Sto seguendo con interesse i fatti che stanno capitando nell'Irlanda del Nord, dove qualcuno ha intravisto addirittura un risveglio dell'identità europea. Sarà, ma personalmente quel che sta succedendo, mi pare solo un ottimo esempio del perché le masse, senza una elite in grado di indirizzarla, sono solo un'animale folle, in balia del primo Masaniello capace di eccitarla. Il mito del popolo oppresso, che si redime da sé, facendo pagare tutti i torti agli oppressori, è duro a morire, ma prima o poi, confido che riusciremo a liberarcene.
Intendiamoci, io non condanno le violenze in sé: i paesi seri hanno in costituzione il diritto dei cittadini ad abbattere il tiranno con qualsiasi mezzo reputino opportuno. solo un paese come il nostro, che pur di suo ha come mito fondativo quello della resistenza, ma che in fondo in fondo considera i propri cittadini come dei servi. Non Ha ritenuto opportuno fare cenno a questa possibilità dentro la sua costituzione. Quindi dicevamo non è la violenza in sé il problema, è la violenza insensata che fa orrore.
Prendiamo questo caso specifico: succede che un emigrato squilibrato, senza motivo, tenta di decapitare un passante, e la gente giustamente si incazza. Ma con chi se la prende? Con altra gente ancora più disgraziata di loro: gli emigrati.
Ma dico io, avete voglia di alzare le mani, di cambiare questo stato di cose, di fare casino? Ma prendetevela con i veri responsabili di quello che succede: la classe dirigente. Contro le sedi del potere dovevate prendervela, mica contro le case di poveri disgraziati.
Così come stanno agendo, l'unico risultato che otterranno sarà quello di seminare ancora più odio, senza che materialmente cambi una cippa di niente.
Quella che si sta instaurando è la logica degli animali da combattimento, che una volta liberati nell'arena invece di scagliarsi contro i loro aguzzini, si avventano l'uno sull'altro.
Francamente non vedo nessuno risveglio delle coscienze: Senza una direzione politica o un obiettivo istituzionale, questa violenza della folla è solo un'arma di distrazione di massa, un cortocircuito in cui gli ultimi se la prendono con i penultimi, lasciando i primi del tutto intonsi e, paradossalmente, più saldi sulle loro poltrone, liberi di perseguire i propri scopi.
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