Mi riferisco naturalmente ai fenomeni di contestazione contro i botti di Capodanno, che, partiti come legittimi movimenti di sensibilizzazione contro indubbie esagerazioni, causa ogni anno di diversi ferimenti, anche gravi. Ormai hanno assunto come scopo la volontà di stigmatizzare l'usanza in tutte le sue forme. Poco importa se si parla di botti di Kalashnikov oppure di un'innocente stella filante. Tant'è vero che in molte parti della penisola si vietano tout court questo tipo di pratiche.
Non a caso, tra i soldati più attivi in questa dura lotta troviamo i sindaci, che un po' per appecoronamento alla moda, un po' per farsi notare e un po' per evitare guai nella loro città. Emettono ordinanze sempre più restrittive, quando non di vero e proprio divieto.
La scusa più comune di questi tempi è quella della protezione degli animali (ma sta facendosi largo anche la lotta contro l'inquinamento). All'apparenza una nobile causa, ma in realtà un furbesco pretesto: allora, premesso che sì, sono capitati casi di stormi, in genere piccioni, che per loro sfortuna ritrovatisi al centro dell'evento, finiscono con lo schiantarsi in massa oppure a morire di crepacuore. E ancora sì, esistono cani che hanno particolare timore di questo genere di rumori. Stiamo comunque parlando di davvero pochi casi, in realtà il fenomeno è di molto sovradimensionato dai media, dalle organizzazioni animaliste e dal passaparola. Per quanto riguarda i volatili, più che una particolare debolezza di cuore di questi pennuti, il problema è dovuto al loro sovrannumero dentro le nostre città. Per i cani e gli altri animali domestici, invece una delle cause per cui questi animali vivono male il capodanno è che non sono stati abituati ai rumori. Ma soprattutto, gran parte della paura che animali come i cani, manifestano in queste occasioni, più che ai rumori in sé è dovuta al senso di disagio e di pericolo che i padroni trasmettono loro.
Per quanto riguarda gli animali selvatici propriamente detti, il problema è ancora più irrilevante. Chi se lo pone, probabilmente non ha mai assistito alla furia che si scatena durante un temporale estivo, così come ad altri fenomeni che sia per estensione, sia per intensità fanno impallidire i poveri botti di capodanno, quantomeno quelli legali.
Ad ogni modo, il punto è che naturali o artificiali, esistono rumori molto più impattanti al benessere animale, rispetto ai bistrattati botti. Come, ad esempio, quello delle sirene, che per via delle particolari frequenze che questo genere di suono emette, sia per lo strumento che lo propaga: un mezzo che si va, via via, avvicinando. È molto più problematico per il benessere dei nostri amici a quattro zampe.
Anche riguardo i ferimenti e i danni provocati dai botti, a ben guardare, sono quasi tutti provocati da ordigni illegali e da altre pratiche sconsiderate. tragedie che esigerebbero appelli al buon senso, non allarmismi e divieti gratuiti.
Comunque sono cosciente che questa è una battaglia persa in partenza, finché posso mi godo i rumori, i colori e anche gli odori dei fuochi artificiali. Consapevole che non sarà ancora per molto. La logica non può nulla nel regno dell'ideologia. E qui, appunto, come scrivevo siamo in uno dei settori più avanzati nella quotidiana lotta dell'Italia contro la felicità. Un territorio ostile, dove si incontrano e si uniscono le forze di chi, perfettamente a suo agio nel ruolo di neotenia preferisce delegare anche le pur minime responsabilità. con quelle dello Stato, che non essendo in grado di censurare i comportamenti illeciti, preferisce tagliare la testa al toro e stigmatizzare il fenomeno in sé. E ancora le forze degli amministratori che alla prevenzione del rischio, preferiscono la sua totale cancellazione. E infine il supporto degli annoiati cronici, disposti a supportare qualsiasi battaglia purché gli garantisca un po' di epicità e di diversivo alla monotonia quotidiana.
Nel mio piccolo, io porto avanti la lotta, fedele all'imperituro esempio di Napoli, che incurante dei caduti, ogni anno è in prima fila contro chi vorrebbe spegnere definitivamente i nostri accendini.
Buon anno a tutti!
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