La criticità principale dei cosiddetti dietrologi, consiste nell'ostinarsi ad aggiungere livelli di complessità per spiegare eventi e circostanze per cui la spiegazione ufficiale risulta fumosa o comunque poco credibile. Naturalmente esistono anche (e sono la maggioranza) chi inciampa nell'errore opposto: la semplificazione, vedendo ogni cambiamento come un naturale progresso della nostra civiltà, come se tutto ciò che accade fosse inevitabile e spontaneo.
Ad esempio, leggevo ieri una discussione dove si parlava del rilassamento dei costumi e di fenomeni quali OnlyFans: i dietrologi attribuivano tutto questo a un non meglio precisato piano di contenimento della popolazione, anche attraverso la destabilizzazione dei rapporti di coppia.
Probabilmente non è da escludere che a un qualche gruppo di potere, effettivamente tale effetto non dispiaccia. Anzi, con discreta probabilità farà quanto è nelle sue possibilità per favorire certe dinamiche. Ma il pensare che esista addirittura un progetto studiato a tavolino per ottenere questo risultato è qualcosa che non regge, né al principio di Occam, né alla realtà: infatti se il piano fosse davvero quello di far diminuire la popolazione, avrebbe poco senso concentrarsi proprio sugli occidentali, mentre ci sono altre civiltà che stanno crescendo molto più di noi.
Effettivamente esistono spiegazioni meno cervellotiche. Senza per questo cadere nella trappola opposta: pensare che certe cose siano del tutto spontanee e si basano sul naturale progresso culturale della nostra civiltà. Insomma anche chi pensa che mostrare le chiappe in rete, magari a pagamento, sia un segno di progresso e di apertura mentale è al quanto fuori strada.
Qualcuno forse ricorderà le vicende di Madameweb, un'insegnante di Pordenone, che ormai vent'anni fa, salì agli onori della cronaca per la sua passione per il sesso, specialmente se disinibito. Nonostante le sue avventure ai tempi riempissero i rotocalchi, adesso è pressoché dimenticata. A riprova di ciò, se si prova a fare una ricerca impostando come parametro di ricerca soltanto il suo nickname, senza aggiungere altri dettagli specifici, l'onnisciente Google ci mostrerà come risultati rilevanti solamente pagine riguardanti l'ennesimo film americano di supereroi. Non è colpa sua, la poverina ha mancato di tempismo.
Adesso, in tempi più maturi per influencer e OnlyFancer, probabilmente avrebbe potuto mettere da parte un piccolo gruzzoletto. Già. Ma senza personaggi come Madameweb, cose come Onlyfans oggi sarebbero tollerate?
Probabilmente sì, lei era solo un granello piuttosto piccolo di un meccanismo assai complesso. Ma senza le centinaia di Madameweb che si sono susseguite, e soprattutto senza gli sforzi dei vari opinion leader, nonché dei poli mediatici per normalizzare prima, e promuovere poi il cambio di costume. Con tutta probabilità no.
Come ha intuito tra gli altri, il biologo Richard Dawkins, anche la diffusione delle idee avviene in modo analogo. Perciò quando si spalanca una finestra di Overton, non dobbiamo immaginare grandi vecchi che elaborano piani mefistofelici per mutare questo o quell'altro paradigma, ma correnti di potere, fatte da industrie, politici, scienziati, eccetera, spesso non coordinati tra loro, che per un motivo o per l'altro hanno interesse che certi comportamenti diventino leciti e accettati in società. Per fare ciò si adoperano affinché vengano "premiate", rendendole pop e rappresentate in maniera via via sempre più positiva, persone che per loro indole (ma a volte anche per calcolo, per essere riusciti a fiutare i tempi) attuano già certi comportamenti, senza bisogno di nessuna cooptazione esplicita.
Come ho già detto, con molta probabilità, dentro le correnti di potere che rendono possibili molti di questi cambi di paradigma, ci sono davvero anche gruppi di pensiero che vedono di buon occhio ciò che sta avvenendo, ma il maggior contributo che questi gruppi danno al fenomeno, oltre a qualche finanziamento come nel caso delle fondazioni Soros ad esempio, e quello di fornire un apparato etico-filosofico su cui poggiarsi. Non hanno creato una situazione, hanno sfruttato un'occasione, così come il viticultore piemontese non ha creato la vite di Nebbiolo: lui si è limitato a proteggerlo e favorirne la diffusione.
Ecco perché l'esempio che più si avvicina a ciò che avviene nei cambiamenti culturali è quello della selezione artificiale: dove ad esempio migliaia di pastori, lavorando indipendentemente con scambi minimi fra di loro, seguendo il proprio interesse, giungono grazie a pressioni selettive intenzionali ma non coordinate a un risultato comune: la nascita di una sottospecie di pecora adatta ai loro scopi (più latte, più carne, più lana, maggiore resistenza al territorio).
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