mercoledì 18 gennaio 2012

Le ragioni del declino parte prima

Ed eccoci infine giunti al fatidico 2012 l’anno della fine del mon. ehm della recessione. Recessione che i politici ogni giorno ci ricordano con una litania quasi monastica, interrotta solo raramente da capitani coraggiosi e da navi che affondano(sarà forse un presagio?), non é colpa nostra ma della difficile situazione internazionale. Cosa verissima.. nulla da obbiettare, però a far un po’ di autocritica, qualche peccatuccio negli ultimi 60 anni lo abbiamo commesso. Proviamo a vedere quali

Primo peccato

“il pezzo di carta”

l’unica vera liberalizzazione che in Italia avrebbe un senso sarebbe quella di liberare il paese dal valore legale del titolo di studio; la frase tipo che lo studente italiano sente pronunciare dai genitori suona più o meno cosi “figliolo cerca di prendere un pezzo di carta cosi fai un concorso e ti sistemi”.cosa che era verissima per i loro tempi, ma oggi non più. Cosa che capirebbero benissimo anche loro se invece di prendere un pezzo di carta avrebbero cercato di apprendere quello che la scuola cercava di insegnare. Vediamo di spiegare un poco cos’ è successo e del perché in Italia un titolo di studio fino a pochi anni fa valeva effettivamente cosi tanto:

Fine della guerra. L’Italia è una società contadina a bassa scolarizzazione, devastata da una guerra tra le più feroci e distruttive che la storia ricordi e per di più con un territorio scarso di risorse, un destino segnato, nessuna possibilità di ripresa, addio sogni di gloria e grandezza. Invece un particolare incrocio storico (la guerra fredda), una non piccola dose di culo e un pizzico di ingegno che all’ italico popolo non manca mai e soprattutto il trio Einaudi-Degasperi-Mattei (da ora in poi la trinità) e ci ritroviamo catapultati nel boom, il paese diventa una potenza industriale; cosa assolutamente non prevista e incalcolabile tanto che negli anni a seguire quel periodo verrà ricordato come “gli anni del miracolo”. Miracolo per l’appunto ma ai santi non piace lavorare con le mani è per far andare avanti la baracca di mani ne servivano e pure molte ma non di certo le mani di contadini analfabeti, buonissime per la terra certo, ma inadatte a lavorare su macchinari già a quei tempi di un discreto livello tecnologico o men che meno su una scrivania . Quindi comincio una vera e propria caccia, da parte delle aziende di tutto il personale con un minimo di scolarizzazione, il materiale umano quello era e di quello ci si doveva accontentare del resto quei contadini erano gente dura abituata a sgobbare, quello che non avevano appreso sui banchi di scuola lo avrebbero imparato direttamente sul posto di lavoro, magari durante il riposo cosi eccoci tutti ad inseguire un titolo di studio preso con l’unico scopo dichiarato di trovare un impiego. Purtroppo pero i miracoli finiscono e per essere davvero tali sono anche irripetibili e quindi una volta superata diciamo cosi l’emergenza di mano d’opera qualificata, le aziende iniziarono a far una selezione del personale più accurata ( diciamo dalla seconda generazione in poi) che diventava (e continua a essere) sempre più restrittiva mano a mano che la competizione globale continua a crescere, ma un contadino rimane sempre un contadino una volta arricchito non ti chiederà più varietà, ma più quantità di conseguenza se la licenza media prima e il diploma poi non erano più sufficienti non chiederanno una formazione più accurata e più in linea con le nuove esigenze del mercato ma un pezzo di carta più grosso ed eccoci quindi arrivati ai giorni nostri con una miriade di laureati che si ritrovano disoccupati. ed in occupabili oltre tutto, perche il nostro contadino visto quel che è, non solo ha preteso di potersi vantare di un titolo di studio maggiore, ma ha anche preteso che questo venisse messo alla sua portata facilitando man mano il corso degli studi e cosi ci ritroviamo con dei sedicenti avvocati e neotop manager che in realtà farebbero fatica a gestire ed amministrare purè un branco di pecore.

lunedì 14 novembre 2011

bollettino di guerra

Il mio scorso post merita una spiegazione; purtroppo ieri la rabbia era troppo alta per riuscire a buttare giù quattro righe di senso compiuto, perché ieri la nazione è morta o per lo meno ha perso quella minima sovranità che ancora gli rimaneva. Come per ogni caduta il principale responsabile è il nemico interno: i vari Bersani, Di Pietro, Fini, Corriere della sera, Marcegaglia e Sole 24 ma soprattutto Berlusconi che essendo il capo del governo aveva il dovere di spiegare che il paese era in guerra, non una guerra convenzionale ovvio, ma una guerra a tutti gli effetti. In una guerra infatti, lo scopo principale non è sopprimere l’avversario ma far si che questo accetti senza riserve le nostre condizioni, bombardamenti a tappeto e invasione militare sono i mezzi più efficaci, ma non gli unici che funzionano. Che questa fosse una guerra non convenzionale è indubbio, non si spiegherebbe altrimenti perche i mercati, senza un solo motivo valido, siano impazziti, in quanto la situazione economico/finanziaria del paese si presenta stabile e invariata da qualche anno ormai. Chi accusa di tutto ciò la debolezza del governo o è un’ ignorante o peggio un traditore collaborazionista. Il Belgio è senza governo da molti anni e i suoi conti non hanno minimamente sofferto del casino che è scoppiato in Europa in questi mesi. Chiarito che il paese era in guerra senza che uno, dicasi uno, schifo di giornale o politico si sia preso la briga di avvertire la nazione, è ormai ovvio che siamo stati sconfitti; visto che il governo legittimamente eletto è stato sostituito senza che il popolo sovrano(?) abbia avuto ruolo in tutto ciò. Hanno poco da festeggiare gli idioti che scendono in piazza a gridare che e finita la dittatura, perché tuttalpiù questa comincia adesso: come cazzo lo definite, razza di pecore, un governo composto da uomini che non sono mai passati per il giudizio delle urne, con un capo di governo che non siedeva nemmeno in parlamento ma è stato messo lì a forza con l’espediente della nomina a vita? E or’ mai che ci siamo parliamo di Monti, nessuno di chi ieri festeggiava ha notato come fosse li bello pronto, già col suo programma e i ministri già scelti. Come se fossero cose naturali; uno va al mercato e compra un programma politico e i vari ministri, quando persino in caso di elezioni con tempi molto più ampi passa qualche settimana tra il risultato elettorale e la nomina dei vari ministeri. No! Cari miei quello che si è insediato ieri e un governo di Vichy, una repubblica di Salo. Qualcuno oggi festeggerà perché lo spread adesso scende, segno che Monti è affidabile, imbecilli la guerra è finita e ci siamo arresi, é normale che il nemico cessi di attaccarci. Qualcun altro invece ha capito tutto ma è contento lo stesso per l’antico vizio Italiano di chiamare lo straniero a lavare i nostri panni sporchi anche per loro il mio disprezzo è enorme perché è questa la causa principale che impedì sempre al’ Italia di essere stato. E quale straniero poi… la Germania e la Francia!!! I primi sono i nostri principali concorrenti commerciali, senza dimenticare che li abbiamo traditi due volte; la prima volta abbiamo procurato loro la più grave crisi economica-sociale che il paese avesse mai avuto (la repubblica di Weimar), la seconda volta abbiamo quasi distrutto il paese, spaccandolo in due parti sotto il tallone di Washington e di Mosca, figuratevi come sono desiderosi di aiutarci! Anch’io nel mio piccolo quando vedo che un mio concorrente è in difficoltà vado a dargli una mano e lo consiglio su come rubarmi i clienti, è normale no? Parliamo della Francia invece; è da qualche anno che anche con discreto successo, stanno tentando di comprarsi le aziende italiane e io mi ricordo ancora quando sotto il governo Prodi, l’Eni tento di comprassi Gasprom, l’intero parlamento Francese si mosse unito per impedirlo.

domenica 13 novembre 2011

venerdì 11 novembre 2011

Nazionalismo e meritocrazia

Ci sarebbero molti argomenti di cui parlare in questi giorni, ma visto che il destino del paese pare segnato (qualcuno per favore mi spieghi come, far cadere un governo possa ridare fiducia a degli investitori che scappavano perchè avevano paura che il governo cadesse), voglio parlare di meritocrazia e nazionalismo e di quello che in fondo è a mio parere il vero grande problema del paese, però prima una piccola premessa per evitare equivoci:

LA MERITOCRAZIA E’ UNA SCHIFEZZA INUMANA ed inadatta a gestire sistemi complessi senza renderli pericolosamente inadatti alla nostra specie.

Si avete capito bene, se tutti quelli che oggi gridano perche non c’è meritocrazia sapessero realmente cosa chiedono, ne rimarrebbero scioccati, il fatto che guardano dalla parte sbagliata; nel mondo anglosassone dove non c’è meritocrazia ma orgoglio nella propria nazione . Se guardassero nella Russia comunista forse vedrebbero un abbozzo di paese meritocratico. No, non sto scherzando se vogliamo un paese meritocratico molti bei culetti dei vostri figli dovrebbero smuoversi dai loro caldi banchi di scuola e farsi una carriera in miniera o a spalare merda cosa giustissima dal punto di vista meritocratico in un paese dove le risorse sono scarse (e il pianeta terra è scarso di risorse non diciamo cazzate per definizione stessa un bene è limitato) tutte le nostre energie e i riconoscimenti dovrebbero andare ai migliori come infatti potete capire se vi prendete la briga di leggere la definizione della parola meritocrazia su wikipedia riporto una parte per comodità di chi legge

“Il termine "meritocrazia" fu usato la prima volta da Michael Young nel suo libro "Rise of the Meritocracy" (1958). Il termine era destinato a un uso dispregiativo, e il suo libro era lo scenario di un futuro distopico in cui la posizione sociale di un individuo è determinata dal suo quoziente intellettivo e dallo sforzo. Nel libro, questo sistema sociale fondamentalmente conduce a una rivoluzione sociale in cui le masse rovesciano l'élite, che era divenuta arrogante e scollegata dai sentimenti del pubblico.” Perche sprecare soldi in un’ istruzione pubblica aperta a tutti quando solo pochi possono realmente apprezzarla, sarebbe meglio fare dei test di ammissioni fin dalle elementari per poter concentrare le finanze, per migliorarne al massimo la qualità destinata a quei pochi che hanno le capacita e la volontà di voler davvero apprendere , e anche nel mondo del lavoro le cose non sarebbero diverse: come spera di cavarsela uno che non merita, che è stato già escluso dagli studi . di certo non alle spalle dei meritevoli, tutti a pulir le strade che non ce niente per voi. Oltre a ciò ci sarebbe anche da capire cosa è merito e cosa no. Il vostro capo ufficio magari del suo lavoro non capisce una mazza e a prima vista non merita il posto che occupa, infatti è stato messo li da qualcuno, ok fin qui d’accordo, ma perche quel qualcuno lo ha messo li? forse perche al contrario di voi che quando uscite di li e andate a prendere l’aperitivo con i soliti quattro stronzi che conoscete da trentanni, è stato capace di creare una rete di rapporti e relazioni che voi nemmeno vi sognate. In un ambiente sociale, non e un merito anche questo?? E non è forse grazie a queste sue capacita che il vostro gruppo riesce a produrre e a risultare competitivo nonostante lui non ne capisca un cazzo e meta dei vostri colleghi sono simpatici come una merda attaccata ad una suola? si naturalmente questo non è il vostro caso e il vostro capo è li solo perché è il figlio di qualcuno. Proviamo però a fare un esempio reale, scomodiamo un venerato maestro della società italiana Veronesi, diciamoci la verità di bravi medici come Veronesi ce ne sono un sacco, magari più preparati e meno chiacchieroni di lui, ma veronesi buca lo schermo. Come medico sarà nella media, ma come uomo di spettacolo ha doti straordinarie e grazie a queste doti ha costruito l’europeo dove lavorano medici magari dieci, venti, volte più bravi ma senza queste capacita di “venditore” e pertanto probabilmente, senza di lui sarebbe stata preclusa la possibilità di attingere ai fondi necessari per le loro ricerche. Prendiamo un Oddifreddi che con la matematica ha davvero poco da spartire, pero quanta notorietà ha portato a questa branca delle scienze fondamentale ma bistrattata? Quindi a parlar di meritocrazia andateci piano, a meno di non avere doti di preveggenza non possiamo con certezza dire quale merito va premiato e quale va castigato. La prossima volta che vi parlano di premiare il merito provate a chiedergli come vogliono castigare il demerito, e come valutare quale sia l’uno e quale l’altro. Detto questo voglio parlare del più grande disastro culturale che le intellighenzie di sinistra hanno provocato al paese, ma partiamo con un po’ di storia: finita la guerra la democrazia cristiana stravinse sull’ ormai defunto pci e grazie a persone come Einaudi, Mattei e De Gasperi le cose per la brava gente italiana iniziarono a mettersi bene, adesso voi capite che tutto ciò, da un partito che fa leva sulla scontentezza delle masse per scatenare la rivoluzione e salire al potere, non sia proprio ben visto. Per fortuna gli eredi del “ migliore” ebbero un’ idea geniale, che in onore del loro capo storico chiamero “la teoria del mandolinista”, cioè sminuire e ridicolizzare ogni piccolo e grande successo che il paese Italia otteneva perchè tanto al estero (in URSS in quel caso) era sempre e comunque meglio la dc e gli altri partiti politici a dire il vero, in questa operazione diedero una gran bella mano. In Egitto quando un faraone moriva il successore spesso faceva cancellare il suo nome dai monumenti che questo costruiva per attribuirsene il merito. La DC e i nuovi potenti d’ Italia evidentemente non hanno studiato bene la storia e del fascismo non solo hanno voluto cancellarne la memoria, ma con esso anche quel poco di buono che il regime ci aveva lasciato, se il fascio fù l’apice del nazionalismo (anche eccessivo, come una guerra dolorosa ci ricorda) l’italiano nuovo doveva dimenticarsi di idee come patria e senso dello stato, eliminando l’unico vaccino che il popolo aveva per difendersi dalla “teoria del mandolinista”, tutto ciò ci porta al declino italiano attuale, facendo diventare il paese vittima della “legge della strada sporca” (la legge della strada sporca e molto semplice: se voi vi trovate in una stradina ben tenuta, pulita e con bei addobbi, se avete una cartaccia di cui disfarvi ci penserete bene dal buttarla per terra ma cercherete un cestino, contribuendo in questo modo a tenerla pulita. Se viceversa vi trovate in una strada poco curata e sporca vi verrà più naturale buttare per terra la cicca di sigaretta o il fazzoletto, contribuendo cosi ad aggravare il degrado che già esiste) e così pian piano nella mente degli italiani iniziano a farsi strada ragionamenti tipo questi: se nel pubblico impiego sono tutti raccomandati senza voglia di lavorare, perché proprio io dovrei essere più fesso e farmi un mazzo cosi? O ancora, se a scuola sono tutti baroni raccomandati perche solo mio figlio non deve diplomarsi col massimo dei voti? Che un po’ capra magari lo è, ma vuoi mettere il figlio del assessore.. e ancora se tutti evadono come dice la tv perche cavolo io devo farli proprio tutti gli scontrini? Se guardiamo solo il bicchiere mezzo vuoto pian piano si svuota del tutto, nell’ indifferenza generale ogni tanto è utile fermarsi a guardare anche il lato mezzo pieno e se vediamo che il livello cala, nel nostro piccolo dovremmo fare un abbocco e pian piano il bicchiere si riempie tutto. Perché per risollevare il paese non serve più meritocrazia ma più intolleranza . Intolleranza verso le cose che non vanno e verso chi di quelle inefficienze fa un cavallo di battaglia per prendere il potere.

venerdì 21 ottobre 2011

Ghedafi

Non conosco l’opinione di chi legge questo blog; a me personalmente il personaggio non è dei
più simpatici e nemmeno le pagliacciate di cui spesso si è
reso protagonista. Non avrei di certo perso tempo a parlarne se avesse fatto
una fine più degna; da essere umano, ma
onestamente una morte così mi da il volta stomaco, per come è stato trattato
dai media (almeno dai nostri), e per
come è stato trattato dai suoi ex sudditi (?), ma nonostante tutto per lo
meno in Italia dove la parola che sto per dire è pressoché sconosciuta, Ghedafi che abbia agito nel giusto o nel
sbagliato, ha dato a tutti una lezione di vita, è morto da uomo d’onore, (nonostante
la paura nel volto comprensibile in un uomo che sta per morire e di cui i
giornalisti ed i suoi aguzzini non
hanno lesinato a darcene prova) in fin dei conti un uomo più vile con tutti i soldi che
indubbiamente aveva, poteva pensare ad una conclusione meno cruenta della sua
avventura umana, ma invece è stato di parola, aveva annunciato che piuttosto che scappare
sarebbe morto e cosi è stato. Indubbio
segno che in quello che ha fatto, giusto o sbagliato che sia è bene ripeterlo, ci credeva,
Chi in questi giorni, anche in
Italia sta festeggiando la caduta del
tiranno, farebbe bene a riflettere anche su questo. .

giovedì 6 ottobre 2011

ciao STEVE

non sono un fan apple a dire il vero non ho mai avuto un prodotto della mela morsicata, e se devo essere onesto non mi piacciono i necrologi, ma da informatico non posso non parlarne.
oggi e morto Steve Jobs e come per ogni personaggio di un certo spessore il mondo si e diviso in due chi lo esalta come un Dio e chi lo vede come il diavolo. onestamente io penso che sia stato solo un uomo, un grande uomo mi ricordo che prima di jobs i computer erano dei rettangoli grigi da mettere sotto la scrivania (e non dimentichiamoci che fu l'unico a capire il potenziale di quel accessorio che chiamiamo mouse e il lisa con la prima interfaccia grafica disponibile per il mercato consumer) gli mp3 un formato di musica conosciuta solo dai nerds occhialuti e quando e uscito l'iphone i cellulari erano molto ma molto diversi. Jobs non ha inventato niente (nemmeno l'apple 1 che e figlio di quel geniaccio di Stephen Wozniak) come in molti oggi ci ricordano ma ha cambiato tutto. RIP Steve Jobs ci mancherai

domenica 14 agosto 2011

manovre di mezza estate

Quando andavo a scuola in seconda media credo, abbiamo visto un film da cui si doveva ricavare un fumetto; siccome il film era bello lungo, abbiamo deciso di dividere il fumetto in due parti, ad ogni ragazzo toccava fare una scena del film. Finita la mia parte andai dalla professoressa per la valutazione consegnai il mio compito e proseguimmo. Qualche giorno dopo tornò con le correzioni e mi accorsi che mi aveva dato un basso voto per quel che riguarda la comprensione del film (o qualcosa del genere), alla mia richiesta di spiegazioni mi disse che avevo modificato completamente una particolare scena abbastanza significativa per capire alcune cose importanti, che il regista ha voluto dirci. Io naturalmente ero sicuro di non aver frainteso un bel niente, e che quella scena era stata girata esattamente come io l’avevo descritta; semmai era stata lei ad aver frainteso, quindi insistetti con la professoressa per farmi modificare il voto. Questa allora chiese parere alla classe e tutti i miei compagni confermarono che la scena era andata come la descrisse la professoressa è non come ricordavo io. Li per li pensai che i miei compagni avessero tutti preso questo atteggiamento perche in fondo in fondo il film non lo avevano veramente seguito, e al momento di scegliere su una cosa che non conoscevano, avevano preferito fidarsi ad un professore piuttosto che di me. Comunque io, naturalmente mi ostinai ancora, allora la prof mi propose di rivedere quella scena, ma se avesse avuto ragione lei mi avrebbe dato un voto più basso e un richiamo sul diario; io accettai e cosi tutta la classe torno in aula video per rivedere il quarto dora di film incriminato e naturalmente … avevo ragione io e la professoressa fu costretta ad alzarmi il voto. Tornati in classe e avendo cosi consumato la prima ora la prof disse che per evitare di perdere altre ore la prossima volta prima di iniziare a disegnare le scene della seconda parte. avrebbe fatto un riassunto del secondo tempo del film, per rinfrescarci la memoria e cosi avvenne, ma anche stavolta aveva stravolto il senso di una scena madre della pellicola. Naturalmente anche stavolta io non persi l’occasione di farglielo notare, la prof era infuriata “basta è impossibile” mi diceva “ vediamo cosa dicono i tuoi compagni” aggiunse. Ed anche sta volta… i miei compagni diedero ragione alla prof, a questo punto pensai che i miei cari compagni dessero ragione alla prof non perché si fidassero di più, ma perché era la più forte tra le parti in causa, io onestamente me ne sbattei le palle e insistetti ancora ma la prof mi fece zittire, minacciandomi che se continuavo la nota sul registro e un giretto dal preside non me lo toglieva nemmeno il padre eterno. Fu così che dovetti cedere e al suonare della campanella mi dovetti pure beccare gli insulti dei compagni di classe, perché avevo rotto le palle per tutta la lezione, il massimo fu quando mi becchai del deficiente da un mio amico, che mi disse pure che sul film avevo ragione ma ero deficiente lo stesso perché mi ero reso antipatico alla prof. Ed effettivamente aveva ragione lui; quel quadrimestre sulle osservazioni in pagella c’era scritto che continuavo ad interrompere le lezioni e mi ostinavo nel contraddire i professori, come si dice cornuto e mazziato. A pensarci oggi è un episodio abbastanza banale di una normale vista scolastica, ma a quei tempi questo episodio mi fu molto utile per imparare un paio di cose, precisamente quattro:
la prima è che una folla per quanto possa essere numerosa e gridare forte non vuol dire che abbia ragione, ma solo che fa più casino
la seconda è che il popolo è leccaculo e sempre dalla parte dove fischia il vento
la terza è che sono diventato un grande testa di cazzo e se una cosa mi interessa non mi accontento del resoconto, ma voglio vedere e capire in prima persona, fidandomi in primis delle mie opinioni e poi di quelle degli altri, forse è anche per questo che sono molto curioso
la quarta è che il cosiddetto esperto, lo specialista, a volte per orgoglio altre volte per rendita è il soggetto più difficile a cambiare opinione, cosi nelle piccole cose come nelle grandi. In più mi è rimasto un odio profondo per i lecca culo; per chi sostiene delle posizioni per interessi meschini e di poca importanza .

Ho voluto riportare questa storia per un motivo ben preciso, con le dovute proporzioni è accaduto qualcosa di analogo al ministro Tremonti, è sempre stato contrario ad una certa visione delle cose, se molti prima di criticarlo avessero sentito qualche suo discorso o letto un suo libro forse scoprirebbero che ha ragione lui i soldi si creano dal lavoro non da altri soldi almeno su questo universo. Invece tutto in torno sentiamo voci di chi dice di lasciare fare al mercato, che il libero commercio è bello che la globalizzazione è il sol dell’ avvenire, e che la mano invisibile è il miglior sistema economico possibile, meno stato e più felicità. Hanno detto che la finanza italiana è preistorica e dobbiamo guardare a Londra o a New York, se qualcuno si oppone a tutto ciò facendo semplicemente notare che è stata tutta questa merda senza regole a portarci dove siamo, i soliti parrucconi spuntano fuori a criticare, circondati da idioti leccaculo un pò come successe a me tanti anni fa con la mia professoressa al posto del premio nobel super esperto (che pero non aveva previsto un cazzo di niente di tutto questo), di turno e i miei compagni al posto dei politicanti e giornalisti che ripetono a pappagallo quello che dice la Bce o l’Fmi. L’Italia nonostante la crisi delle banche aveva retto bene, questo perche le famiglie risparmiano ed il lavoro è principalmente a tempo indeterminato, inoltre nonostante tutti i difetti (che sono tanti) la nostra economia si basa ancora su cose reali e non su carta, al contrario degli Stati Uniti in primis, che per salvare la loro economia hanno dovuto accollare allo stato una marea di debiti. Ma naturalmente tutti fanno notare come proprio gli Stati Uniti siano già usciti dalla crisi prima e meglio di noi, dando il merito alla flessibilità sul lavoro, al sistema pensionistico e a tutta la merda che in Italia non c’è. Quello che non dicono è che i debiti prima o poi si pagano, anche se cambia il debitore e questo ci porta ai giorni scorsi col fallimento del Minnesota e il quasi (quasi mica tanto in pratica sono falliti hanno solo chiesto altri soldi in prestito, che non si sa come ripagheranno) fallimento “tecnico” degli Stati Uniti. Dopo l’uragano che si era abbattuto sulle finanze mondiali il minimo che ci si potesse aspettare è che chi di dovere, regolasse quel settore che aveva rovinato la vita di milioni di persone; invece tutti ci siamo accontentati di un po’ di leggine che non servono a nulla, se non a salvare le apparenze, anzi proprio i “professori” erano i primi a sostenere che bisogna fare cosi e chi si opponeva a questa visione di cose veniva accusato di non aver capito nulla. Quindi grazie a questi individui, gli squali sono ancora in liberta, e visto che le prede scarseggiano cercano di divorare il boccone più grosso, l’unico rimasto ovvero gli stati, e visto che i paesi con un grosso debito come il nostro sono più esposti, eccoci ad una bella ondata di speculazione sull’ Italia. Onestamente io a questi attacchi avrei risposto mandando qualche killer e chiudendo a tempo indefinito la loro piscina (la borsa), purtroppo i nostri politici non hanno le palle necessarie, ma se ho capito bene Tremonti con la scorsa manovra aveva pensato di tirargli un bel boccone avvelenato, un bel fallimento programmato del paese, un bel pò di bastardi ridotti sul lastrico e una decina di anni di lacrime e sangue per noi tutti, ma con la certezza che alla fine del tunnel ci saremmo trovati un paese libero dai debiti e pronto per ricominciare. Invece? Tutti a gridare che bisogna calmare i mercati, serve una nuova manovra più incisiva, il governo non è coeso e questo favorisce la speculazione (come se a quei bastardi importasse qualcosa del paese ) ed eccoci allora accontentati con la manovra di questi giorni una PORCATA che ci toglie diritti, ci porta un periodo di lacrime e sangue e NON TOGLIE IL DEBITO CHE PENDE COME UNA SPADA DI DEMOCLE SULLE NOSTRE TESTE E CHE CONTINUERA’ AD ATTIRARE SPECULATORI e rovinarci sempre più togliendoci DIRITTI e DIGNITA. Intanto giornali ed elettori continuano a dare ragione alla professoressa.

giovedì 14 luglio 2011

lo stato del minnesota e fallito

scusate ma almeno due post sul argomento ci vogliono (anche se vuoti)