venerdì 7 giugno 2024

Requiem per la politica




Quest'anno, oltre le elezioni per il parlamento europeo, pure qui a Cremona mio capoluogo di provincia si terranno le votazioni per la scelta del sindaco. Anche qui da noi, come in molti altri posti, non potendo per ovvi motivi beneficiare "dell'effetto leader", ho notato che quasi tutti gli aspiranti sindaci hanno preferito presentarsi sotto il simbolo di una lista civica piuttosto che affiancare la propria immagine all'insegna di un partito vero e proprio. Indicazione mi pare abbastanza intuitiva che la fiducia nei partiti tradizionali va sempre più calando. 

Non è un buon segnale e, fidatevi, non è nemmeno una cosa spontanea. Nonostante tutto ciò che si e fatto negli ultimi decenni per convincere che i partiti politici siano soltanto un male, parassitario addirittura, in realtà, in estrema sintesi, i partiti politici sono la manifestazione visibile del potere. ma se questi stanno piano piano scomparendo o comunque perdendo di importanza, con essi non scomparirà certamente il potere, che semplicemente va diventando più opaco, meno visibile per le persone comuni, ovvero meno esposto al giudizio dei suoi sottoposti.

Il malessere principale dell'occidente, quello che bene o male tutti avvertono, non origina da ipotetici "nemici esterni" ma proprio dalla morte dei partiti tradizionali, Sostituiti da dei baracconi vuoti, tenuti su soltanto da uomini immagine tanto carismatici quanto privi di capacità e vera autorità . 

Uomini immagine che, al pari di qualsiasi altro sponsor promozionale, poco possono fare per incidere sulle cose che promettono.  Motivo per cui i problemi che essi stessi denunciano andranno sempre peggio. Questo modo di interpretare la politica è costituita solo da organizazioni vuote che non possono migliorare le condizioni degli elettori in quanto prive di reale contenuto, e neppure lo vogliono in  quanto al grido di "tanto peggio tanto meglio", alle prossime elezioni gli sarà ancora più facile incanalare la rabbia e trasformarla in voto per l'ennesimo simulacro di partito che promette il cambiamento. 

A questo punto qualcuno potrebbe giustamente obbiettare che a lungo andare le elezioni non sono poi cosi frequenti e non risulteranno nemmeno tanto efficaci come metodo per sfogare la rabbia per la perdita di diritti effettivi e il ritorno a società oligarchiche per non dire neofeudali. Si, avete ragione, infatti nel frattempo si sta provvedendo ad istallare altre valvole di sicurezza, quali? Le solite:  non penserete mica  che il sesso sia diventato così esplicito ma anche così difficile da soddisfare, e le droghe, illegali si, ma alla portata di qualsiasi deficiente, tanto per caso, vero?

lunedì 3 giugno 2024

complottismo



Avete presente le scatole con un bottone al centro installate per richiamare il verde nei semafori cittadini, nella parte in basso in posizione nascosta c'è un bottone aggiuntivo, come forse saprete quel bottone serve per attivare allo scattare del verde un segnale uditivo utile per i non vedenti, e si trova in una posizione naacosta per evitare che chi non ne ha bisogno lo prema a casaccio procurando dell'inutile inquinamento acustico. Ho fatto caso alla cosa, e molti che conoscono quel bottone ma ne ignorano la vera utilità, lo premono con fare circospetto convinti di aver scoperto "il trucco" ad uso dei privilegiati per richiamare velocemente il verde. 

Questo fatterello  sul dispostivo per non vedenti, mi pare abbastanza paradigmatico su come  la psiche umana vede complotti e segreti un po' dappertutto; basterebbe poco per associare il bottone nascosto  con il segnale acustico, ma per alcune persone il senso di appagamento di aver scoperto un segreto, di essere al disopra della massa in barba a chi voleva escluderlo, e così potente, che gli impedisce di vedere la realtà.


giovedì 30 maggio 2024

credere alle cazzate

Oggi stavo parlando con un conoscente dei bias congnitivi e di quanto questi pregiudizi siano difficili da rompere. personalmente, sono affascinato da queste trappole mentali (di cui inevitabilmente sono anche vittima) e mi dà una grande soddisfazione individuarli e provare a smontarli. in particolare nella nostra chiacchierata abbiamo discusso di tre luoghi comuni colti, abbastanza diffusi che alla prova dei fatti non sono altro che un accozzaglia di pregiudizi nobilitati dal fatto che a sostenerli siano i cosidetti esperti.

Quasi una decina di anni fa, ai tempi della brexit, discutendo in un forum di economia scrissi che per la Gran Bretagna a parte qualche scossone dovuto all'assestamento dopo l'uscita dall'unione, sia di positivo che di negativo sarebbe cambiato ben poco: 
sarebbe cambiato poco in positivo perché i mali di cui soffriva la Gran Bretagna e un po' tutto l'occidente non dipendevano dall'Europa, anzi, forse sarebbe più corretto il contrario, vero signora thatcher ? 
Allo stesso modo poco sarebbe cambiato in negativo perché l'Europa era inadeguata come soluzione a quei problemi.


Mi mangiarono! non so quante accuse di non capire nulla di economia mi piovvero addosso, specialmente da parte di chi (e c'era in mezzo anche qualche giornalista) profetizzava che a causa della brexit il Regno Unito avrebbe fatto una fine che manco Atlantide.

Adesso che sono passati appunto quasi una decina d'anni, mi sembra che non avessi poi così tanto torto: la gran Bretagna non è di certo riuscita a riconquistare il suo vecchio impero, ma neppure  mi pare sia sprofondata negli oceani. Nonostante queste evidenze molti continuano a ripetere a mo' di mantra che la brexit sia stata una scelta catastrofica che a lungo andare porterà conseguenze nefaste per quel paese, vedrete che alla fine a forza di allungare il brodo prima o poi avranno ragione loro,  dopotutto se posso citare keynes: nel lungo periodo saremo tutti morti. 

Seriamente parlando, la brexit mi pare un altro caso da manuale di come certe ideologie vengono assunte al rango di verità incontrovertibili, nel senso che se sì prova a chiedere in giro chiunque voglia darsi pose da intellettuale vi confermerà il fatto che la brexit sia stata una sciagura per la gran Bretagna, ma se poi provate a chiedere nello specifico il perché di questa risposta, in quel caso al massimo quattro economisti sfigati, sfigati nel senso che le loro previsioni non si sono minimamente realizzate, azzarderebbero una spiegazione quantomeno razionale.


Un discorso simile si potrebbe fare per la presidenza Trump, raccontata come un fulmine a cielo sereno abbattutosi sulla politica americana, una vera e propria sciagura per quel popolo illuminato e per il mondo intero, tutti già dimentichi dell'inadeguatezza ben maggiore di un Bush junior o delle spacconerie megalomani di Regan: che santi numi oggigiorno viene rimpianto come statista; manco l'attore sapeva fare! 

 In realtà poi se si vanno a guardare i fatti concreti, la  prima presidenza Trump se non fosse per il COVID-19, tolte alcune dichiarazioni spaccone, verrebbe ricordata come un periodo tranquillo e in linea con la politica Statunitense, tanto è vero che eccettuati i provedimenti più ideologici, come quelli sul clima o sul immigrazione, Biden ha  avuto poco da abrogare di quanto compiuto dal predecessore. 

Se dobbiamo dirla fino in fondo, la differenza più evidente tra le due presidenze mi pare consista, che mentre Trump aveva deciso di tenersi buona la Russia e andare direttamente allo scontro con la Cina, la presidenza Biden ha preferito prima tentare di chiudere definitivamente i conti con la Russia. 


Un discorso non molto diverso ancora si potrebbe fare sulla questione dell'euro: tutti stanno a strillare che l'eventuale fuoriuscita dalla moneta unica sarebbe un disastro, ma nel concreto sarebbero veramente in pochi a riuscire a spiegare il perché, per  concreto intendo senza preanunciare punizioni bibbliche o altre catastrofi del genere: