giovedì 29 gennaio 2026

l'illusione di sapere



Avete presente la rappresentazione classica dell'atomo, quella che lo raffigura come un mini sistema solare, con un nucleo al centro e gli elettroni a modo di pianeti che gli girano intorno. Oggigiorno tutti quelli che hanno studiato un po' di fisica sanno che questo modello non è corretto. Non tutti però sanno che di modelli atomici adottati dalla comunità scientifica ve ne furono molti, dal modello di Dalton agli inizi dell'Ottocento al modello quantomeccanico, adesso in vigore. 

La questione è che appunto la scienza non si prefigge una descrizione ultima della realtà, per il semplice fatto che essa è troppo vasta per conoscerla tutta, si limita ad approssimarla con modelli che spiegano determinati fenomeni, in modo da poter fare previsioni attendibili. Modelli che evolvono nel corso del tempo o addirittura cambiano del tutto in base alle nuove acquisizioni del sapere. 

Anche questo concetto nonostante alcuni fingono di non conoscerlo, pretendendo di attribuire alla scienza poteri che non ha, dovrebbe essere patrimonio comune.*


Quel che invece sfugge a molti è che tutto questo non è valido solo per la scienza, anche gli altri settori dello scibile tendono a funzionare così. 


A conferma di quanto ho scritto prima, mi è capitato giusto ieri di seguire un podcast dove un sedicente esperto di geopolitica tentava di spiegare i motivi delle mire espansionistiche di Trump sulla Groenlandia. Analisi impeccabile per carità! Il sedicente analista spiegava benissimo il bisogno degli Stati Uniti di affrancarsi dalla dipendenza dalle terre rare, l'incapacità europea in caso di attacco, di difendere l'isola, lo scioglimento dei ghiacciai, il controllo della rotta artica e tutto il resto.


Insomma le ragioni di Trump secondo l'esperto erano tutte proiettate verso il futuro e in un certo senso anche ragionevoli: l'Europa si è mostrata impreparata a difendere la posizione e viste le crescenti sfide che Russia e Cina rappresentano, adesso è meglio che l'America si occupi della questione in prima persona. 

Un ragionamento, quello di Trump poco ortodosso senza ombra di dubbio, ma comunque condivisibile. Se non fosse che gli americani, cosa che l'esperto evidentemente ignorava, è già da tempo che tentano di prendersi l'isola: con un'invasione vera e propria durante la seconda guerra mondiale, costretti poi per questione di immagine a doverla restituire, provarono a comprarla con Truman prima, e poi con Eisenhower. Ma visto che la Danimarca non si piegava e la guerra fredda richiedeva un fronte compatto, lasciarono perdere. 

Vinta la guerra fredda la questione pareva archiviata, considerato che l'America si trovava padrona del mondo, inutile impelagarsi su questioni di principio. Ma adesso, con l'affacciarsi di nuove sfide, ecco che torna in auge la vecchia idea. Tenendo in conto anche tutto questo, si capisce che il desiderio di Trump di annettere la Groenlandia non risponde solo a calcoli geopolitici ma appaga anche vecchi desideri. Un elemento che qualcuno potrebbe considerare secondario, ma invece importantissimo perché chiarisce in maniera definitiva la considerazione che l'America di Trump ha nei riguardi dell'Europa e che rendono tutte le argomentazioni del geopolitico, se prese considerando questi elementi, più una giustificazione a posteriori che un'analisi seria.


Un ottimo caso che dimostra ancora come i nostri modelli siano solo approssimazioni che si sforzano di costruire mappe, utilizzando quello che sappiamo della realtà. Ma soprattutto di quanto sia importante per affinare queste mappe, continuare nello studio. Multidisciplinare e cooperativo, si capisce, perché ormai appare chiaro che la vastità di conoscenze, indispensabili al giorno d'oggi per costruire modelli realistici, non sono padroneggiabili da un singolo individuo.


*In realtà alcune correnti filosofiche, sostengono che la scienza stia descrivendo la realtà, ma in maniera progressiva, cioè sviluppando modelli sempre più aderenti. Per restare all'esempio dell'atomo, chi intende la scienza in questo modo, nell'evoluzione del modello atomico non vede l'adozione di rappresentazioni più utili, ma una descrizione che via via si fa sempre più accurata. Una posizione filosoficamente legittima ma a mia opinione poco utile, per il semplice motivo che si basa su una scommessa, ma in realtà nessuno ci garantisce che un giorno potremmo arrivare alla verità ultima. 

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