venerdì 6 febbraio 2026

Epstein

Sto seguendo per quanto c'è permesso, il cosiddetto caso Epstein, che da ciò che si è potuto capire è molto più di un banale scandalo sessuale e molto meno di quello che i complottisti prospettavano.


Molto meno dicevamo, ma ancora abbastanza da far pensare che questi tizi, i quali fino a ieri prendevamo in giro raffigurandoli con in testa un copricapo fatto di carta stagnola, ultimamente ci stanno azzeccando un po' troppo.

Personalmente, mi trovo d'accordo con coloro che sostengono che si sta spettacolarizzando eccessivamente questa vicenda, alimentando più i pruriti che il senso di giustizia dei cittadini americani. Ma a patto che questa posizione non finisca per sminuire il caso in sé: ci sono state troppe morti sospette e si è scelto di sacrificare nomi troppo importanti perché essa sia solo un fuocherello di paglia. Il voler trasformare il tutto in gossip morboso, addirittura in un'occasione di business, magari sfruttando proprio la naturale tendenza al complottismo, oltre a essere favorito da un'inclinazione di quel popolo per la spettacolarizzazione, mi pare semmai un modo per disinnescare il tutto.


Pensatela come vi pare, ma se si lasciano cadere teste del calibro di Bill Gates,  allora forse l'urgenza è quella di salvare nomi più importanti, quantomeno a livello sistemico. Tra l'altro, il fatto che Gates in questo periodo abbia deciso di pubblicare le sue memorie mi suggerisce che la decisione di esporlo sia stata una scelta pensata e discussa, non improvvisa, e che tutta questa voglia di raccontarsi del miliardario sia in realtà un modo per parare il colpo, un tentativo di limitare i danni quanto più possibile.

Ma se i livelli coinvolti sono così in alto, possibile che i servizi segreti non abbiano provveduto a disinnescare prima una bomba del genere? Qui non stiamo parlando solo di un banale scandalo sessuale; le dichiarazioni che hanno accompagnato il rilascio di parte del materiale sono state abbastanza esplicite quando hanno specificato che si è preferito non divulgare immagini e filmati con scene di tortura e forse anche di peggio. Insomma roba da far accapponare la pelle.


Il fatto che tutto ciò non si sia potuto neutralizzare, dicevo, mi fa intuire che a essere coinvolti, non c'è solo qualche mela marcia, ma tutto un sistema. Tale conclusione spiegherebbe perché i servizi invece che combattere il fenomeno hanno preferito gestirlo. Alla fine dei conti la solita vecchia storia, il potere se riesce bada prima di tutto a conservarsi, con buona pace per le vittime.




Per concludere, quanto detto finora mi porta a fare due ulteriori considerazioni a carattere generale:

La prima è di natura più teologica: mi fa davvero specie vedere questi uomini di potere, molti atei dichiarati. Un po' tutti con un atteggiamento critico verso la religione e le sue "superstizioni". Tutti a parole amici dell'umanità. Ma in privato, una volta calate le tende si abbandonavano a riti che possiamo definire tranquillamente satanici. Che questi signori ne fossero consapevoli o fossero solo ubriacati dal hybris, c'è qualcosa di fortemente anticristico in tutto ciò.

La seconda considerazione riguarda l'internazionalità di questa gente. La parte del leone la fanno naturalmente gli americani, ma a partecipare a questi "festini" c'era praticamente gente di tutto il mondo. E questo più di ogni altra cosa dovrebbe rendere evidente che le classi dirigenti di molti paesi, specie in occidente, ormai si considerano "razza a sé". Appare chiaro che per questa gente non esistono più concetti come la destra, la sinistra, la nazione o le etnie. Per loro esiste solo l'alto dove collocano se stessi, a cui, nel privato, tutto è concesso. E il basso costituito da persone, anzi meglio "risorse umane", perfettamente intercambiabili, da gestire con promesse e belle parole. Anche in ciò, se me lo permettete, intravedo qualcosa di molto satanico.

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