giovedì 4 novembre 2021
E poi arriva Rampini e ci da un brusco risveglio
giovedì 28 ottobre 2021
Perche il benessere non è destinato a durare
Oggi stavo leggendo un vecchio editoriale di Guia Soncini; autrice intelligente e sbarazzina, e con l'apprezzabile pregio d'evitare d'incolpare il patriarcato per ogni cosa di storto che le capita.
Nell'editoriale in questione cercava di argomentare una tesi condivisibilissima; il calo demografico che l'occidente sta vivendo non é dovuto alla supposta povertà delle giovani coppie, ma al contrario alla vasta gamma di possibilità più allettanti (secondo i parametri propagandati da questa società) che questi ragazzi hanno a disposizione, piuttosto che sposarsi a vent'anni e mettersi a figliare.
Questo è un blog personale, il cui unico scopo è quello di evitare all'autore di perdere tempo ad effettuare backup affidando questa incombenza al servizio che mi ospita, quindi eviterò di fornire fonti, ma guarda caso questa opinione è condivisa oltre che dall'autore del blog stesso, anche da importanti esperti del settore, perciò non starò nemmeno ad argomentare sul perche ritengo abbia ragione, ed andrò subito avanti ad esporre il concetto che mi interessa:
Infatti quell'articolo mi ha portato a riflettere sul problema in un ottica più generale, e sono giunto alla conclusione che l'inverno demografico, sia un sintomo, un lato, di un problema addirittura più preoccupante, mi riferisco a quanto purtroppo per forza di cose, siano destinate ad essere effimere società del benessere dove vigono concetti quali democrazia, individualismo ed uguaglianza. Quello che voglio dire é che l'essere umano lasciato libero da vincoli e necessità, e posto in una condizione di relativa agiatezza, non riesce ad evitare di finire dentro un circolo vizioso che pregiudichi la prosperità del sistema che ha garantito quel benessere. La nostra civiltà non è il primo caso nella storia; cito i romani a titolo di esempio largamente conosciuto.
Il problema a mio avviso è che giunti ad un certo livello di benessere, per permettere al meccanismo di continuare a prosperare serve un'alta dose di impegno e responsabilità individuale, che ci porti ad accollarci spontaneamente fatiche e privazioni senza prospettiva di ricompense adeguate o addirittura a vantaggio di soggetti terzi, cosa purtroppo non esigibile su larga scala dalla nostra specie, se non per abitudine nel conformarsi a modelli di vita imposti dalle dure condizioni materiali, perciò il sistema va in crisi, e se l'agonia in base al livello raggiunto o a quanto tempo riusciamo ad obligare altri popoli a pagare per noi, può essere lunga e persino piacevole, la prognosi è ineluttabile: le civiltà libere e democratiche sono destinate a soccombere per essere sostituite da gente più incline a spirito di sacrificio, governata da regimi autoritari dove le libertà individuali sono appannaggio di una ristretta classe sociale.
Questo ragionamento mi fa giungere alla conclusione che noi stiamo vivendo in un periodo fortunato e felice, destinato però ad essere sostituito, per carenza di manutenzione, con sistemi meno sofisticati e più coerenti con le dinamiche del nostro mondo, a meno che; prima che arrivino pressioni esterne ad imporcelo, di nostra libera iniziativa non accettiamo di rinunciare a molti dei nostri privilegi e non sto parlando di stupidate come la decrescita felice, sto parlando di cose come uomini che per responsabilità accantonano ambizioni di carriera e riconoscono che per essi la cosa migliore sia andare a zappare la terra, sto parlando di donne che anche se non si sentono portate o pronte, rinuncino alla loro autodeterminazione per sfornare figli, sto parlando di ricchi che rinunciano volontariamente a parte dei profitti, sto parlando di ideologhi che riconoscano che l'essere umano ubidisce ad una biologia e possiede degli istinti, spesso sgradevoli e che certi ideali che sulla carta suonano cosi bene e sembrano cosi giusti non sempre si adattano all'uomo reale, sto parlando di intellettuali che cambino narrativa, e che con una discreta dose di umilta, invece che tapparsi il naso e guardare questa gente come retrograde riconoscano che è proprio grazie a loro, se la giostra riesce a tirare avanti.
Il problema è che una società libertaria e pluralista come la nostra, non rientra nella curva di Pareto, perche é un qualcosa di troppo complesso ed artificiale per permettere che una minoranza riesca a tenerla in piedi. Serve proprio lo sforzo della maggioranza è questo e facile da capire facendo qualche esempio concreto; se almeno in linea teorica e ancora ipotizzabile convincere liberamente una minoranza grazie alla tecnologia e offrendo loro uno stipendio da favola a svolgere mansioni che la maggioranza non vuole più fare, trovo già più arduo convincere senza coercizione il 20% delle donne a portare a termine un numero tale di gravidanze, in modo da sopperire alle mancate nascite causate dal restante 80% di donne che preferisce dedicarsi ad altri scopi.
In conclusione se la nostra società è interessata a sopravvivere ha come unica possibilità quella di riuscire nell'impossibile impresa di quadrare il cerchio; riportando in auge stili di vita e modelli tradizionali, proponendoli come esempi positivi, ed nel contempo riuscire a farli collimere con i principi di libertà ed autodeterminazione che la nostra civilta esprime,salvaguardando il più possibile questi ultimi, e se questo vi sembra poco c'è anche la questione di trovare qualcuno cosi motivato a salvare questa civilta che sia disposto ad accollarsi tale onere con ben poche prospettive di guadagnarci qualcosa.
venerdì 22 ottobre 2021
A pagarci le pensioni, sono sempre i figli degli altri
Barbero e i barbari
martedì 19 ottobre 2021
Pasolini il 68 e i giovani d'oggi
Sono sempre stato scettico sull'alone mitologico che circonda la figura di Pier Paolo Pasolini; a cominciare dalla sua famosa poesia, anzi! Proprio conoscendo i "pettegolezzi" dietro quella poesia, nutrivo un certo pregiudizio per chi manifestava simpatia nei confronti di coloro che per il contesto del periodo rientravano perfettamente nella definizione di "sbirri".
Inutile negarlo per falso intelletualismo o perdersi in sofismi, chi allora difendeva lo status quo il bel mondo antico magari anche in buona fede, in ogni caso restava dalla parte del torto e da Cattolico dico ciò a malincuore; le manganellate volate a vallegiulia erano manganellate contro un mondo più giusto.
Quello che però a me come a molti era sfuggito è che ad un analisi piu attenta, Pasolini nell' individuare una vera diversità quasi antropologica tra quei ragazzi e la classe proletaria che dicevano di voler rappresentare, avesse pienamente ragione.
Sebbene i sessantottini manifestassero per un ideale giusto, almeno a parole il loro mondo era cosi lontano dal mondo che volevano rappresentare al punto tale di averne una visione disneyana e questo Pasolini forse lo aveva capito meglio di tanti.
Non è vero che la sinistra ha tradito la classe operaia, la verita è che questa sinistra espressione matura dei sessantottini, avendo una visione ideologizzata del proletariato, nel momento in cui é venuta a contatto con la realta ne è rimasta cosi scioccata che ha abbandonato ogni idea di emancipazione per quella gente e si è ritirata schifata accontentandosi di indirizzarli come si fa con un gregge; i famosi prolet di Orwelliana memoria, il peccato originale della borghesia.
mercoledì 13 ottobre 2021
Il corriere di mago do nascimento
Negli ultimi tempi abbiamo tutti potuto assistere ad un proliferare di complottisti, gli esperti hanno cercato di spiegare il fenomeno in vari modi, da un aumento di ignoranza media della popolazione, ai social network ed internet .
A mia opinione benché questi processi abbiano contribuito al fenomeno non sono il motivo scatenante dello stesso; motivo che va invece ricercato con un altro tipo di approccio, io consiglierei di usarne uno di tipo " evoluzionistico", cioè chiedersi che genere di vantaggi competitivi offrono materialmente queste teorie a chi li segue, a tal punto da farle prosperare fino al punto in cui siamo arrivati.
Secondo me il tipo di vantaggio che offrono é di tipo predittivo, cioè chi segue queste teorie ha in mano strumenti più efficaci per pianificare il proprio futuro rispetto a chi si informa attraverso canali più tradizionali.
La cosa può sembrare paradorsale ma posso portare dei dati sperimentali a sostegno della mia tesi:
Provate ad immaginare due imprenditori che nel 2015 devono decidere come investire un certo capitale negli Stati uniti, in base al fatto che vinca la Clinton o Trump, il primo si informa, legge i giornali, ascolta gli opinionisti ecc. Il secondo crede che vincera Trump perche aiutato, mettiamo dai marziani, chi dei due secondo voi sara riuscito a massimizzare i suoi guadagni?
Ancora, qualche periodo dopo, i nostri imprenditori vogliono aprire una filiale in Europa per ampliare i loro affari; per affinita culturale la loro scelta potrebbe essere aprire la filiale in Inghilterra, però fra poche settimane ci sara un referendum per decidere se questa nazione rimarra in Ue o meno, allora ancora una volta i nostri imprenditori si informano se questa possibilità sia reale o meno, il primo guarda i sondaggi, legge i giornali ecc. Il secondo crede che il divino ordine tal dei tali ha deciso per l'uscita. Ancora una volta chi credete che abbia investito meglio i propri risparmi?
Questi sono solo due dei possibili esempi, potrei continuare con la paventata crisi inglese, il ridicolizzare chi si preoccupava per una pandemia di covid e almeno un' altra decina di casi simili, insomma quello che sto cercando di dire è che negli ultimi tempi affidarsi a teorie strampalate sembra una strateggia piu saggia rispetto a seguire i consigli degli esperti, io stesso sono venuto a conoscenza dell'esplosione della crisi dei mutui subprime con due anni di anticipo rispetto al main stream leggendo siti complottisti, a mia opinione questo fatto si sta verificando perché chi deputato ad informare correttamente la popolazione é troppo compromesso col potere per essere imparziale, quindi tenta ad influenzare piuttosto che informare e per provare questo basta pensare al nostro paese, dove escludendo la rai ( in mano alla politica) praticamente il resto dell' informazione é in mano a tre famiglie, Berlusconi, Agnelli, Cairo, nel resto del mondo non va meglio.