mercoledì 4 novembre 2026

Elezioni di mindterm

E così, com'era prevedibile e ampiamente predetto, Trump ha perso le elezioni. Leggo su giornali e social sciocchezze assurde, come quelle di chi già diagnostica la fine del trumpismo (possibile) e, di conseguenza, la morte del movimento "Maga".


Senza dubbio la batosta c'è stata, ma eviterei di parlare di catastrofe, come invece in troppi stanno facendo. Tanto per dire, a meno di sorprese dell'ultimo minuto, se volessimo fare una "classifica dei peggiori risultati", Trump non è nemmeno sul podio, dove il primo posto è occupato da tempo immemore dal presidente Cleveland. Continuando a scorrere, ironia della sorte, nemmeno in peggio The Donald è riuscito a superare Obama, che lo precede insieme a Bill Clinton. Trump arriva abbastanza dopo, seguito o preceduto a seconda da cosa considerano le fonti* da presidenti quali Truman e Bush jr. 



Comunque, tornando seri, dicevo: se pensate che da adesso in poi non sentirete più parlare del presidente americano, vi sbagliate di grosso. Intanto, prima che l'avvicendamento delle Camere diventi effettivo, devono passare altri due mesi: quello che in gergo gli americani chiamano la sessione dell'anatra zoppa (lame-duck session), dove i repubblicani, approfittando di questi due mesi, cercheranno di far passare in fretta e furia pacchetti di spesa o provvedimenti normativi minori rimasti in sospeso.

Ma soprattutto cercheranno di blindare la giustizia federale con le ultime nomine utili al Senato. Ogni giudice confermato adesso è un posto assicurato a vita per i repubblicani. Intanto, alla Casa Bianca, per aggirare il blocco che arriverà a gennaio, lo stesso Trump accelererà la firma degli ordini esecutivi e delle modifiche regolamentari dirette alle agenzie federali (ambientali, energetiche, commerciali).

Perciò, a meno di qualche imprevisto, ha tutte le possibilità per far passare i provvedimenti più urgenti, di cui non si era occupato negli anni scorsi. Detto questo, The Donald resta comandante in capo delle forze armate e anche in politica estera i margini di manovra del presidente restano ampissimi. Ancora, Trump ha già fatto capire che userà il potere di veto e non si farà scrupoli a legiferare a colpi di decreto. Quindi no, per Trump non è finita affatto.

Ancora meno è finita per il movimento Maga, i cui sostenitori possono essere rimasti delusi dalla politica di Trump, ma questo, semmai, ha peggiorato i problemi che quella gente lamentava; di certo non li ha fatti sparire. Da quella parte, alle prossime elezioni mi aspetto di vedere gente ancora più arrabbiata ed estrema. Altro che fine del movimento.

Semmai, il vero pericolo di questi due anni lo corrono gli Stati Uniti, che rischiano di finire paralizzati in una spirale di veti incrociati, permettendo alla Cina di allungare ulteriormente le distanze nella corsa per l'egemonia. Tra probabili shutdown e rimpalli legislativi tra Camere e Casa Bianca, la credibilità internazionale degli USA rischia di finire sotto le scarpe. Se c'è gente da quelle parti che vuole ancora bene al proprio Paese, sarà meglio che almeno per una volta mettano da parte il proprio eccezionalismo, la smettano di guardarsi la pancia e si rendano conto che là fuori non sono gli unici attori in gioco. Ma di questo è meglio che parlino gli esperti, se ce n'è ancora.

*https://www.presidentsusa.net/mostseatslostinmidterms.html


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