mercoledì 18 agosto 2021

Italghanistan?

In questo periodo dove il multiculturalismo ha subito' la sua ennesima disfatta ed anche i suoi massimi cantori iniziano ad ammettere, che secoli di storia non si possono barattare per un hamburger ed un film pixar, che certi valori non sono esportabili da un giorno all'altro come un banale prodotto, è soprattutto, che  bombardare un paese a tappeto (ma sempre con un pensiero di riguardo alle apparenze, perche noi siamo i buoni), sperperarci centinaia di miliardi con una strizzatina d'occhio al mercato, ed infine  spiegare ai locali; i piaceri e le gioie del vivere occidentale non appare più una strategia così brillante. 
Io nel mio piccolo che da sempre ho abborrito questa visione monocromatica dell'umanita, stavolta vorrei provare a condividere qualche domanda, le cui risposte temo potrebbero accomunare la nostra società, con la societa afghana, più di quanto anche i piu strenui propagatori dello slogan "tutto il mondo e paese" possano auspicare.

Tralasciando il modo cialtronesco in cui il blocco occidentale ha gestito l'aspetto materiale e diplomatico del proprio disimpegno dal fronte, sembra del tutto evidente che la causa principale della strepitosa avanzata Talebana sia stata la diserzione alla lotta del popolo afghano.

Ciò mi pare, mostra chiaramente due cose; primo cosa accade quando una societa non si fida reciprocamente di se stessa, è secondo cosa succede quando non si crede ai valori che si afferma di professare, nemmeno con la più avanzata tecnologia disponibile al mondo si puo vincere una battaglia di civiltà se non vi si crede.

Gli afghani hanno dimostrato di non crederci, ma allora noi, invece perche abbiamo perso? 

Riflettendo sul mondo occidentale ed il  popolo italiano in particolare, individualisti, litigiosi e sempre convinti di essere un po' piu furbi di chi ci sta intorno come siamo, mi chiedo in una situazione simile come ci comporteremmo?  Saremmo capaci di far fronte comune ed organizzare un adeguata resistenza, per difendere i nostri valori?  Ho ognuno di noi singolarmente tenterebbe a defilarsi per poi confidare nella propria maestria  "nell'arte d'arrangiarsi", per tirare a campare? 

Quello che mi chiedo per essere ancora piu espliciti è se questi famosi ideali con cui le nostre elite; giornalisti, politici ed intelletuali, ogni giorno si sciacquano la bocca, sono veramente cosi sentiti dalla nostra gente al punto di anteporli al proprio benessere personale ed anche alle nostre vite se necessario, ho sono solo lobolo dovuto da pagare al conformismo dei nostri tempi, per essere ammessi nel consorzio civile, ma da dismettere velocemente come un vestito scomodo appena tornati alle nostre intimita? Noi nei loro panni saremmo capaci di dare l'esempio  reggendo ad un urto simile dando se necessario fino all'estremo di noi stessi, ho per questi vent'anni abbiamo allevato e foraggiato migliaia di esseri umani, spacciando come valori innegoziabili  concetti come uguaglianza, liberta, e fraternita solo per autogiustificare le nostre guerre, come pare suggerire il fatto che adesso abbandoniamo quelli che si sono fidati delle nostre parole nelle mani dei carnefici come bestie pronte per essere macellate?

Ci stiamo indignando del rapido crollo del governo democratico di quel paese, perche in buona fede ci riteniamo migliori della maggiorparte di loro e ci ripugna vedere come quella gente ha tradito i valori di civilta e progresso che al costo anche di estremi sacrifici abbiamo cercato di trasmettergli o perche come in uno specchio magico nella loro caduta scorgiamo un lato oscuro di noi stessi su cui ci da fastidio indagare? 

I nostri politici sia di una parte che dall'altra, che a combattimenti ancora in corso hanno già cominciato ha sfruttare la tragedia di un popolo intero, per beghe elettorali dalla portata tutto sommato localistica, sarebbero capaci nel momento del bisogno di trasformarsi in capi in grado di guidarci nella lotta per difendere il nostro mondo è i suoi valori? 

Guardando i poveri afghani che precipitano dalle ali dei nostri aerei in fuga, sulle quali erano aggrappati, possiamo ancora dirci civilta superiore, come rivendicammo giusto vent'anni fa quando con i cuori pieni di "rabbia ed orgoglio" guardavamo i nostri compagni lanciarsi nel vuoto dalle torri infiamme? 

Non vi pare anche a voi di scorgere in quei corpi che non riuscendo piu a rimanere aggrappati all'aereo precipitavano nel vuoto, una terribile metafora che mostra quanto false erano le parole di chi quando quegli stessi aerei sganciavano bombe ci rassicurava che tutto ciò era fatto allo scopo di seminare liberta e democrazia?

lunedì 16 agosto 2021

Afghanistan

Forse Biden confermando l'ordine di ritiro firmato da Trump ed ammettendo in questo modo la sconfitta statunitense, sperava di rivalersi poi riuscendo a mandare al mondo il messaggio che l'America libera dell'intralcio afghano e pronta a impegnare il 100% delle sue forze sulle nuove sfide che il mondo moderno gli para davanti.
Mi riferisco ovviamente alle tensioni con Russia Cina ed Iran.

Di sicuro per adesso ha dimostrato questo si molto chiaramente, che fidarsi e scegliere loro come alleati è più rischioso che scommettere  tutti i propri averi in una roulette truccata.

domenica 15 agosto 2021

Libero arbitrio e stati balìa

Una delle principali caratteristiche  delle religioni Abramitiche è  la liberta lasciata al fedele di scegliere tra il bene e il male e di godere di tutti i vantaggi e gli svantaggi che tali scelte comportano, il privileggio di questa possibilità  è costato caro sia a Dio che all'uomo, infatti entrambi a causa di questa facolta hanno fatto esperienza della morte.


Durande il secolo dei lumi i filosofi giacobini (di cui non disconosco il grande contributo per il raggiungimento di una societa più ugualitaria e giusta) si sono proposti di liberare l'uomo dall'ultima catena; "il timore di Dio", frutto secondo la loro opinione dell'ignoranza oscurantista che opprime l'uomo. Dopo due secoli di lotta la battaglia è quasi vinta, infatti il mondo occidendale agli albori del nuovo millenio è orgogliosamente ateo e liberato. 


È un vero peccato pero che i continuatori degli ideali giacobini, infatuati dalle novita non leggano più i grandi testi della tradizione e guardino con sufficienza i grandi autori del passato che a loro opinione odorano troppo di sacrestia come ad esempio Giambattista Vico, in questo modo infatti si sono negati la possibilita di scoprire un concetto prezioso; "l'eterogenesi dei fini", cioe formulato in termini rozzi quel fenomeno per cui le azioni umane spesso, quando non sempre, ottengono risultati diametralmente opposti a quelli preposti in principio.


Se avessero conosciuto meglio questo concetto forse avrebbero riflettuto su un fenomeno curioso che sta accadendo di questi tempi, infatti dopo aver "liberato" l'umanità, i legislatori si stanno proponendo di renderla anche sana e felice ed a questo scopo le nostre societa hanno iniziato ad introdurre nelle proprie legislazioni una serie di obblighi e divieti sempre più invasivi ed ecco quindi norme antifumo, obblighi vaccinali, tasse onerose su i cibi impuri ops poco salutari, e via di questo passo.

Premesso il doveroso adagio: che la liberta di ognuno di noi, finisce dove comincia quella di un altro, riconoscendo inoltre che l'ignoranza è un impedimento serio alla vera liberta di scelta, ciò non di meno ammetto però che mi fa paura questo stato balìa che ci tratta come bimbetti discoli, di cui non fidarsi troppo.

sabato 14 agosto 2021

Sul green pass

C'è una cosa che tutti quelli favorevoli al cosidetto "green pass" non hanno capito; le persone per fare scelte del piffero hanno sempre validissimi motivi, Truman quando decise di sganciare le bombe sul Giappone voleva terminare piu velocemente il conflitto e frenare le ambizioni sovietiche,  quando nel 600 si mandavano al rogo gli eretici, si cercava  di salvare in estremo la loro anima immortale, i romani nel crocifiggere i reietti addirittura tentavano di  ripristinare l'ordine cosmico.

 È  vero che i governi democratici oggi stanno cercando di salvare centinaia di migliaia di vite ( vite messe a repentaglio anche dalle loro scellerate politiche) ma per fare questo sorvolando da chi paventa fantasiosi complotti ho dalle esagerazioni di chi prefigura dittature di tipo totalitario, è innegabile comunque che li stiamo fornendo di poteri che i governi in occidente non vedevano dal 1945, è  ciò a parere mio meriterebbe una più seria riflessione.

lunedì 19 luglio 2021

Vaccini contro le cazzate

Prima la colpa era di chi correva solitario  al parchetto o in spiaggia.


Poi di chi dopo i mesi bui si è concesso una vacanza.


Dopo ancora  la responsabilità è finita sugli  studenti e i giovani in generale.


Adesso tutti a prendersela con i novax, dimentichi che quando si registravano 800, OTTOCENTO MORTI al giorno, i nostri governi erano troppo preoccupati da nefasti calcoli geopolitici ed economici per valutare altre opportunità, e modelli di distribuzione  vaccinali… 



Onestamente vorrei chiedere a tutti gli esperti d'odio di quando verrà il turno di prendersela con i veri responsabili di questo disastro; cioè chi ha ridotto il sistema sanitario in questo stato: La politica ultraliberista di; cito a caso: FORZA ITALIA, IL PARTITO DEMOCRATICO, LA LEGA NORD, nonché, tutta  la classe politica nata con la seconda repubblica, per restare in casa nostra.


Purtroppo penso di sapere la risposta: MAI


Infatti mentre scrivo, nella mia città si festeggia da un'anno per l'approvazione del progetto per "l'ospedale nuovo" che come ci spiegano gli esperti:  "è più piccolo di quello attuale, ma questo viene fatto, in previsione delle nuove capacità tecnologiche già in atto, che richiedono un minor numero di posti letto" e tutto ciò, non sto scherzando, veniva  detto seguito da applausi e festeggiamenti,  intanto che i rianimatori sommersi di malati di covid, scegliessero chi salvare e chi lasciar morire per mancanza di posti disponibili,  se state pensando che questa cosa sia una leggenda e che in realtà non sia mai successa; lasciatevelo dire siete degli ingenui. 


ADESSO PRENDETEVELA PURE CON CHI NON  SI VACCINA PERCHÉ FA NASCERE LE VARIANTI, senza pensare che ci sono miliardi di persone che essendo povere non interessano alle case farmaceutiche e li non spinge nessuno per una vaccinazione a tappeto, eppure vi ricordo che fino all'altro ieri la variante chiamata "delta" si chiamava INDIANA CHIEDETEVI PERCHÉ. 


IL COVID19 COME TUTTE LE CREATURE BIOLOGICHE SEGUE LEGGI PROBABILISTICHE ED EVOLUZIONISTICHE, NON CAZZATE PSEUDO SCIENTIFICHE. 


questo vaccino in termini di immunizzazione è stato un fallimento, in primo luogo perché non ci sono stati i tempi tecnici per produrne uno più efficace,  in seconda perché con una distribuzione carente ed egoistica, ultimo atto di una gestione quantomeno "fantasiosa" dell'emergenza su scala planetaria, si sta dando tutto il tempo al virus per adattarsi, ma questo non su scala continentale ma appunto GLOBALE, adesso si sta cercando di scaricare le colpe.


SCUSATE MA IO NON CI STO, VISTE QUESTE PREMESSE, CHI NON SI VACCINA HA TUTTE LE RAGIONI PER ESSERE DIFFIDENTE 



TUTTA LA COMUNICAZIONE RELATIVA ALL'EPIDEMIA DI COVID VERSO LA POPOLAZIONE È STATA GESTITA COME IL RESTÒ, CIOÈ  IN MANIERA TRUFFALDINA E PRESSAPPOCHISTA, ED ADESSO QUESTI STESSI SIGNORI STRILLANO CONTRO I COMPLOTTISTI.  



Ps

Il virus non è un demone assiro che vive dentro il nostro corpo. Se siamo vaccinati e non replichiamo il virus non possiamo nemmeno trasmetterlo, se lo trasmettiamo vuol dire che il virus si replica benissimo anche in chi è vaccinato,  il virus non è  l'alone viola di una celebre e nefasta pubblicità progresso di qualche decennio fa, attenzione ai memi che magari suonano bene, ma diffondono PALESI CAZZATE. 


PS 2 

no questo non è un post no vax  è  un post: NO COLONNA INFAME. Sulle cose serie non ci si schiera per tifo.

Una passegiata tranquilla

Il caldo estivo si era attenuato, fuori c'era una leggera brezza più fresca della norma, chiaro indizio che nei dintorni aveva tempestato, ma li con il cielo appena punteggiato di nuvole bianche, grassocce e dall'aria bonaria; della tempesta si risentivano solamente i vantaggi, quel venticello allegro e rinfrescante che invitava alla camminata per l'appunto.



Walter Donelli non era tipo da lasciarsi sfuggire simili occasioni, tanto più che da quando cinque anni fa era andato in pensione, aspettava quasi con la stessa ansia del suo cane la quotidiana passeggiata serale tra i campi, pazienza se oggi era più presto del solito; Buck, il suo meticcio non era tipo da protestare per questo genere di cose. La casa di Walter era una cascina ai bordi del paese, fino all'anno scorso, prima della malattia faceva un effetto veramente grazioso, adesso ad essere onesti iniziava a mostrare qualche segno di trascuratezza, Comunque solo un occhio esperto avrebbe scorto la cosa. usciti fuori della proprietà e proseguendo verso sinistra, dopo poche centinaia di metri sulla provinciale, per fortuna poco trafficata, visto che non c'era un vero spazio  riservato ai pedoni,  c'era la diramazione che si inoltrava per i campi. In ogni caso traffico o meno Buck, era un cane sveglio, sapeva ben stare a bordo strada e appena sentiva il rumore di un mezzo per precauzione si ficcava sulla parte erbosa della carregiata. Per quanto riguardava Walter, lui rispetto a Buck era meno tollerante per chi  percorreva la strada a spronbattuto, però conscio che la divinità più in auge del periodo fosse la velocità, si era rassegnato alla cosa, e da stoico aveva ben compreso che se si  voleva uscire incolumi da quel tratto di strada, piuttosto che dar fiato alla bocca in inutili rimbrotti, era molto meglio tenere le orecchie ben aperte e stare accorti ai rumori dei veicoli in avvicinamento.  



A Walter piaceva quel sentiero, che anche se solo in apparenza; appariva solitario e raccolto.  In realtà lo sapeva benissimo anche lui da forestiero, quella stradina sterrata era la vera arteria economica del paese, portando come faceva ai campi delle famiglie più facoltose della comunità, nonostante questa sua importanza,  però la stradina appariva placida e di poche pretese, forse perche conscia meglio dei paesani e dello stesso Walter della sua piccolezza, se rapportata a scale piu adatte alla vastita del mondo. In ogni caso imboccato il bivio dalla provinciale il sentiero della sua, proseguiva per qualche chilometro, per poi perdersi nei campi aperti, però per quei pochi chilometri che lo componevano era una strada abbastanza pittoresca e piena di vita; ad ogni pozza d'acqua c'era una rana, su ogni albero, sul piu misero cespuglio, cantava un'uccello, ed in mezzo all'erba una vera metropoli ricca di formiche, lumache,  chiocciole  ed ogni meraviglia che la natura ha saputo produrre, per quanto riguarda le specie vegetali poi... è incredibile di come quel verde che ad un primo acchitto sembra spoglio ed uniforme, riveli in realtà ad un occhio più accorto una sconfinata diversita… si! Quella stradina, almeno per chi come lui provenendo da fuori, non aveva l'occhio stanco al paesaggio,  appariva proprio meravigliosa e varia ad ogni stagione: d'autunno tutto sembrava  spoglio e sfinito, come due amanti dopo l'amplesso, troppo pochi erano in verità gli alberi, per ingannare gli occhi grazie ai  colori infuocati di quella stagione, di quanto in realtà la terra fosse stanca e bisognosa di riposo. In inverno invece tutto appariva tetro  e nebbioso, l'ambientazione ideale per certe novelle gotiche, da appassionato del genere quale Walter era gli veniva facile immaginarsi  specialmente dopo una nevicata, che in realtà le vicende del dottor Frankenstein e della sua creatura si fossero svolte nei paraggi.  ma in primavera! Come si trasformava il tutto, è incredibile come la natura anche in un ambiente cosi fortemente antropizzato riesca a sfruttatre anche i cantucci  piu minuscoli per manifestarsi  e rivelare la propria forza, e cosi se i campi iniziavano ad apparire ben lavorati e pronti per la semina, i margini a ridosso del sentiero erano ricolmi di denti di leoni, camomilla, margherite, viole e ancora un infinita di erbe selvatiche . Dall'altro lato poi il trionfo del selvaggio era completo! infatti confinando il bordo strada con un canale; il consorzio deputato sia alla sua bonifica, che alla manutenzione dei bordi addiacenti ,  era molto propenso ad assolvere i suoi doveri il minor numero possibile di volte è  perciò  prima  che  il consorzio sudetto si decideva ad inviare una squadra a tagliare  erbe, erbacce e cespugli, questi avevano tutto il tempo di raggiungere le dimensioni che più gli aggradavano. 



Ma il periodo che piu stimolava Walter a percorrere quella strada era indubbiamente l'estate, verso il suo finire, quando la frenesia della primavera era passata e sia il mondo vegetale che quello animale, nonche quello dell'uomo, adottavano ritmi piu calmi e sereni. L'estate, che vedeva il tripudio di colori dei fiori diradarsi, ed a loro posto comparivano frutti placidi ad ingrassare il loro contenuto di semi e dolcezza  al sole, che benché ancora caldo, anche lui sembrava venire a più miti consigli ed accettare una tregua smettendo di tirannegiare sul mondo, ed anche il cinguettio degli uccelli si era oramai placato; non più quei versi assordanti che non concedevano riposo alle orecchie cosi avidi di cibo ed attenzioni, ma il gracchiare incerto, quasi timoroso a chiedere conferma ai genitori se era già giunto, davvero cosi presto il tempo di spiccare il primo volo. Anche il ritmo degli insetti, dei grilli e delle cicale in particolare, che proprio in quelle ore iniziavano il loro frinire si faceva più disteso.


Un discorso a parte merita il lavoro dell'uomo; lì nello specifico i campi erano coltivati a mais, ormai si era agli sgoccioli e mancava poco alla trebiatura, ma in quelle poche settimane in cui ancora i fusti di mais potevano alzarsi cosi in alto, passato il senso di monotona oppressione dei primi tempi, quando quei campi tutti uguali angosciavano l'animo, adesso quei campi immensi sembravano foreste selvagge ed impenetrabili ed anche grazie all'aiuto della fantasia, nonché a quello di Buck, che proprio oggi fiutava ossessivamente verso le piantaggioni, il tutto pareva promettere chissa quali avventure, quali prodigiose  cacce,  se fidandosi di queste suggestioni walter accettasse di lasciarsi  guidare  per quei campi fitti.


Fu proprio nel mezzo di quei pensieri, che il mostro uscì dal  mais dove era acquattato e con rabbia feroce si diresse verso Walter e inizio a sbranarlo, lui non ebbe il tempo di reaggire, troppa era stata la velocità del demone, che gli concesse forse solo il tempo di aver paura. L'uomo in mano teneva il guinzaglio di Buck, dopo un breve strattone, ormai prive di vita, le dita mollarono la presa, il cane emise un ringhio e si preparò ad attaccare la cosa, ma dopo un attimo di esitazione, intuendo che la bestia aveva ultimato il suo pasto e non era ancora sazia, emise un guaito di paura e voltandosi scappo via verso casa, veloce come mai prima di allora. 


giovedì 15 luglio 2021

L'incubo in attesa. racconto breve


Sciocchezzuola breve che è nata per rispondere ad una domanda: 

Cosa fanno i mostri nel tempo libero? 


Mi si perdonino gli errori da cafoni quali sono, hanno creduto di essere bene accetti in una pagina che racconta di orrori. 

Io sono il male. L'orrore demoniaco che si rifugia nelle tenebre in agguato, pronto per carpire le vostre anime.

Io sono lo spirito malvagio che intuite dimorare nelle vecchie case, che avvertite al crepuscolo in fondo alla via decadente, nei cimiteri. Gioioso testimone, dell'effimero tempo delle cose umane.

Io sono il mostro!, l'assurdo!, l'irrazionale!, sono ciò che produce i rumori nella notte, i fruscii e lo stridere indecifrabile che vi arriva labile ai timpani, trasportato dall'aria fetida,  mia complice  maligna.  Sono quel rumore nel silenzio a cui tendete l'orecchio, speranzosi di non udire nulla.

Io sono l'ombra intravista che nelle camminate autunnali tra le campagne o lassù nei boschi vi fa voltare di scatto, e ancora tremanti vi invoglia a benedire il Dio a cui indifesi, perché sazi non credete,  per la bontà  che vi ha dimostrato quando voltandovi impauriti, non avete scorto nulla.

Si! Io sono il terrore, il vostro compagno da bambini, l'amico indesiderato che vi raggiunge in solitudine e fa acuire i vostri sensi, sono quell'alito di vento che si beffa della finestra chiusa, per infrangersi sulla vostra schiena,  e che lasciandovi un brivido sulla pelle, vi abbandona  lì impietriti a desiderare di non percepire più nulla.  

Io sono i vostri brutti sogni, la causa dei sudori freddi e delle urla interrotte.  Io sono tutto ciò, ed anche molto altro, perche  sono le vostre inconfessabili paure, la chiave che disvela i vostri più  turpi desideri, io sono la bestia!, e vivo nell'angolo più buio del ripostiglio, lì dove avete pudore a indirizzare gli occhi. Ormai lo avrete capito;  io sono: il demone dell'armadio. 

Il mio mestiere nonché gran spasso è  rinverdire le vostre paure, specialmente nelle notti lugubri o nei giorni ugiosi, in amicizia vi confesso che é con estrema gioia e premura che mi appresto a questo compito, facendo cose come;  farvi udire quel suono sinistro nella stanza, appena un attimo prima che voi entrate e vi accingete ad aprire l'anta, oppure quel flash che intravedete di sfuggita non appena coricati vi decidete a chiudere gli occhi e che di già tutti tremanti vi costringe subito a dischiuderli, ed è  sempre opera mia quando sussultando credete di scorgere una faccia alla finestra del terzo piano. senza false modestie lo ammetto,  sono un maestro, specializzato in cose del genere, un vero artista! Però credetemi! Nonostante tutto questo, nonostante mi nutra dei vostri fremiti,  sono un vostro amico fidato, perché io sono colui che vi accarezza e vi fa palpitare il cuore, che anche nei momenti di maggior esaltazione vi trattiene, e vi ricorda che siete mortali. Perché io sono paura, io sono nato con la vita e senza di essa non sarei nulla, e la vita in tutta la sua indecente abbondanza, che da giustificazione al mio essere, ed è la vita che benché torturandola,  cerco di trattenere in questa realtà.

Eppure confesso che la mia esistenza non è in fondo così un grande spasso, anzi in realtà e assai banale: per controvalore a quegli attimi di sublime estasi il resto del mio tempo sono sempre solo, dannatamente solo, dimentico ad occhi che amano la luce, ad aspettare per infinite ore, chiuso nel mio anfratto, a bramare la vostra compagnia, specialmente nei giorni d'estate. 

Non oso rivelare, in quel tempo quali tormenti!, ad agognare  che la maledetta luce si rassegni all'assurdità dell'universo e ceda, finalmente sfinita il passo alle tenebre. In quei momenti giuro, ho persino pregato che uno di voi altri, fosse anche il più  misero e pavido,  venisse fiducioso verso il mio nascondiglio e che prendendomi per mano e consolandomi, mi spiegasse che lì fuori non c'è niente che possa farmi male, e sempre tenendomi stretto mi inviti ad uscire dal mio tenebroso eremo, e mi spieghi che il mondo del reale non è  nemica del mistero, del immagginato, del ignoto...

Però poi… finalmente il buio... Ed eccomi, allora, rinvigorito agettare via questi pensieri, queste deboli sciocchezze, pronto in agguato che qualcuno si avvicini e sia ben disposto a percepirmi...

Anche noi abbiamo un' esistenza, una storia… cosa credete! E la nostra esistenza non e solo l'estasi suprema di carpire un cuore palpitante, non e solo l'infinita noia ad aspettarvi per ore, giorni, anni! Non e la squallida delusione quando qualcuno di voi si avvicina troppo indaffarato, troppo preso per sentirci. La nostra esistenza è  anche molto altro.

Appena venuti al mondo per noi maligni la vita é bella; subito dopo trovato un armadio sicuro nel quale rifugiarci, passiamo quei momenti a macchinare straordinari piani per terrorizzare voi altri. Non che questo periodo non comporta qualche rischio, anzi! Molti giovani della nostra genia, travolti dall'eccitazione si rifugiano frettolosi in armadi ormai inutilizzati, così soli, sono destinati ad avvizzire, in una trepidante attesa, destinata a non esser soddisfatta.

Però se il colpo va a segno quale meraviglia!  Che anni fantastici quelli… quanti salti e sussulti, gridolini striduli e vero e prorpio pianto che instancabilmente noi vi procuriamo, purtroppo voi piccoli, mortali umani, vi abituate così presto a tutto, che così  per noi diventa sempre più dura terrorizzarvi  e salvo quei primi momenti senza fatica, dobbiamo spremerci fino all'osso per portare a segno i nostri scopi, fintanto che nulla più vi scuote, troppo duri e rotti ad ogni emozione, per ormai  cogliervi di sorpresa. 

Perciò non ci resta che diventare come parassiti ed approfittare di ogni vostro attimo di smarrimento e di debolezza per trascinarvi con noi nel mistero e nell'incubo. Ma man mano che il tempo passa  anche questi momenti si fanno più radi, imparate in fretta voi i nostri trucchi, che del resto  troppo presi da voi stessi come siete ignorate senza nemmeno farci caso, in quel tempo non possiamo fare altro che aspettare, aspettare  che una nuova generazione di voi altri ripopoli le vostre fila, ma non tutti noi abbiamo questa tempra.

Allora alcuni della mia razza perdono se stessi, e per rinvigorirsi,  per soddisfare la tremenda fame, smettono di cibarsi della sana  paura, la paura ardimentosa. Così si rivolgono ai rimpianti dei vecchi ed al terrore che molti di loro hanno di morire, ma questo è un cibo malsano che guasta chi se ne nutre come chi lo coltiva.

Io per mia fortuna  sono un "maligno medio" la mia esistenza tutto sommato può considerarsi fortunata benché non mi sia capitato di finire in un armadio di lusso destinato a servire per chissà  quante vite per quanti secoli..., ho trovato una dimora confortevole ed ho avuto la gioia di torturare sia i miei padroni che i loro figli ed infine i loro nipoti.  Passati questi tempi, ancora adesso, qui riposto in soffitta, posso nutrire  la speranza di non venir dimenticato finendo assieme alla mia casa come cibo per tarme, ma essendo le quattro assi che compongono la mia magione di un minimo pregio, posso permettermi di credere che un qualche revival di mode passate, mi pongano in condizione di godere delle paure di una, forse addirittura di due nuove generazioni. 

Ed e cosi che qui  riposto  aspetto. Aspetto che qualcuno di buona volontà si decida a prendere queste vecchie tavole e gli dia  una verniciata, e li sistemi in un angolo favorevole della casa. ed allora io riuscirò ancora col favore della notte a insinuarmi tra i loro pensieri e farli sussultare, allora io sarò pronto a ricordare a voi scimmie simili a Dei la vostra mortalità, la vostra  finitezza…

Immagino che adesso, povere bestie, vi stiate chiedendo perché un essere così potente come io mi illustro, non trasmigri semplicemente, in un luogo più consono al mio status. Poveri stolti umani, ancora non avete capito quello che è così lampante ai vostri occhi, che nonostante la vostra stoltezza rinvigorisce i vostri cuori, l'elemento che vi da gioia e vi fortifica e che così tenete poco in conto: la luce.

È la luce il catalizzatore delle nostre paure, la luce che come un cane da preda ci scova dalle nostre tane senza darci tregua,  perché essa  è  ciò che disvela la realtà, la realtà  che ci fa troppa paura, troppo orrore. Ciò che paralizza i nostri sensi e ci impedisce di avere  l'ardire di uscire là fuori, perché la realtà uccide sia le vostre che le nostre fantasie, la realtà ci misura, per quello che siamo, rivela i nostri confini e ci rende come voi:  finiti. E questo mi fa paura! Fa paura a tutti noi maligni, il dover uscire là fuori e fare i conti col reale, disvelato con la luce, ci terrorizza, perché la luce mostra il tangibile, la verità! E la verità è così terribile, così spaventosa, che preferiamo trascorrere tutta la nostra esistenza dentro il cantuccio di un armadio, e se il caso finire assieme a lui, piuttosto che uscirne fuori e fare i conti con essa. E voi poveri stupidi non capite che noi siamo demoni, demoni, che hanno rinunciato a tutto per non dover ammettere di non essere niente. 


lunedì 12 luglio 2021

In ginocchio, schiacciati dal quotidiano

Finita la grancassa degli europei, e le polemiche suscitate dal gesto di inginocchiarsi o meno, delle nazionali, polemiche che benché persone che stimo  ascolto e di cui riconosco i nobili ideali, non condividono la mia opinione, io continuo a considerare stupide e pretenziose. Non fosse altro per il semplice fatto che nonostante noi europei, in specie proprio noi italiani, ultimamente grazie al rimbambimento mediatico ci sentiamo tutti un po' come Alberto Sordi nel film: "un americano a Roma", certi contesti sono troppo legati al paese d'origine per essere esportati così volgarmente in giro per il mondo, in particolare, proprio  il gesto di inginocchiarsi che  vuole esprimere la duplice valenza di mimare la fine di George Floyd per soffocamento e in seconda battuta,  ma non meno rilevante chiedere perdono agli afroamericani da parte dei bianchi (a proposito  nessuno ha mai notato che non esiste il termine "angloamericani"?) Per aver costruito il paese grazie allo schiavismo.


A parte che trovo poco giusto di suo far ricadere addosso ai figli le colpe dei trisnonni, e che se la storia ci ha insegnato qualcosa è che se si perde il giusto mezzo le vittime sono fin troppo propense ad assurgere al ruolo di carnefici. In ogni caso riconosco che l'Italia ha molti scheletri nei suoi armadi, ma non mi risulta che il nostro precario benessere conquistato nello scorso secolo, sia stato costruito grazie alla schiavitù di neri, specie importati dalle americhe, semmai é il nostro declinio che viene puntellato anche dallo sfruttuamento di manodopera scura di pelle ( si sospetta africani, gente  poco di moda di cui  in realta non frega molto a nessuno) , come il poveraccio morto di sfinimento sotto il sole ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/25/brindisi-bracciante-muore-dopo-4-ore-nei-campi-sotto-il-sole-il-sindaco-vieta-il-lavoro-agricolo-dalle-12-alle-16/6241904) ma si sa c'è nero e ne (g) ro.


Se poi vogliamo soffermarci a parlare di "giustizia violenta" anche di quello se ci si accontenta di un basso e poco fashion indice di melanina il "made in italy" non deve invidiare proprio nulla; così su due piedi si può parlare di Aldrovandi, di Cucchi, o il casino di questi giorni sulle violenze nelle carceri, vergogna nazionale  che anche grazie alla vittoria europea presto scivolerà fuori dagli onori delle cronache, per farla breve, se proprio vogliamo fare gesti simbolici nel nostro caso penso che sia più opportuno mimare chi è ammanettato, oppure chi si piega a novanta gradi nell'atto di raccogliere pomodori sotto il sole per pochi euro orari….



Però non era di questo che volevo scrivere: in realtà il discorso che mi sta a cuore è un altro; oggi parlavo con una conoscente del come il suo titolare al minimo cambio di programma perda il controllo e' vada fuori di sé, in realtà su questo genere di eventi c'è poco da filosofare, capita a tutti che un imprevisto anche lieve coinvolga i nostri piani, direi che sono eventi del tutto banali, però è vero che sempre più gente non sopporta affatto questo genere di imprevisti, e perda la padronanza di sé di fronte ad essi, mia moglie per questa categoria di persone, di cui per sue vicissitudini personali ha grande esperienza,  ha coniato una definizione a mio modo di vedere geniale: " gente che non regge il quotidiano" .


Riportando questa espressione alla mia conoscente, riferendomi al suo capo, anch'essa cogliendo la veridicità dell'espressione ha contribuito, a mia opinione a chiarire meglio questo concetto, attribuendo l'origine  di questo comportamento alla stanchezza delle persone.


E anche su questo c'è poco da discutere, nella nostra società siamo così irregimentati che anche il minimo cambiamento rischia di far esplodere con infiniti contrattempi e fastidi, il meccanismo di cui facciamo parte, e per far funzionare questo meccanismo usiamo talmente tante energie che troppo poche ne restano per aiutarci ad assorbire gli scossoni del sistema. 


Con la scusa che la tecnologia ci risparmia fatica e tempo,  si richiede agli uomini di impiegare i propri sforzi su un numero sempre maggiore di compiti.  Per di più per  giustificare questo stato di cose si chiamano in causa le generazioni passate, ricordandoci di quanto quelle epoche siano state più grame per gli uomini del tempo  che ci vissero, stimolando in noi un fastidioso senso di colpa.


Trovo ingiusto chi applica questi metodi,   Intanto perché questo consumo di energie rispetto al passato, più che fisico é  psichico e se  anche meno tangibile e forse più pernicioso per "l'animale uomo"  in seconda perché la causa maggiore di tutto questo sconquasso é da attribuire al forse troppo repentino cambio di paradigma, di cui e stata soggetta la nostra specie; nel merito io ad esempio, possiedo un cane nello specifico: un bastardino Chihuahua , a mia opinione sarebbe ridicolo ed ingiusto pretendere da esso prestazioni simili a quelle di un lupo dal quale però indubbiamente discente, nel contempo però a discapito delle facoltà perse ha acquisito la capacità di comprendere quasi perfettamente le mie intenzioni nonché gli stati d'animo, da segnali quasi impercettibili, cosa che forse e più utile sia a me che a lui nel nostro relazionarci quotidiano . Per adattarsi a tutto ciò il cane ha impiegato più di diecimila anni, per  noi questo sconquasso  si è realizzato  in poco più di un secolo, forse per questo quello che serve è un po più  di comprensione verso noi stessi e un po' di tolleranza verso i nostri limiti, superabili senz'altro, ma con meno ansia di prestazione e ritmi più consoni con la nostra dimensione.