giovedì 11 luglio 2024

Evoluzione



Un esempio di evoluzione: oggi, parlando con un amico su quanto ho scritto ieri, addentrandoci nel discorso,  per mettermi in difficoltà e difendere le ragioni occidentali, mi fa notare che tutti i paesi nemici dell'America e, di conseguenza, di tutto l'Occidente, sono comunque regimi autoritari ed armati fino ai denti: "naturale", rispondo io. "I regimi di stampo liberale o comunque internamente deboli, che provano a mettersi contro l'America, vengono fatti facilmente fuori con corruzione, rivolte o altre trovate; a ben vedere pare proprio che gli Stati Uniti perseguano scientemente l'obiettivo di tenere i paesi  orbitanti nella loro sfera di influenza sotto governi democratici o quando questo non è possibile, con governi instabili, per riuscire così a garantirsi un certo controllo influenzandone le masse. Sotto questa prospettiva, che i paesi ostili all'america o comunque non suoi alleati che riescono a sopravvivere siano perlopiù regimi autoritari con un forte controllo centrale, alla fine dei conti appare come un normale processo di selezione naturale".  


Prendiamo l'Africa subsahariana per esempio, da quanto quelle regioni hanno raggiunto l'indipendenza, ci sono stati più colpi di stato che stati. Ma per convincersi di questa mia teoria, non c'è da andare lontani, per restare qui da noi ad esempio basta pensare a come si sono  svolte tangentopoli o il processo Andreotti, non crederete  che siano stati eventi completamente spontanei, vero?  

Per curiosità, arrivato a casa ho fatto una veloce ricerca sui paesi con politiche ostili agli Stati Uniti che negli ultimi vent'anni hanno subito sommosse.
A vedere quanto è lunga la lista, il sospetto che Kim Jong-Un non sia stato completamente folle a volersi fare un'assicurazione atomica, viene.

Ecco la lista: 



1. Iraq (2003): Sebbene la caduta di Saddam Hussein sia stata principalmente il risultato dell'invasione guidata dagli Stati Uniti, c'è stato un periodo di disordini e sommosse popolari prima e dopo l'invasione.

2. **Libia (2011): Il regime di Muammar Gheddafi è stato rovesciato durante la guerra civile libica, in gran parte supportata da un intervento militare della NATO. Gheddafi aveva una lunga storia di contrasti con gli Stati Uniti e l'Occidente in generale.

3.Egitto (2011): Hosni Mubarak, un alleato degli Stati Uniti ma con una politica interna controversa e spesso contraria agli interessi popolari, è stato rovesciato durante le sommosse della Primavera Araba. Successivamente, il presidente Mohamed Morsi, eletto democraticamente e con tendenze più indipendenti, è stato deposto nel 2013.

4. Ucraina (2014): Il presidente Viktor Yanukovych, considerato filo-russo e contrario all'influenza occidentale, è stato rovesciato durante le proteste di Euromaidan.

5. Bolivia (2019): Evo Morales, il primo presidente indigeno del paese, ha subito pressioni e proteste che hanno portato alla sua destituzione. Morales aveva spesso posizioni critiche nei confronti degli Stati Uniti.

6.Sudan (2019): Omar al-Bashir, un leader di lunga data con una storia di antagonismo verso gli Stati Uniti, è stato rovesciato da una rivolta popolare.

7. Venezuela: Sebbene Nicolás Maduro non sia stato rovesciato, il paese ha vissuto anni di disordini e proteste popolari contro il suo governo, che ha una posizione fortemente anti-statunitense. Gli Stati Uniti hanno sostenuto apertamente l'opposizione, ma il governo di Maduro è ancora in carica.

Ed ancora...


8. Tunisia (2011): La Rivoluzione dei Gelsomini ha portato alla caduta di Zine El Abidine Ben Ali. Anche se la Tunisia non era fortemente anti-americana, il regime autoritario di Ben Ali era parte di un più ampio movimento di sommosse popolari nella regione.

9. Siria (2011-in corso): Il presidente Bashar al-Assad ha affrontato una guerra civile iniziata come una serie di proteste popolari durante la Primavera Araba. Il governo siriano ha avuto relazioni tese con gli Stati Uniti, specialmente dopo l'inizio del conflitto.

10. Honduras (2009): Sebbene non si tratti di una sommosse popolare classica, il presidente Manuel Zelaya, che aveva posizioni più vicine a quelle dei governi anti-statunitensi della regione, è stato rovesciato in un colpo di stato militare che ha avuto implicazioni connesse agli interessi degli Stati Uniti nella regione.

11. Zimbabwe (2017): Robert Mugabe, un critico di lunga data delle politiche occidentali, incluso quelle degli Stati Uniti, è stato deposto in un colpo di stato militare non violento dopo decenni di governo autoritario.

12. Yemen (2011): Ali Abdullah Saleh, che aveva una relazione complessa con gli Stati Uniti, è stato costretto a dimettersi dopo mesi di proteste durante la Primavera Araba.

13. Armenia (2018): Il presidente Serzh Sargsyan è stato rovesciato in una rivoluzione pacifica nota come la Rivoluzione di Velluto, sebbene le relazioni armene con gli Stati Uniti fossero complicate e non apertamente ostili.

14. Kyrgyzstan (2010): Kurmanbek Bakiyev, il presidente del Kirghizistan, è stato rovesciato durante una rivolta popolare. Il suo governo aveva avuto relazioni altalenanti con gli Stati Uniti, specialmente riguardo alla presenza militare americana nel paese.

Ma non finisce qui...

15. Thailandia (2006): Thaksin Shinawatra, il cui governo era criticato dagli Stati Uniti per la sua politica estera indipendente, è stato rovesciato da un colpo di stato militare.



16. Burkina Faso (2014): Blaise Compaoré, che aveva relazioni complicate con l'Occidente e gli Stati Uniti, è stato rovesciato dopo un'insurrezione popolare.


17. Costa d'Avorio (2010-2011): Laurent Gbagbo, che aveva preso una posizione più autonoma e talvolta contraria agli Stati Uniti e alla Francia, è stato deposto dopo una crisi elettorale e un intervento militare internazionale.





E non finisce neppure qui, infatti si potrebbe continuare inserendo il Mali nel 2012, il Madagascar nel 2009 e il Niger nel 2010. Poi mi sono stuffato di cercare.


Mi sembra che i dati parlino da sé e non ci sia molto da commentare. Fa specie, però, pensare che questi dati si riferiscono a un periodo di relativa calma globale, senza più una guerra fredda da vincere. Fa ancora più specie vedere come gente che fino a ieri scendeva in piazza per protestare contro la barbarica sostituzione del governo Allende e altre cose così, oggi paiono diventati i più strenui difensori dei "valori Occidentali"


Naturalmente sono consapevole che vi sono paesi democratici che sono riusciti a mantenere una discreta indipendenza politica. L'esempio più lampante di ciò sia sicuramente l'India. Ma per minare questo genere di obiezioni, mi basterebbe citare il Pakistan e il rapporto privileggiato che questo paese ha mantenuto con gli Stati Uniti, proprio in funzione anti-indiana. A questo punto, per rilanciare, potrei parlare dei paesi guidati da regimi tirannici, ma sostanzialmente liberi di gestire i propri affari interni come più aggrada loro, in quanto alleati degli Americani, come l'Arabia Saudita. 

Ma siccome lo scopo del post non era quello di farmi vedere mentre mi strappo le vesti scandalizzato dalla malvagità americana, visto che sono perfettamente consapevole che operazioni come quelle sopra elencate rientrano perfettamente nella normalità, se si persegue una logica di potenza comune a tutti gli imperi, e non era nemmeno quello di scrivere una tesi sul rapporto degli Stati Uniti con gli altri stati, mi fermo qui, dopo tutto, volevo soltanto lanciare una provocazione.

mercoledì 10 luglio 2024

Post-democrazie



Non di rado leggo definire personaggi quali Vladimir Putin, Recep Erdogan o Viktor Orban, con l'etichetta di dittatori, a cui spesso segue l'appellativo di fascista; come se tutte le dittature fossero fasciste. 
Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero così? Tali personaggi sono realmente dei moderni scimiottatori del Duce?

Beh iniziamo col dire che non sono fascisti, benché questi tre leader in particolare si richiamino ad ideali cari alla destra, adottino spesso metodi autoritari e nei loro discorsi facciano frequenti richiami di tipo nazionalistico; il loro operato si discosta ampiamente dall'ideologia fascista, e in questa puntualizzazione non c'è nulla di controverso o eccezionale: dopotutto anche se è vero che il fascismo ha usato la dittatura come forma di governo,  non tutte le dittature hanno adottato il fascismo quale ideologia politica. E ciò mi sembra abbastanza evidente, se non ne siete convinti, per maggiori dettagli o chiarimenti provate a chiedere a Napoleone Bonaparte o a Silla, personaggi storici che sono stati sicuramente dittatori, ma non certamente fascisti.

Secondo la mia interpretazione, che cercherò di illustrare nel presente testo, non stiamo parlando nemmeno di dittatori, perlomeno non parliamo di dittatori nel senso in cui questo termine era inteso fino a ieri, nelle società contemporanee non c'è spazio per i totalitarismi stile XX secolo e cose simili.

Infatti a differenza di un dittatore propriamente inteso, questi leader non hanno la minima intenzione di rinunciare ad alcuno dei principi' (con annessi vantaggi) che contraddistinguono i sistemi democratici; la libertà d'impresa, uno stato di diritto,  diverse libertà sociali o civili, eccetera. Ma nello stesso tempo adoperano strumenti autoritari nella loro gestione di governo.

Non a caso, molti osservatori politici quando si riferiscono ai regimi instaurati da personaggi simili, parlano di "regimi ibridi". Ma a mio parere il termine è scorretto: utilizzando questa definizione si dà l'idea che questi personaggi abbiano creato una qualche specie di accrocchio mischiando fra loro concetti già esistenti. In realtà però nel riferirsi a questi governi, si sta parlando di qualcosa di completamente nuovo: più  precisamente si sta parlando di post-democrazie; la post-democrazia è un concetto sviluppato dal sociologo inglese Colin Crouch all'inizio del secolo, che con questo termine vuol definire un sistema dove all'apparenza tutte le istituzioni e le prassi che identificano un sistema democratico vengono salvaguardate, ma in realtà sono svuotate del loro reale potere, a favore del controllo da parte di elite economiche e politiche sempre più ristrette.


Ecco! Questi leader sono espressioni adattate al contesto  locale del fenomeno che viene definito: post-democrazia.

Non sono cose vecchie e superate come qualcuno potrebbe immaginare, rigurgiti di un passato in via di superamento, in realtà sono il futuro e quel che è peggio e che non né costituiscono la parte più inquietante.

Infatti come ho tentato di spiegare io nel mio piccolo, ma soprattutto, come spiega ad esempio Carlo Galli, che forse più di chiunque altro illustra in numerosi suoi saggi di come questa trasformazione dei sistemi di governo in post-democrazie stia riguardando anche noi italiani ed europei. E ci riguarda forse in maniera ancora più insidiosa: perché se i paesi che sperimentano questo tipo di post- democrazia in stile Russo, vedono il potere concentrarsi sempre maggiormente nelle mani dei propri leader, e tale dinamica si deve principalmente al fatto che lì le forze economiche sono ancora deboli e poco organizzate, qui da noi assistiamo al fenomeno inverso: con capi e istituzioni sempre più svuotati delle proprie prerogative e sostanzialmente diventati degli esecutori di decisioni altrui, nel mentre il potere reale va concentrandosi sempre più nelle mani di organizzazioni lontane e fumose, come il Fondo Monetario Internazionale, l'Unione Europea e altre mille e mille organizzazioni sovranazionali ancora piu oscure, che impongono vincoli che regolarmente scavalcano i parlamenti nazionali regolarmente eletti. In un precedente post ho cercato di spiegare questo fenomeno attribuendone in prevalenza la colpa al declino Americano, che sentendosi sempre piu minacciato, per riuscire meglio a gestire le sfide che lo attendono,  stringe le briglie non solo a sé stesso, ma soprattutto attorno ai propri vassalli, sottraendo loro potere e risorse. Qui al massimo potrei aggiungere che gli avversari degli Stati Uniti stanno sfruttando lo stesso fenomeno per tentare di assicurarsi una certa stabilità.

Per quanto riguarda noi, visto che la trasformazione è ancora in pieno svolgimento, le nostre società risentono di un certo malessere per questi cambiamenti. Tale malessere viene espresso con il calo di fiducia verso le istituzioni e la bassa affluenza alle urne, ma simili pratiche non possono fare altro che accelerare il fenomeno in corso, che come giustamente prevede Galli comporterà una sempre maggiore erosione dei diritti sociali, una concentrazione del potere, e una sempre maggiore riduzione della politica al suo aspetto mediatico, con i suoi capi trasformati in delle specie di mascotte, dei personaggi telegenici e carismatici ma privi di ogni vero potere.


Non penso che la post-democrazia sia l'ultimo stadio del processo, ma solo un passaggio intermedio. Benché alcuni segnali ottimistici mi fanno credere che la strada non sia già tracciata, e per questa ragione ci sono ancora speranze che le nazioni avviatesi su questo percorso, possano tornare indietro sui propri passi, specialmente paesi come quelli dei leader menzionati all'inizio, in ascesa in questo momento storico. Tuttavia temo che per le nazioni che non riusciranno a invertire la marcia,  la destinazione finale di tali processi sarà l'avvento di quel " neofeudalesimo tecnologico" teorizato da molti pensatori. Un mondo dove i grandi agglomerati economici, soprattutto quelli legati alle nuove tecnologie, gestiranno tutto il potere e la ricchezza e dove assisteremo a differenze sociali e stili di vita così talmente diversi tra le classi, come mai siera visto prima nella storia umana.

E se davvero giungeremo in quello stadio, beh, allora non restera che la speranza di un nuovo Rinascimento. Perché alla fin, fine, nella storia di nuovo si inventa ben poco e si preferisce riciclare.

domenica 7 luglio 2024

bug di sistema




Dovete sapere che avevo una cliente particolare; infatti, questa signora era ed  è rimasta una razzista, per capirci, la classica razzista che nei momenti di relax si bagna pensando al nonno Adolf. 

Il fatto però è che oltre ad essere razzista e anche tedesca. Ora, dovete sapere che  la mazzata che hanno preso dopo la seconda guerra mondiale ha vaccinato per bene il popolo Tedesco contro certi argomenti, perciò i pochi razzisti rimasti, sanno che ad esprimere certe idee da quelle parti si rischia grosso,  questo ha fatto sì che tale tipo di persone imparino fin dalla più tenera età, che per farti capire certe cose bisogna arrivarci per vie traverse. non sto scherzando; funziona proprio così.

Si da il caso però,  che io non sapevo che la cliente in questione fosse razzista, e quando mi ha detto che nello svolgimento del servizio pretendeva persone di "assoluta fiducia" ho preso le sue parole alla lettera. Di conseguenza ho fornito al cliente persone di assoluta fiducia. le cose sono andate bene per il primo anno, cioè il periodo in cui la signora era quasi sempre in Germania e a gestire la baracca erano i suoi collaboratori. Poi la valchiria e tornata e con lei sono arrivati i problemi...

Infatti Poche settimane dopo che la splendida ariana ha preso ad occuparsi in prima persona del ramo italiano della sua società, mi arriva una mail di protesta che una delle donne gli ha rovinato le porte del suo appartamento( guarda caso i manufatti che lei ha visto pulire alla signora straniera), naturalmente, andai subito a controllare ed era assolutamente evidente che le ammaccature a cui si riferiva la tedesca erano vecchie di svariati anni, allora vado direttamente dal cliente a chiarire, ma i suoi collaboratori giustificano la situazione spiegando  che si è trattato soltanto di una banale incomprensione di un problema di lingua: in realtà la figlia del Reich voleva solo raccomandarci di fare attenzione affinché prestassimo particolare attenzione alle porte in modo che non si rovinassero ancora di più. 

Vabbè dico io, i tedeschi non hanno la lingua più amichevole del mondo e le incomprensioni possono capitare. Come capita che subito dopo per esigenze interne ho dovuto sostituire la collaboratrice (ammirate il linguaggio professionale) straniera con un'italiana, ed è così che le cose Filano dritte per circa quattro mesi. Due mesi fa pero per le solite "esigenze interne" ho dovuto spostare la collaboratrice italiana e rimettere al suo posto quella extracomunitaria, e mi arriva la bomba.


Infatti lunedì mattina mi arriva in ufficio l'email della signora dove lamentava il furto di un paio di occhiali. alla richiesta di spiegazioni però non mi sa fornire né una descrizione degli occhiali, ne la posizione da cui sono spariti, ma soprattutto non ha saputo indicarmi il prezzo di cui invece si è limitata a fornire la fascia su cui si collocava quella marca: tra i 600 euro e i 1000, guarda caso la stessa informazione che si riesce ad ottenere dopo una veloce ricerca in rete. Io comprendo che uno dopo molto tempo non ricordi all'euro esatto quanto abbia pagato un oggetto, ma un incertezza di quattrocento euro francamente mi sembra esagerato.

Comunque visto che l'episodio è grave, reputo giusto controllare: intanto mi piace premettere che per scelta aziendale sia io che mia moglie abbiamo deciso piuttosto di tenere un basso volume d'affari, ma di circondarci di persone fidate cosa che in vent'anni di attività ci ha sempre protetto dal ritrovarci in situazioni spiacevoli, detto questo proprio per evitare situazioni simili, non mandiamo mai i nostri collaboratori singolarmente ma sempre in coppia, e come regola non possono portare dentro i cantieri zaini o borse, se aggiungiamo poi che una delle Signore che svolgevano il servizio era mia suocera, e che visto la stagione estiva l'unico modo per portare fuori un paio di occhiali dentro la sua custodia senza essere scoperte, era quello di infilarselo in qualche orifizio, capirete che l'accusa della signora era quanto di meno fondato possibile.

Malgrado tutto nella speranza di chiarire la situazione decido di recarmi direttamente dal cliente per tentare di dipanare la matassa. Quando arrivo, la signora non c'è, però riesco a parlare con i suoi collaboratori che mi spiegano la questione reale: la signora non è molto contenta che abbiamo reinserito una sudamericana al posto di un'italiana ma se avremo l'accortezza di sostituirla, tutto si risolverà da sé. 

Rendendomi finalmente conto della situazione faccio l'unica cosa possibile da fare in situazioni simili: sciolgo immediatamente il contratto piantando in asso la signora e mandandola gentilmente a fare in culo. 

Ed i guai iniziano adesso: infatti la maledetta inviperita dallo scorno pensa bene di mettermi una recensione estremamente negativa sui motori di ricerca, accusandomi di furto. Scoperta la cosa, e passata l'incazzatura confesso che il mio primo pensiero è stato:  "questa qui si è messa in testa di pagarmi il mutuo perché io ora la denuncio per diffamazione e me la magno". Così chiamo un mio amico avvocato, e questo mi dà la prima doccia fredda: "guarda che possiamo fare ben poco, perché prima di chiedergli i danni devi innanzitutto dimostrarli e come fai a dimostrare la perdita di nuovi clienti perché questi hanno letto una recensione dove ti accusavano di furto. Poi anche far rimuovere la recensione è una cosa  lunga. Il mio consiglio e di provare a rispondere alla recensione o risolvere la cosa bonariamente, poi, vedi tu".  "Cazzo" dico io, è mai possibile che questa sia riuscita a darmi ingiustamente una batosta simile senza che possa fare niente per ristabilire la giustizia?  Siccome sono una testa dura, naturalmente non mi arrendo e così decido di chiamare un'altro mio amico maresciallo dei carabinieri per chiedere consiglio. E questo e stato addirittura più pessimista del avvocato: in sostanza mi consigliava di toglierci mano perché a fare partire una denuncia avrei certamente speso più soldi e tempo di quanti ne avrei persi lasciando la cosa così.

Ed è così che mi ritrovo con una recensione dove si accusa la mia azienda del furto di un paio di occhiali di cui  non si conosce il prezzo, ma in compenso si era prevista la sparizione, cito  testualmente dalla recensione: " inizialmente non erano scomparsi dal mio appartamento durante 2 o 3 appuntamenti di pulizia in mia assenza (cosa di cui mi sono accorto perché avevo già sospettato che prima o poi gli occhiali sarebbero spariti), ora sono spariti"  dove il modo più veloce per risolvere la situazione e quello di accettare l'angheria, discriminare il dipendente e darla vinta al clienterazzista,  infatti come lei stessa suggerisce: 'Per me la questione è accettabile solo quando gli occhiali da sole tornano a posto. Al momento ho perso sia gli occhiali da sole molto costosi che il servizio di pulizia del mio negozio, del mio laboratorio e della mia abitazione privata, di cui ero sostanzialmente molto soddisfatto. Purtroppo per me questo è inaccettabile senza commenti, soprattutto perché ero molto soddisfatto del servizio di pulizia stesso."  Che traducendo per voi analfabeti del linguaggio razzista tedesco vuole dire: "cacciate via la negra e ripristinate il servizio con una bella persona ariana e tutto si rimetterà a posto, altrimenti pigliatela nel culo". 

Io non vi conosco, ma sono sicuro che anche a voi come a me sia capitato piu e più volte, che nonostante tutte le circostanze siano indiscutibilmente a vostro favore, la situazione finisce inesorabilmente per riversarsi nel vostro culo, senza che voi nulla possiate fare senza trasformare la ragione in torto. 

Confesso che io sono sempre stato molto critico sulle teorie alla "Matrix" di una realtà simulata. ma se per amore di speculazione dovessi ammettere questa ipotesi non avrei dubbi su dove cercare i bug di sistema che svelano l'inganno, perché si nonostante si faccia finta di ignorarli anche nella rwalra possono trovare bug ed errori di sistema, molte volte questi errori sono caustate da storpiature o eccessive generalizazioni che l'ordinamento umano deve adottare per riuscire a funzionare in maniera "universale". Ma altre volte questi errori sono intrinsechi alla natura stessa, e questi lo confesso mi lasciano timoroso e perplesso.