
L'America è sull'orlo della guerra civile, la Francia c'è già, solo che non lo sanno, l'Italia è quel che è. Intanto però continuano a blaterare di guerra e si richiamano esplicitamente al 1914.
Ma non è tanto nemmeno quello che dicono: in situazioni come quella verificatasi in Polonia, certe dichiarazioni sono la prassi. Sono le tempistiche che non tornano, già, perché che i droni abbattuti in Polonia l'altro ieri siano russi ancora mica è confermato. Non si sa ancora nulla sulle vere dinamiche di ciò che è accaduto. E se un politico fa certe dichiarazioni senza prove, le cose possono essere due:
- o è un coglione,
- oppure punta a un'escalation.
venerdì 5 settembre 2025
sulla cina ovvero genesi di un nemico
E così arriviamo ai giorni nostri, dove oltre ad aver scoperto che se si paga il giusto, i cinesi sanno produrre merci di ottima qualità, abbiamo imparato anche che cinquemila anni di Storia gli hanno lasciato in eredità qualche competenza politica. Apriti cielo! Il panico adesso è veramente generale. A fare cadere le ultime ipocrisie ci ha pensato Trump nel 2016, dopo di lui si può dire liberamente che i cinesi sono un popolo di formiche, al servizio di feroci dittatori desiderosi di null'altro se non venire a distruggere le nostre belle democrazie.
E mentre dalle nostre parti, tra un green pass, le banche che ti bloccano i pagamenti con la carta di credito, perché quello che compri lede la loro reputazione, e un'accusa di complottismo, si campa sempre un po' meno bene. Noi si parla di credito sociale e di tutte le altre brutte cose che ci sono in Cina.
Già perche queste propagande, noi ce le siamo bevute acriticamente tutte, riducendo la complessità di una nazione-mondo a pochi stereotipi. Ed è probabile che continueremo su questa strada, ritrovandoci, così come con la Russia, in guerra con la Cina senza nemmeno sapere perché. ma no! Il perché lo sapremmo benissimo i vari Rampini ce lo dicono già: guidati dal saggio presidente Trump dovremmo frenare l'espansionismo Cinese. Il fatto che sono fermi dove sono da cinquemila anni è tutta una tattica, ma noi, noi mica ci caschiamo.
giovedì 28 agosto 2025
Pensiero critico
sabato 16 agosto 2025
Ha vinto Putin?
Ma alla fine ha vinto Putin, o no?
Visto che tutti stanno sparando le loro, dando sfogo alle tifoserie più sfrenate, non mi pare presuntuoso fare anch'io qualche considerazione a caldo. Non sarò uno studioso, ma perlomeno qualcosina sull'argomento l'ho studiata e quantomeno seguo questa faccenda oramai da più di un decennio.
Intanto cominciamo col dire che l'incontro tra Putin e Trump non è sicuramente una nuova Yalta, come qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere. Passiamo pure sopra l'Europa che politicamente ultimamente non conta granché, passiamo anche sopra paesi come India e Brasile; è probabilmente ancora vero che non hanno raggiunto la maturità per riuscire a imporsi. Ma non si ridisegnano i futuri assetti del mondo senza invitare quello che, se non il primo, è sicuramente il secondo attore globale: la Cina.
Ok, che Anchorage non sia una Yalta 2.0 è stato facile da dimostrare in poche righe, ma ad ogni modo Putin ha stravinto come dicono i giornali, o no? Anche qui facciamo un inciso: è da prima che scoppiasse la guerra che i giornali pro-Russia annunciano che Putin ha già vinto. Per quanto riguarda i giornali russofobi, hanno iniziato a cantare lo stesso spartito da quando ha vinto Trump. Ormai, da parte loro, non mi meraviglierebbero più nemmeno titoli del tipo: "Oggi Trump si è svegliato e si è lavato i denti: Putin ha vinto.", "Vittoria di Putin: Trump preferisce il tè al caffè", e altre cose così.
Vista la polarizzazione di giornali e opinionisti, a mio avviso dobbiamo usare altri mezzi per riuscire quanto meno a intuire come siano andate le cose.
Intanto, se si parla di vittoria, per deduzione logica bisogna che da qualche parte vi sia anche uno sconfitto. Questo sconfitto può essere l'Ucraina? Potrebbe, ma non lo è, perché l'Ucraina in questa storia ha smesso di essere soggetto politico da quando, su consiglio inglese, ha mandato a monte i negoziati di Istanbul.
Allora lo sconfitto potrebbe essere l'Europa? No, l'Europa ha perso ancora prima dell'Ucraina, quando ha scelto di conformarsi totalmente alle politiche statunitensi. Forse ha avuto la possibilità di una rimonta quando, con la vittoria di Trump, poteva svincolarsi e condurre una politica propria, ma ha preferito perseverare nelle sue scelte e, se mi permettete di continuare la metafora sportiva, si è fatta eliminare dal torneo.
Allora lo sconfitto è Trump, come scrivono gli opinionisti di tutte le parti? Sinceramente non mi pare; è da prima che lo eleggessero presidente che Trump ha fatto capire chiaramente che la sua intenzione era quella di riabilitare la Russia nel campo occidentale, per evitare che quest'ultima scivolasse nell'orbita cinese, e cosa talmente risaputa che citare fonti sarebbe solo una perdita di tempo. Onestamente non mi pare proprio che Putin si sia preso più di quanto Trump fosse disposto già da prima a concedere.
Allora cos’è successo? Per me è successo esattamente ciò che aveva previsto il professore Orsini mesi addietro: Putin ha guadagnato altro tempo senza irritare l’ego permaloso di Trump, tempo che Trump, visto il suo scarso interesse per l'Ucraina, è stato felicissimo di concedere, riuscendo così a portare a casa ciò che gli americani gli avevano già promesso, in cambio di chissà che cosa da parte Russa.
Un successo dunque, quello di Putin, ma non una vittoria. Anzi un successo che cela molte incognite. Intanto la volubilità di Trump. Poi c'è il fatto che la guerra ancora continua e benché si parli di futuri incontri e di accordi già presi, finché i cannoni tuonano tutto può succedere. Ma soprattutto c'è il rischio che questo flirtare tra americani e russi possa suscitare le gelosie dei cinesi, e questo si che cambierebbe non solo le carte in tavola ma il gioco stesso.
E questo è quanto, tutto il resto sono solo cori da stadio.