venerdì 11 novembre 2011

Nazionalismo e meritocrazia

Ci sarebbero molti argomenti di cui parlare in questi giorni, ma visto che il destino del paese pare segnato (qualcuno per favore mi spieghi come, far cadere un governo possa ridare fiducia a degli investitori che scappavano perchè avevano paura che il governo cadesse), voglio parlare di meritocrazia e nazionalismo e di quello che in fondo è a mio parere il vero grande problema del paese, però prima una piccola premessa per evitare equivoci:

LA MERITOCRAZIA E’ UNA SCHIFEZZA INUMANA ed inadatta a gestire sistemi complessi senza renderli pericolosamente inadatti alla nostra specie.

Si avete capito bene, se tutti quelli che oggi gridano perche non c’è meritocrazia sapessero realmente cosa chiedono, ne rimarrebbero scioccati, il fatto che guardano dalla parte sbagliata; nel mondo anglosassone dove non c’è meritocrazia ma orgoglio nella propria nazione . Se guardassero nella Russia comunista forse vedrebbero un abbozzo di paese meritocratico. No, non sto scherzando se vogliamo un paese meritocratico molti bei culetti dei vostri figli dovrebbero smuoversi dai loro caldi banchi di scuola e farsi una carriera in miniera o a spalare merda cosa giustissima dal punto di vista meritocratico in un paese dove le risorse sono scarse (e il pianeta terra è scarso di risorse non diciamo cazzate per definizione stessa un bene è limitato) tutte le nostre energie e i riconoscimenti dovrebbero andare ai migliori come infatti potete capire se vi prendete la briga di leggere la definizione della parola meritocrazia su wikipedia riporto una parte per comodità di chi legge

“Il termine "meritocrazia" fu usato la prima volta da Michael Young nel suo libro "Rise of the Meritocracy" (1958). Il termine era destinato a un uso dispregiativo, e il suo libro era lo scenario di un futuro distopico in cui la posizione sociale di un individuo è determinata dal suo quoziente intellettivo e dallo sforzo. Nel libro, questo sistema sociale fondamentalmente conduce a una rivoluzione sociale in cui le masse rovesciano l'élite, che era divenuta arrogante e scollegata dai sentimenti del pubblico.” Perche sprecare soldi in un’ istruzione pubblica aperta a tutti quando solo pochi possono realmente apprezzarla, sarebbe meglio fare dei test di ammissioni fin dalle elementari per poter concentrare le finanze, per migliorarne al massimo la qualità destinata a quei pochi che hanno le capacita e la volontà di voler davvero apprendere , e anche nel mondo del lavoro le cose non sarebbero diverse: come spera di cavarsela uno che non merita, che è stato già escluso dagli studi . di certo non alle spalle dei meritevoli, tutti a pulir le strade che non ce niente per voi. Oltre a ciò ci sarebbe anche da capire cosa è merito e cosa no. Il vostro capo ufficio magari del suo lavoro non capisce una mazza e a prima vista non merita il posto che occupa, infatti è stato messo li da qualcuno, ok fin qui d’accordo, ma perche quel qualcuno lo ha messo li? forse perche al contrario di voi che quando uscite di li e andate a prendere l’aperitivo con i soliti quattro stronzi che conoscete da trentanni, è stato capace di creare una rete di rapporti e relazioni che voi nemmeno vi sognate. In un ambiente sociale, non e un merito anche questo?? E non è forse grazie a queste sue capacita che il vostro gruppo riesce a produrre e a risultare competitivo nonostante lui non ne capisca un cazzo e meta dei vostri colleghi sono simpatici come una merda attaccata ad una suola? si naturalmente questo non è il vostro caso e il vostro capo è li solo perché è il figlio di qualcuno. Proviamo però a fare un esempio reale, scomodiamo un venerato maestro della società italiana Veronesi, diciamoci la verità di bravi medici come Veronesi ce ne sono un sacco, magari più preparati e meno chiacchieroni di lui, ma veronesi buca lo schermo. Come medico sarà nella media, ma come uomo di spettacolo ha doti straordinarie e grazie a queste doti ha costruito l’europeo dove lavorano medici magari dieci, venti, volte più bravi ma senza queste capacita di “venditore” e pertanto probabilmente, senza di lui sarebbe stata preclusa la possibilità di attingere ai fondi necessari per le loro ricerche. Prendiamo un Oddifreddi che con la matematica ha davvero poco da spartire, pero quanta notorietà ha portato a questa branca delle scienze fondamentale ma bistrattata? Quindi a parlar di meritocrazia andateci piano, a meno di non avere doti di preveggenza non possiamo con certezza dire quale merito va premiato e quale va castigato. La prossima volta che vi parlano di premiare il merito provate a chiedergli come vogliono castigare il demerito, e come valutare quale sia l’uno e quale l’altro. Detto questo voglio parlare del più grande disastro culturale che le intellighenzie di sinistra hanno provocato al paese, ma partiamo con un po’ di storia: finita la guerra la democrazia cristiana stravinse sull’ ormai defunto pci e grazie a persone come Einaudi, Mattei e De Gasperi le cose per la brava gente italiana iniziarono a mettersi bene, adesso voi capite che tutto ciò, da un partito che fa leva sulla scontentezza delle masse per scatenare la rivoluzione e salire al potere, non sia proprio ben visto. Per fortuna gli eredi del “ migliore” ebbero un’ idea geniale, che in onore del loro capo storico chiamero “la teoria del mandolinista”, cioè sminuire e ridicolizzare ogni piccolo e grande successo che il paese Italia otteneva perchè tanto al estero (in URSS in quel caso) era sempre e comunque meglio la dc e gli altri partiti politici a dire il vero, in questa operazione diedero una gran bella mano. In Egitto quando un faraone moriva il successore spesso faceva cancellare il suo nome dai monumenti che questo costruiva per attribuirsene il merito. La DC e i nuovi potenti d’ Italia evidentemente non hanno studiato bene la storia e del fascismo non solo hanno voluto cancellarne la memoria, ma con esso anche quel poco di buono che il regime ci aveva lasciato, se il fascio fù l’apice del nazionalismo (anche eccessivo, come una guerra dolorosa ci ricorda) l’italiano nuovo doveva dimenticarsi di idee come patria e senso dello stato, eliminando l’unico vaccino che il popolo aveva per difendersi dalla “teoria del mandolinista”, tutto ciò ci porta al declino italiano attuale, facendo diventare il paese vittima della “legge della strada sporca” (la legge della strada sporca e molto semplice: se voi vi trovate in una stradina ben tenuta, pulita e con bei addobbi, se avete una cartaccia di cui disfarvi ci penserete bene dal buttarla per terra ma cercherete un cestino, contribuendo in questo modo a tenerla pulita. Se viceversa vi trovate in una strada poco curata e sporca vi verrà più naturale buttare per terra la cicca di sigaretta o il fazzoletto, contribuendo cosi ad aggravare il degrado che già esiste) e così pian piano nella mente degli italiani iniziano a farsi strada ragionamenti tipo questi: se nel pubblico impiego sono tutti raccomandati senza voglia di lavorare, perché proprio io dovrei essere più fesso e farmi un mazzo cosi? O ancora, se a scuola sono tutti baroni raccomandati perche solo mio figlio non deve diplomarsi col massimo dei voti? Che un po’ capra magari lo è, ma vuoi mettere il figlio del assessore.. e ancora se tutti evadono come dice la tv perche cavolo io devo farli proprio tutti gli scontrini? Se guardiamo solo il bicchiere mezzo vuoto pian piano si svuota del tutto, nell’ indifferenza generale ogni tanto è utile fermarsi a guardare anche il lato mezzo pieno e se vediamo che il livello cala, nel nostro piccolo dovremmo fare un abbocco e pian piano il bicchiere si riempie tutto. Perché per risollevare il paese non serve più meritocrazia ma più intolleranza . Intolleranza verso le cose che non vanno e verso chi di quelle inefficienze fa un cavallo di battaglia per prendere il potere.

venerdì 21 ottobre 2011

Ghedafi

Non conosco l’opinione di chi legge questo blog; a me personalmente il personaggio non è dei
più simpatici e nemmeno le pagliacciate di cui spesso si è
reso protagonista. Non avrei di certo perso tempo a parlarne se avesse fatto
una fine più degna; da essere umano, ma
onestamente una morte così mi da il volta stomaco, per come è stato trattato
dai media (almeno dai nostri), e per
come è stato trattato dai suoi ex sudditi (?), ma nonostante tutto per lo
meno in Italia dove la parola che sto per dire è pressoché sconosciuta, Ghedafi che abbia agito nel giusto o nel
sbagliato, ha dato a tutti una lezione di vita, è morto da uomo d’onore, (nonostante
la paura nel volto comprensibile in un uomo che sta per morire e di cui i
giornalisti ed i suoi aguzzini non
hanno lesinato a darcene prova) in fin dei conti un uomo più vile con tutti i soldi che
indubbiamente aveva, poteva pensare ad una conclusione meno cruenta della sua
avventura umana, ma invece è stato di parola, aveva annunciato che piuttosto che scappare
sarebbe morto e cosi è stato. Indubbio
segno che in quello che ha fatto, giusto o sbagliato che sia è bene ripeterlo, ci credeva,
Chi in questi giorni, anche in
Italia sta festeggiando la caduta del
tiranno, farebbe bene a riflettere anche su questo. .

giovedì 6 ottobre 2011

ciao STEVE

non sono un fan apple a dire il vero non ho mai avuto un prodotto della mela morsicata, e se devo essere onesto non mi piacciono i necrologi, ma da informatico non posso non parlarne.
oggi e morto Steve Jobs e come per ogni personaggio di un certo spessore il mondo si e diviso in due chi lo esalta come un Dio e chi lo vede come il diavolo. onestamente io penso che sia stato solo un uomo, un grande uomo mi ricordo che prima di jobs i computer erano dei rettangoli grigi da mettere sotto la scrivania (e non dimentichiamoci che fu l'unico a capire il potenziale di quel accessorio che chiamiamo mouse e il lisa con la prima interfaccia grafica disponibile per il mercato consumer) gli mp3 un formato di musica conosciuta solo dai nerds occhialuti e quando e uscito l'iphone i cellulari erano molto ma molto diversi. Jobs non ha inventato niente (nemmeno l'apple 1 che e figlio di quel geniaccio di Stephen Wozniak) come in molti oggi ci ricordano ma ha cambiato tutto. RIP Steve Jobs ci mancherai

domenica 14 agosto 2011

manovre di mezza estate

Quando andavo a scuola in seconda media credo, abbiamo visto un film da cui si doveva ricavare un fumetto; siccome il film era bello lungo, abbiamo deciso di dividere il fumetto in due parti, ad ogni ragazzo toccava fare una scena del film. Finita la mia parte andai dalla professoressa per la valutazione consegnai il mio compito e proseguimmo. Qualche giorno dopo tornò con le correzioni e mi accorsi che mi aveva dato un basso voto per quel che riguarda la comprensione del film (o qualcosa del genere), alla mia richiesta di spiegazioni mi disse che avevo modificato completamente una particolare scena abbastanza significativa per capire alcune cose importanti, che il regista ha voluto dirci. Io naturalmente ero sicuro di non aver frainteso un bel niente, e che quella scena era stata girata esattamente come io l’avevo descritta; semmai era stata lei ad aver frainteso, quindi insistetti con la professoressa per farmi modificare il voto. Questa allora chiese parere alla classe e tutti i miei compagni confermarono che la scena era andata come la descrisse la professoressa è non come ricordavo io. Li per li pensai che i miei compagni avessero tutti preso questo atteggiamento perche in fondo in fondo il film non lo avevano veramente seguito, e al momento di scegliere su una cosa che non conoscevano, avevano preferito fidarsi ad un professore piuttosto che di me. Comunque io, naturalmente mi ostinai ancora, allora la prof mi propose di rivedere quella scena, ma se avesse avuto ragione lei mi avrebbe dato un voto più basso e un richiamo sul diario; io accettai e cosi tutta la classe torno in aula video per rivedere il quarto dora di film incriminato e naturalmente … avevo ragione io e la professoressa fu costretta ad alzarmi il voto. Tornati in classe e avendo cosi consumato la prima ora la prof disse che per evitare di perdere altre ore la prossima volta prima di iniziare a disegnare le scene della seconda parte. avrebbe fatto un riassunto del secondo tempo del film, per rinfrescarci la memoria e cosi avvenne, ma anche stavolta aveva stravolto il senso di una scena madre della pellicola. Naturalmente anche stavolta io non persi l’occasione di farglielo notare, la prof era infuriata “basta è impossibile” mi diceva “ vediamo cosa dicono i tuoi compagni” aggiunse. Ed anche sta volta… i miei compagni diedero ragione alla prof, a questo punto pensai che i miei cari compagni dessero ragione alla prof non perché si fidassero di più, ma perché era la più forte tra le parti in causa, io onestamente me ne sbattei le palle e insistetti ancora ma la prof mi fece zittire, minacciandomi che se continuavo la nota sul registro e un giretto dal preside non me lo toglieva nemmeno il padre eterno. Fu così che dovetti cedere e al suonare della campanella mi dovetti pure beccare gli insulti dei compagni di classe, perché avevo rotto le palle per tutta la lezione, il massimo fu quando mi becchai del deficiente da un mio amico, che mi disse pure che sul film avevo ragione ma ero deficiente lo stesso perché mi ero reso antipatico alla prof. Ed effettivamente aveva ragione lui; quel quadrimestre sulle osservazioni in pagella c’era scritto che continuavo ad interrompere le lezioni e mi ostinavo nel contraddire i professori, come si dice cornuto e mazziato. A pensarci oggi è un episodio abbastanza banale di una normale vista scolastica, ma a quei tempi questo episodio mi fu molto utile per imparare un paio di cose, precisamente quattro:
la prima è che una folla per quanto possa essere numerosa e gridare forte non vuol dire che abbia ragione, ma solo che fa più casino
la seconda è che il popolo è leccaculo e sempre dalla parte dove fischia il vento
la terza è che sono diventato un grande testa di cazzo e se una cosa mi interessa non mi accontento del resoconto, ma voglio vedere e capire in prima persona, fidandomi in primis delle mie opinioni e poi di quelle degli altri, forse è anche per questo che sono molto curioso
la quarta è che il cosiddetto esperto, lo specialista, a volte per orgoglio altre volte per rendita è il soggetto più difficile a cambiare opinione, cosi nelle piccole cose come nelle grandi. In più mi è rimasto un odio profondo per i lecca culo; per chi sostiene delle posizioni per interessi meschini e di poca importanza .

Ho voluto riportare questa storia per un motivo ben preciso, con le dovute proporzioni è accaduto qualcosa di analogo al ministro Tremonti, è sempre stato contrario ad una certa visione delle cose, se molti prima di criticarlo avessero sentito qualche suo discorso o letto un suo libro forse scoprirebbero che ha ragione lui i soldi si creano dal lavoro non da altri soldi almeno su questo universo. Invece tutto in torno sentiamo voci di chi dice di lasciare fare al mercato, che il libero commercio è bello che la globalizzazione è il sol dell’ avvenire, e che la mano invisibile è il miglior sistema economico possibile, meno stato e più felicità. Hanno detto che la finanza italiana è preistorica e dobbiamo guardare a Londra o a New York, se qualcuno si oppone a tutto ciò facendo semplicemente notare che è stata tutta questa merda senza regole a portarci dove siamo, i soliti parrucconi spuntano fuori a criticare, circondati da idioti leccaculo un pò come successe a me tanti anni fa con la mia professoressa al posto del premio nobel super esperto (che pero non aveva previsto un cazzo di niente di tutto questo), di turno e i miei compagni al posto dei politicanti e giornalisti che ripetono a pappagallo quello che dice la Bce o l’Fmi. L’Italia nonostante la crisi delle banche aveva retto bene, questo perche le famiglie risparmiano ed il lavoro è principalmente a tempo indeterminato, inoltre nonostante tutti i difetti (che sono tanti) la nostra economia si basa ancora su cose reali e non su carta, al contrario degli Stati Uniti in primis, che per salvare la loro economia hanno dovuto accollare allo stato una marea di debiti. Ma naturalmente tutti fanno notare come proprio gli Stati Uniti siano già usciti dalla crisi prima e meglio di noi, dando il merito alla flessibilità sul lavoro, al sistema pensionistico e a tutta la merda che in Italia non c’è. Quello che non dicono è che i debiti prima o poi si pagano, anche se cambia il debitore e questo ci porta ai giorni scorsi col fallimento del Minnesota e il quasi (quasi mica tanto in pratica sono falliti hanno solo chiesto altri soldi in prestito, che non si sa come ripagheranno) fallimento “tecnico” degli Stati Uniti. Dopo l’uragano che si era abbattuto sulle finanze mondiali il minimo che ci si potesse aspettare è che chi di dovere, regolasse quel settore che aveva rovinato la vita di milioni di persone; invece tutti ci siamo accontentati di un po’ di leggine che non servono a nulla, se non a salvare le apparenze, anzi proprio i “professori” erano i primi a sostenere che bisogna fare cosi e chi si opponeva a questa visione di cose veniva accusato di non aver capito nulla. Quindi grazie a questi individui, gli squali sono ancora in liberta, e visto che le prede scarseggiano cercano di divorare il boccone più grosso, l’unico rimasto ovvero gli stati, e visto che i paesi con un grosso debito come il nostro sono più esposti, eccoci ad una bella ondata di speculazione sull’ Italia. Onestamente io a questi attacchi avrei risposto mandando qualche killer e chiudendo a tempo indefinito la loro piscina (la borsa), purtroppo i nostri politici non hanno le palle necessarie, ma se ho capito bene Tremonti con la scorsa manovra aveva pensato di tirargli un bel boccone avvelenato, un bel fallimento programmato del paese, un bel pò di bastardi ridotti sul lastrico e una decina di anni di lacrime e sangue per noi tutti, ma con la certezza che alla fine del tunnel ci saremmo trovati un paese libero dai debiti e pronto per ricominciare. Invece? Tutti a gridare che bisogna calmare i mercati, serve una nuova manovra più incisiva, il governo non è coeso e questo favorisce la speculazione (come se a quei bastardi importasse qualcosa del paese ) ed eccoci allora accontentati con la manovra di questi giorni una PORCATA che ci toglie diritti, ci porta un periodo di lacrime e sangue e NON TOGLIE IL DEBITO CHE PENDE COME UNA SPADA DI DEMOCLE SULLE NOSTRE TESTE E CHE CONTINUERA’ AD ATTIRARE SPECULATORI e rovinarci sempre più togliendoci DIRITTI e DIGNITA. Intanto giornali ed elettori continuano a dare ragione alla professoressa.

giovedì 14 luglio 2011

lo stato del minnesota e fallito

scusate ma almeno due post sul argomento ci vogliono (anche se vuoti)

e il primo e caduto

non ho molto tempo in questo periodo, é l'economia non e il mio forte ma la notizia e troppo grossa per passare inosservata (come sta passando a parte il corriere che avra i suoi motivi, non c'è uno straccio di giornale che la riporta) MA LO STATO DEL MINNESOTA E FALLITO QUESTO VUOL DIRE CHE PRESTO INIZIERANNO FATTI ABBASTANZA TRAUMATICI NON MI STUPIREI SE CHI hA CENSURATO QUESTA NOTIZIA FRA QUALCHE TEMPO SIA COSTRETTO AD ANNUNCIARE IL DEFAULT DELLO STATO FEDERALE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA oppure qualche RIVOLTA intanto me la rido (presto prevedo lacrime amare però) alla faccia di:
Scalfari e la cricca di repubblica ( sempre a gridare contro la censura e adesso siete belli allineati datela la notizia no la gente ha il diritto di sapere, sfigati)
le mitiche agenzie di rating (dove siete adesso piccole merdose serpi )
i liberisti (il vostro dio e morto)
e tanta altra bella gente che non ha capito un cazzo

sabato 11 giugno 2011

referendum

Allora, questo blog si sforza di non diventare un blog mainstream, ma un blog personale, e fedele a questo principio non si unirà ai cori del si e nemmeno a quelli del no sui referendum. Piuttosto volevo fare alcune considerazioni su quello che sta attorno a tutto sto tram tram, la prima riguarda il voto sul nucleare; come ho già accennato in un post precedente penso che su questioni come queste fare scegliere all’ uomo della strada, che non per sua colpa ma per naturale forza di cose, non ha le competenze ne i mezzi per decidere su temi cosi complicati è la morte stessa della politica, specialmente dopo quel che e successo in Giappone. A questo punto, mi chiedo a cosa serve il parlamento se poi su una questione che riguarda il FUTURO ENERGETICO del paese, sia la destra (che codardamente si tira indietro mentre fino a ieri difendeva il nucleare senza se e senza ma ) che la sinistra (che ha voluto il referendum), sono cosi incapaci da lasciare scelte simili alla pancia del paese. La seconda considerazione riguarda il referendum sull’ acqua, forse la maggior parte degli italiani hanno la memoria corta, ma io per fortuna ed anche grazie a internet ricordo bene che il pd e sempre stato favorevole alla privatizzazione delle infrastrutture dell’ acqua, prova di ciò è che nella rossa Emilia dove abito, il servizio è già largamente privatizzato. Tutto questo mi porta a due possibili conclusioni: la prima è che la sinistra come al solito riconosce senza pentirsi che fino ad ora non ha capito un cazzo e ha fatto solo sbagli dove ha governato. La seconda possibilità invece è che al Pd non freghi un cazzo degli interessi nazionali e si schiera contro una legge che LORO STESSI HANNO PROMOSSO NELLE REGIONI CHE GOVERNANO PER MESCHINO OPPORTUNISMO POLITICO tanto che il paese vada bene o vada a puttane lo stipendio loro ce l’hanno assicurato.

sabato 14 maggio 2011

Buoni e cattivi

Su un forum ho letto un’ interessante discussione sui “buoni” e “cattivi” della seconda guerra mondiale. Premesso che anch’ io condivido l’idea che in una guerra sia molto difficile individuare i buoni (se mai ve ne siano) penso pero che sia abbastanza chiaro capire chi siano i più cattivi . Cioè chi ha perso la guerra. Con questo non voglio fare un discorso di “opportunità” e fare mio il detto “la storia non giudica i vincitori”, ma intendo proprio cattivo nel proprio senso del termine. Vedo di spiegarmi meglio, l’idea di buono o cattivo è un’ idea astratta difficilmente quantificabile e quello che viene ritenuto buono oggi non è detto che lo sia anche domani, però possiamo provare a togliere le persone (e con queste le loro motivazioni personali ) dall’ ideale, fatto questo provare a giudicare solo quest’ultima, dopo ciò attribuire al termine buono anche un valore facilmente misurabile come “l’efficacia”, cosi come lo attribuiamo con segno inverso alla parola cattivo. Fatto questo abbiamo una definizione di buono e cattivo che suona più o meno cosi: “é buona qualsiasi idea che riesce a raggiungere i risultati prefissati ed e cattiva qualsiasi idea (o ideologia) che applicando i suoi ideali (e proprio perche li applica) non ci riesce” di conseguenza più un’ ideologia si avvicina ai suoi obbiettivi più sarà buona, viceversa più ci si allontana più sarà cattiva. Questo principio non è solo una speculazione filosofica e proprio la guerra che stiamo analizzando ci fa vedere come sia abbastanza pratico e concreto come metodo per giudicare (d’altronde la filosofia se viene a mancare dal risvolto pratico è solo merda fumosa) faccio un esempio fra i tanti:
Campagna di Russia, i tedeschi inizialmente penetrano nel blocco russo come ferro caldo nel burro, addirittura gli ucraini li accolgono con dei fiori in segno di benvenuto considerandoli come dei liberatori. Loro dando retta alla loro ideologia della nerchia li prendono a fucilate considerandoli di razza inferiore, i rossi allora fanno leva sui sentimenti patriottici del popolo che evidentemente era un’ idea buona (più del comunismo) e dopo qualche anno la falce e il martello sventola su una Berlino distrutta. Siccome il nazismo non è altro che una visione distorta del darwinismo sociale mi piace concludere il post con un idea di quest’ultimo: il nostro cervello è fatto per sopravvivere nella giungla non per sprecare energie a speculare su cose poco utili, se una cosa ci appare sbagliata e cattiva molto probabilmente e perche questa cosa non e adatta alla sopravvivenza della specie.


post scriptum
Come alcuni si sono già accorti questo blog CENSURA i commenti ritenuti frame e fastidiosi per evitare di farvi scrivere inutili commenti che poi verranno cancellati rispondo subito a chi già vorrebbe farmi vedere come gli inglesi fossero entrati in guerra per evitare che la Germania diventasse troppo egemone in Europa (diventando un avversario troppo forte) e di come gli americani fossero più nazisti dei tedeschi, se rileggete il post ho specificato fin da subito che è difficile individuare i BUONI e che per non perderci in particolari e trascurare il quadro generale era meglio non giudicare le persone e lasciare fuori le motivazioni personali. Per restare all’ esempio del post quando gli americani sono sbarcati in Sicilia non ricordo che si siano messi a fucilare degli italiani in quanto considerati inferiori e nemici della democrazia e del liberismo ma se non ricordo male mi raccontavano che dove arrivavano distribuivano sigarette e cioccolato e sempre se non mi sbaglio non hanno preso i negri d’America e non li hanno racchiusi in campi di concentramento per produrre materiale per i soldati bianchi, ma li hanno mandati a combattere (anche se qui qualcosa da discutere ci sarebbe) quindi evidentemente gli alleati anche se evidentemente non sono i buoni coraggiosi e nobili come vorrebbero apparire SICURAMENTE erano i meno cattivi visto che la loro ideologia si e dimostrata più efficace.