mercoledì 24 novembre 2021

Usa e getta

Mi hanno sempre fatto specie i parcheggi dei centri commerciali con i loro alberi striminziti, anno dopo anno, dopo anno sempre delle stesse dimensioni come se fossero stati piantati la settimana precedente, unico indizio della reale età di questi vegetali i pali di sostegno, ormai marci o comunque in cattivo stato. 

Naturalmente so che le varieta vengono scelte apposta tra quelle che assicurano meno spese di gestione con cose come la potatura e la raccolta foglie, per questo la crescita cosi lenta, d'altronde il loro scopo è quello di illudere gli automobilisti che fra qualche anno al massimo, l'agognato posto all'ombra sara a disposizione per tutti in abbondanza,  nonche gli ecologisti più sprovveduti che l'obolo all'ambiente è  stato versato, insomma un piccolo inganno, nello stile delle dittature ideologiche che assicurano sofferenze oggi con la promessa di gioire nel domani. 

Dicevo, nonostante so tutto questo, è  scevro da tentazioni animiste, mi resta sempre incoscia la senzazione che quegli alberi sembrano venire su senza tanta convinzione, senza metterci impegno, perche sanno di essere provvisori, di essere stati piantati per assecondare una moda e che saranno estirpati appena la moda richiedera altro alle "malvagie multinazionali" per dimostrare quanto esse siano sensibili alle questioni del mondo. 

lunedì 15 novembre 2021

Fascismi

Il fascismo fa schifo non perche sia di destra o bagianate simili il fascismo fa schifo perche il suo modello politico è  un regime liberticida ed autoritario.
Un secolo di egemonia culturale ha fatto quasi dimenticare questo fatto basiliare. Pero in realta non è che se a toglierci la liberta sia un movimento liberista o di sinistra il giudizio su tali movimenti possa  essere diverso.
Questo concetto dovrebbero interiorizarlo e farlo proprio, molti dei sedicenti antifascisti che al giorno d'oggi  appaiono ben contenti all'idea di sostituire una dittatura con un altra, purché del colore giusto.

venerdì 12 novembre 2021

occidente ed oriente

Stavo riflettendo sui sistemi di potere; se induscutibilmente il secolo americano è stato un secolo di "egemonia culturale", il secolo cinese sara un secolo di "egemonia subliminale" conoscendo un poco  lo stile del celeste impero difficilmente li vedo mettere in piedi uno strumento propagandistico come Hollywood e simili, dall'idea che mi sono fatto gia un leader come Xi Jinping   ed il suo protagonismo non credo siano un modello consono al potere cinese, se viene sopportato dalla nomenclatura è un fatto dovuto esclusivamente ai suoi risultati.   Il modello cinese arrivera da noi in maniera più subdola, come proposta, un alternativa da valutare,  niente più di questo, proprio per cio trovera meno resistenza ed opposizione , se l'esterofilia si è sempre rivelata  una forza per l'occidente; quella sua capacita di accogliere le novità senza pregiudizi di sorta, questa volta rischia di  essere il suo veleno.

martedì 9 novembre 2021

Di bimbe e di cani

Osservo mia figlia di otto mesi, mi mette da pensare il modo spontaneo in cui ogni volta che il nostro cane gli si avvicina manifesta; gioia,  curiosita e una fiducia naturale, verso un animale in fin dei conti  di un altra specie e con spiccate caratteristiche da predatore.


Da amante e studioso dilettante (ma praticante) di cose animali, posso testimoniare che nessun altro essere vivente a parte l'uomo manifesta sentimenti simili, non si tratta di imprinting, nemmeno di abitudine, instinti verso la prole o cose simili, è un qualcosa di più spontaneo, la stessa cosa suggerirei che forse ci ha permesso di addomesticarci ed addomesticare altri animali, senza la necessita di un rapporto simbiotico.  Un altro indizio di una certa nostra diversita ontologica.

giovedì 4 novembre 2021

E poi arriva Rampini e ci da un brusco risveglio


Ho sempre creduto che le civiltà asiatiche cosi come nei millenni precedenti, alla fine non sarebbero riuscite a superare le popolazioni medio orientali ed occidentali, grazie alla nostra elasticità, la nostra vocazione di rompere gli schemi e di uscire dalle strade battute.

Mai sarebbe potuto nascere in Asia un personaggio come  Giotto  che circondato dall'armonica perfezione della tradizione pittorica Bizzantina, decise di inventarsi un proprio stile, dando cosi vita alla pittura moderna, o ancora un Gallileo che in contraddizione a tutta la tradizione sapienzale, invece di affidarsi all'autorità degli antichi, si inventa il metodo sperimentale.

Ho sempre considerato gli Asiatici  troppo legati alla tradizione, troppo rigidi e ligi alle regole per poter fare vera innovazione, per come la vedevo io; per un asiatico l'anticonformismo  era il massimo del disonore, a quanto pare non sono il solo a pensarla cosi, anzi sembra che tutto l'occidente come me si era cullato in questa speranza.

Poi arriva Rampini intellettuale che ammetto ho sempre snobbato (sbagliando) per il suo troppo entusiasmo per certe correnti, ultimamente l'americanismo incondizionato, sordo alle ragioni degli altri, che spiega una cosa semplice e per noi terrificante: i cinesi hanno sopperito alla loro mancanza di creatività innovativa con la legge della giungla.

Legge della giungla vuol dire competere in un ambiente dove tutti sono contro tutti e chi rimane indietro viene mangiato, l'unica strategia vincente in uno scenario simile è  continuare ad evolversi innovando, copiando e migliorando.

E questa non è  una teoria,  è un fatto, noi siamo stati attaccati da questa corrente di pensiero quando hanno iniziato a copiarci senza ritegno, purtroppo abbiamo frainteso ed abbiamo pensato che i poco creativi asiatici copiavano perche non sapevano fare altro, non abbiamo capito che nella giungla copiare l'avversario è il modo più veloce per raggiungere il suo livello, per poi superarlo. Adesso però  Rampini  ce lo spiega.


23/4/2022
Piccolo aggiornamento su Rampini, mi è stato fatto notare che Rampini é l'emblema ideale di radical chic cosa che  condivido in toto, anzi dirò di più: a mia opinione Rampini e il classico tizio di famiglia "bene" di orientamento progressista, che come era d'uso in quegli anni per far carriera, si era iscritto al PC; purtroppo per lui però, era diventanto giovane comunista quando il comunismo stava per finire, per non finire pur lui ancora prima di cominciare, ha dovuto fare una conversione sulla via di damasco diventando filoamericano, schieramento che non dubito deve aver trovato più confacente ai suoi schemi.  Senza fare troppa dietrologia da ciò si capisce benissimo perche il doppio standard nel valutare gli Americani, come i difensori della liberta e dei deboli, senza interessi da perseguire, contro gli altri, tutti cattivi e motivati dal desiderio di dominio, pronti ad allearsi con i peggiori criminali  per portare a termine i loro malvaggi scopi, attegiamento che a ben guardare altro non è che la vecchia indulgenza con cui gli intellettuali di sinistra, prima guardavano ai crimini dell'U.R.S.S..

Per Rampini il mondo ideale e un mondo liberals  guidato  dagli STATI UNITI e gli altri stati nel ruolo di clientes; la cosa si può capire chiaramente ad esempio  dall'atteggiamento quasi infastidito con la quale commentava le giustissime proteste francesi, nel caso dell'annullamento  dei contratti di vendita dei sottomarini all'Australia a favore degli americani, come per dire: "cari francesi i grandi hanno da occuparsi di affari seri è adesso non hanno tempo per badare ai capricci di voi sottoposti" o ancora dalle critiche rivolte alla brexit interpretata (a mia opinione) da Rampini come un volere uscire da parte degli Inglesi dal ruolo loro assegnato dal egemone Americano, potrei continuare poi col trattamento riservato ad Assage in un suo libro; dove sorvola completamente sui misfatti Statunitensi che wikileaks ha portato a galla, e si concetra invece sul fatto che alcuni di quei documenti sono finiti ad Assage, forse grazie ai Russi. 
Ed ecco quindi spiegato anche perche elogiava la Cina finche questa è  stata la manovalanza a basso prezzo degli statunitensi, ed adesso che quella civilta sta riuscendo ad affrancarsi, lo sentiamo tuonare  che sono una minaccia. 

Tutto ciò però non toglie che a patto di conoscere il suo schieramento ideologico,  sia una persona inteligente che vale la pena ascoltare, perché ripeto a patto di ricordarsi il suo schieramento assolutamente filoamericano, riesce a fare analisi lucidissime e portare avanti battaglie assolutamente condivisibili come quelle sulla scomparsa della sinistra, o la lotta contro la cancel culture.

giovedì 28 ottobre 2021

Perche il benessere non è destinato a durare

Oggi stavo leggendo un vecchio editoriale di Guia Soncini; autrice  intelligente e sbarazzina, e  con l'apprezzabile  pregio d'evitare d'incolpare il patriarcato  per ogni cosa di storto che le capita. 


Nell'editoriale in questione  cercava di argomentare una tesi condivisibilissima; il calo demografico che l'occidente sta vivendo non é  dovuto alla supposta povertà delle giovani coppie, ma al contrario alla vasta gamma di possibilità  più allettanti (secondo i parametri propagandati da questa società) che  questi  ragazzi hanno a disposizione, piuttosto che sposarsi a vent'anni  e mettersi a figliare.


Questo è un blog personale, il cui unico scopo è  quello di evitare all'autore di perdere tempo ad effettuare backup affidando questa incombenza al servizio che mi ospita, quindi eviterò di fornire fonti,  ma guarda caso questa opinione è condivisa oltre che dall'autore del blog stesso, anche da importanti esperti del settore, perciò non starò nemmeno ad argomentare sul perche ritengo abbia ragione, ed andrò subito avanti ad esporre il concetto che mi interessa:


Infatti quell'articolo  mi ha portato a riflettere sul problema in un ottica più generale, e sono giunto alla conclusione che l'inverno demografico, sia un sintomo, un lato, di un problema addirittura più  preoccupante, mi riferisco a quanto purtroppo per forza di cose, siano destinate ad essere effimere società del benessere dove vigono concetti quali democrazia, individualismo  ed uguaglianza. Quello che voglio dire é che l'essere umano lasciato libero da vincoli e necessità, e posto in una condizione di relativa agiatezza, non riesce ad evitare di finire dentro un circolo vizioso che pregiudichi la prosperità del sistema che ha garantito quel benessere. La nostra civiltà non è  il primo caso nella storia; cito i romani a titolo di esempio largamente conosciuto.


Il problema a mio avviso è che giunti ad un certo livello di benessere, per permettere al meccanismo di continuare a prosperare serve un'alta dose di impegno e responsabilità individuale, che ci porti ad accollarci spontaneamente fatiche e privazioni senza prospettiva di ricompense adeguate o addirittura a vantaggio di soggetti terzi, cosa purtroppo non esigibile su larga scala dalla nostra specie,  se non per abitudine nel conformarsi a modelli di vita imposti dalle dure condizioni materiali, perciò il sistema va in crisi, e se l'agonia in base al livello raggiunto o a quanto tempo riusciamo ad obligare altri popoli a pagare per noi, può essere lunga e persino piacevole, la prognosi è ineluttabile: le civiltà libere e democratiche sono destinate a soccombere  per essere sostituite da gente più incline a spirito di sacrificio, governata da regimi autoritari dove le libertà individuali sono appannaggio di una ristretta classe sociale.


Questo ragionamento mi fa giungere alla conclusione che noi stiamo vivendo in un periodo fortunato e felice, destinato però  ad essere sostituito, per carenza di manutenzione, con sistemi meno sofisticati e più  coerenti con le dinamiche del nostro mondo, a meno che; prima che arrivino pressioni esterne ad imporcelo, di nostra libera iniziativa non accettiamo di rinunciare  a molti dei nostri privilegi e non sto parlando di  stupidate  come la decrescita felice, sto parlando di cose  come uomini che per responsabilità accantonano ambizioni di carriera e riconoscono che per essi la cosa migliore sia andare a zappare la terra, sto parlando di donne che  anche se non si sentono portate o pronte, rinuncino alla loro autodeterminazione per sfornare figli, sto parlando di ricchi che rinunciano volontariamente a parte dei profitti, sto parlando di ideologhi che riconoscano che l'essere umano ubidisce ad una biologia e possiede degli istinti, spesso sgradevoli e che certi ideali che sulla carta suonano cosi bene e sembrano cosi giusti non sempre si adattano all'uomo reale, sto parlando di intellettuali che cambino narrativa, e che con una discreta dose di umilta, invece che tapparsi il naso e guardare questa  gente come retrograde  riconoscano che è proprio grazie a loro, se la giostra riesce a tirare avanti.

Il problema è che una società libertaria e pluralista come la nostra, non rientra nella curva di Pareto, perche é un qualcosa di troppo complesso ed artificiale per permettere che una minoranza riesca a tenerla in piedi. Serve proprio lo sforzo della maggioranza è questo e facile da capire facendo qualche esempio concreto; se almeno in linea teorica e ancora ipotizzabile convincere liberamente una minoranza grazie alla tecnologia e offrendo loro uno stipendio da favola a svolgere mansioni che la maggioranza non vuole più fare, trovo già più arduo convincere senza coercizione il 20%  delle donne a portare a termine un numero tale di gravidanze, in modo da sopperire alle mancate nascite causate dal restante 80% di donne che preferisce dedicarsi ad altri scopi.

In conclusione se la nostra società è interessata a sopravvivere ha come unica possibilità quella di riuscire nell'impossibile impresa di quadrare il cerchio; riportando in auge stili di vita e modelli tradizionali, proponendoli come esempi positivi, ed nel contempo riuscire a farli collimere con i principi di libertà ed autodeterminazione che la nostra civilta esprime,salvaguardando il più possibile questi ultimi, e se questo vi sembra poco c'è anche la questione di trovare qualcuno cosi motivato a salvare questa civilta che sia disposto ad accollarsi tale onere con ben poche prospettive di guadagnarci qualcosa.

venerdì 22 ottobre 2021

A pagarci le pensioni, sono sempre i figli degli altri

Ogni tanto sul mio profilo facebook mi compare un post di fanpage o altre testate simili, dove viene riportata  piena d'ammirazione la dichiarazìone della starlette di turno che non vuole avere figli per un motivo o per l'altro

Innanzitutto considerando  l'individualismo spinto che vige in occidente, in tutta franchezza  non vedo tutta questa pressione sociale che spinge la gente a fare figli, tantovero che siamo immersi, specialmente in Italia,  in un crollo demografico, ragion per cui non capisco questa ammirazione per la posizione controcorrete a cosa sia dovuta.

Ad ogni modo considerando che siamo in democrazia ognuno faccia come gli pare, con l'auspicio però che quando saranno vecchi e rincoglioniti non pretendano che siano i figli degli altri a pulirgli il sedere. 

Dico questo perche una corrente di partito razzista, gia adesso vuole convincere la gente che; dopo aver visto i loro padri sacrificati al nostro modello predatorio ed essere stati costretti a lasciare le proprie terre; "saranno gli immigrati a pagarci le pensioni".

La verita però é  che se in occidente si sta spingento cosi tanto, insistento sul caso pietoso, per far legalizzare l'eutanasia, un motivo deve esserci...

Barbero e i barbari

Premettendo che trovo stimolante e legittimo ribattere con argomentazioni ad una tesi non condivisa. Ed al contrario trovo  quanto di piu vigliacco, autoritario e stupido ci sia, nel voler sindacare il diritto di una persona ad esprimerla, quando non addirittura attaccare la persona stessa per il solo fatto di averla esposta. Considerò questo tipo di attegiamento espressione della fragilita ideologica su cui si appoggiano certe idee e chi le sostiene, idee che rischiano di infrangersi al solo porsi domande non in linea con l'ideologia, indipendentemente dalla bontà o meno delle domande stesse.

Ho letto del nuovo attacco mediatico che sta subendo il povero professor Barbero, stavolta colpevole di aver osato domandare se fra maschi e femmine non vi sia qualche sorta di diversità (magari perche uno produce piu testosterone e l'altra più estrogeni o  ancora perche per forza di cose "lei"  essendo a piu stretto contatto con dei batuffolini pacioccosi, il cui unico scopo sembra trovare nuovi ingegnosi metodi per farsi del male, ha sviluppato  altre peculiarità  caratteriali, aggiungerei io), cosa che ha fatto andare su tutte le furie  il baraccone "radicale" al gran completo e in special modo le femministe moderne, categoria a cui spetta il solo merito di aver fatto percepire nel sentire comune, tutti i mestieri e ruoli generalmente svolti dalle donne come attivita di serie "b"  prive di vera dignità, le quali subito hanno identificato l'incauto professore,  come un agente del patriarcato, organizazione frutto di teorie complottistiche non debuggate a dovere e ormai impossibili da contestare, perche rapresentano un punto centrale di tutto il femminismo radicale, una specie di Emmanuel Goldstein,  a cui dare la colpa di tutti gli insuccessi di quei movimenti,  in modo d'evitare  una seria autocritica, che rimetterebbe in discussione i loro dogmi.

Peccato! Perche con onesta intelletuale poteva nascerne fuori un bel dibattito, ad esempio; qualcuno avrebbe  anche potuto chiedersi se non fosse il caso di cambiare le regole di un gioco fatto e strutturato dai maschi per i maschi, in modo d'adattarlo alle "nuove giocatrici"  ed alle loro specificità, in modo di valorizzarle a beneficio sia loro che della societa tutta, invece che offrire "premi di consolazione" come quote rosa e simili.

Però, visto il forte fanatismo ideologico (molto conveniente in maniera gattopardesca per la classe egemone) che c'è nell'aria meglio accondiscendere; se la natura notoriamente spendacciona, si è presa la briga di differenziare le specie in due sessi e se adesso questo modo di riproduzione escludendo i batteri è  lo standard de facto è solo per la perfidia del patriarcato che ha imposto la divisione solo per vessazione verso le donne. 

Temo che fra non molto nei nuovi manuali di psicologia verra inserita una nuova classe di disturbo: la perversione etero;  cioe la mania  di alcune persone di provare attrazione solo per il sesso opposto, insistendo che questo possieda differenze fisiche e psichiche che solo loro vedono.

Tornando seri, penso che il problema dipenda dal fatto che le persone, forse per un  incoscio senso di inadeguatezza a cui gli "ismi" di cui prima si scriveva non pongono rimedio, al giorno d'oggi dove si parla di diversita  vede subito anche una classificazione in migliori e peggiori,  da qui il bisogno di omologare tutto in standard conformi,  sfugge ai più  che si puo essere differenti  senza essere inferiori o superiori, in fin dei conti la diversita è  il segreto della vita su questo pianeta e non mi sembra,  al contrario del pensiero ideologico, che abbia prodotto cattivi risultati.

Ps per completezza riporto la risposta incriminata apparsa sulla "stampa" ( www.lastampa.it ): “Premesso che io sono uno storico e che quindi il mio compito è quello di indagare il passato e non il presente o futuro, posso rispondere da cittadino che si interroga sul tema. Di fronte all'enorme cambiamento  di costume degli ultimi cinquant’anni, viene da chiedersi come mai non si sia più avanti in questa direzione. Ci sono donne chirurgo, altre ingegnere e via citando, ma a livello generale, siamo lontani da un’effettiva parità in campo professionale. Rischio di dire una cosa impopolare, lo so, ma vale la pena di chiedersi se ci siano differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. E’ possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che servono ad affermarsi? Credo sia interessante rispondere a questa domanda”.