venerdì 1 novembre 2013
vecchi cattolici e... soliti idioti
di letame che questi fascistoidi bigotti emanano. Questi cosidetti cristiani, quando vedono un finocchio lo brucerebbero vivo perchè nella bibbia è scritto che non
sta bene; pero quando poi la bibbia c'e da leggerla fino in fondo la tralasciano perchè non gli conviene. Eccoli allora a ricoprir di insulti (anche pesanti) il papa,
a qui NON RICONOSCONO autorità perchè sono all' antica loro; sono fedeli al papa re, mica a un Bergoglio qualsiasi. Adesso io vorrei chiedere a questi deficienti
sempre pronti a rompere i coglioni... "invece di ascoltare la messa in latino non è meglio che facciate un po di catechismo in ITALIANO? Si in italiano così magari
scoprireste che un papa per convizione millenaria non è scelto dai poteri cosidetti forti che vivono solo nelle vostre deboli menti ma da Dio stesso atraverso lo
spirito santo che guida i cardinali durante il conclave e dunque uno che si dichiara cattolico con tutti gli annessi e connessi dovrebbe a rigor di logica accettarlo
sino al martirio, senza nemmeno riflettere o domandare in quanto a nessuno è concesso mettere in discussione il volere di Dio. Per farla breve non riconoscere
l'autorita del papa regnante porta automaticamente fuori da quella chiesa cattolica di cui tanto parlate, ma in verità poco conoscete; vi fà assomigliare tanto a quei
protestanti che tanto criticate, sapete anche loro dicono di essere rimasti tradizionalisti e con con San Pietro e tutti gli apostoli.l'unica differenza fra di voi e di
date l'oro sono rimasti a prima di costantinopoli e voi a prima del vaticano II (con il merito per loro di aver avuto il coraggio di cambiar nome )Tra l'altro questa
storia mi fa cogliere un parallelismo con l'altro lato della barricata, i cosidetti antifascisti che in questi giorni hanno fatto vedere come sono pronti alla lotta
prendendosela con la bara di un morto (lasciando i fascisti vivi che a roma di certo non mancano a quanto leggo sui giornali in santa pace.. non si sa mai quelli
magari menano!!!). In entrambi i casi lo spirito italiota fa vedere il meglio di se; gli uni pronti fino al sacrificio estremo per obbedire a un papa morto (e che
ormai di sacrifici ne chiede ben poco) e gli altri a tentare di menare un nazista anch'esso morto . Bella furbata, cosi la faccia è salva e il culo al riparo. Come
dire.. cambiano i colori ma la bandiera sempre la stessa rimane!!!
venerdì 22 marzo 2013
italia 1943 perenne
giovedì 14 febbraio 2013
Il gran rifiuto di Papa Benedetto
In tutta onestà devo ammeterlo all' inizio mi sentivo deluso, non ho mai nascosto le mie simpatie per questo papa, e quello di lunedi mi e sembrato un atto di vigliaccheria, di viltà, ha abbandonato il timone di quella barca dove, a volere essere cattolici fino in fondo, era stato posto da Dio stesso.A mente fredda, riflettendo, credo di aver intuito le ragioni di tutto ciò; il papa tedesco non ha abbandonato il suo ruolo per vigliacchieria ma al contrario, se è come io penso ha dimostrato coraggio e grande senso del proprio ruolo. Cerchiamo di vederci meglio, questo papa ha davvero cercato di riformare una chiesa ormai stanca e divisa, troppo occupata nell' aldiqua per parlare dell' aldila ma purtroppo ha in gran parte fallito: troppi nemici sia fuori ma sopratutto dentro, troppi interessi incofessabili da difendere. Ormai vicino alla morte anche quel poco che si era fatto sarebbe caduto, magari con un papa più accomodante più ingenuo delle questioni del mondo. Ma Benedetto non è uno stupido, anzi con questa mossa si e rivelato essere un ottimo stratega e da buon stratega anche lui sa che in un conflitto e più vantaggioso e facile distruggere, che costruire e preservare; dunque ha scatenato un vero e proprio terremoto teologico, sperando che dentro di esso muoiano schiacciate tutte le vipere che si annidavano in seno alla chiesa. Magari grazie anche all' involontario aiuto di quei nemici esterni che di certo non mancheranno di scavare nel marcio di tutta questa faccenda. Senza contare che essendo ancora in vita durante lo svolgimento del conclave potrà avere un certo peso per lo meno morale sulla scelta del successore e assicurare cosi un futuro al suo programma di riforme della chiesa.
Dunque questo papa si e rivelato un novello Sansone per restare in tema biblico; vedendosi ormai sconfitto ha preferito morire nella distruzione del tempio, sperando di portarsi dietro tutti i filistei, piuttosto che lasciare in mani impure la chiesa di Dio e per far ciò di coraggio ce ne vuole e pure molto, perchè adesso Benedetto forse riuscirà dove stava fallendo, ma diverrà anche il capro espiatorio di tutte le porcherie che (si spera) emergeranno e per i prossimi secoli sara ricordato come il papa che scappo per stanchezza (vilta?) e incapacita ai propri doveri. In fondo per un uomo che ha scelto di portare la croce è poca cosa.
Naturalmente è anche probabile che io mi sbagli e Benedetto abbia fatto questa scelta (in modo altrettanto coraggioso a mio avviso) solo per dar un esempio contrario e in questo modo un contrappeso all' esempio di Giovanni paolo II, dando così ai successori e a tutti gli uomini di chiesa, la liberta di poter scegliere quando è il momento di ritirarsi, senza doversi preoccupare di ingombranti paragoni che avrebbero rischiato di dannegiare la chiesa.
Visto lo stato attuale della chiesa, io personalmente propendo per la prima ipotesi. Ai posteri l'ardua sentenza
sabato 8 settembre 2012
Mario Monti: il peggio è alle spalle
martedì 10 aprile 2012
mercoledì 18 gennaio 2012
Le ragioni del declino parte prima
Ed eccoci infine giunti al fatidico 2012 l’anno della fine del mon. ehm della recessione. Recessione che i politici ogni giorno ci ricordano con una litania quasi monastica, interrotta solo raramente da capitani coraggiosi e da navi che affondano(sarà forse un presagio?), non é colpa nostra ma della difficile situazione internazionale. Cosa verissima.. nulla da obbiettare, però a far un po’ di autocritica, qualche peccatuccio negli ultimi 60 anni lo abbiamo commesso. Proviamo a vedere quali
Primo peccato
“il pezzo di carta”
l’unica vera liberalizzazione che in Italia avrebbe un senso sarebbe quella di liberare il paese dal valore legale del titolo di studio; la frase tipo che lo studente italiano sente pronunciare dai genitori suona più o meno cosi “figliolo cerca di prendere un pezzo di carta cosi fai un concorso e ti sistemi”.cosa che era verissima per i loro tempi, ma oggi non più. Cosa che capirebbero benissimo anche loro se invece di prendere un pezzo di carta avrebbero cercato di apprendere quello che la scuola cercava di insegnare. Vediamo di spiegare un poco cos’ è successo e del perché in Italia un titolo di studio fino a pochi anni fa valeva effettivamente cosi tanto:
Fine della guerra. L’Italia è una società contadina a bassa scolarizzazione, devastata da una guerra tra le più feroci e distruttive che la storia ricordi e per di più con un territorio scarso di risorse, un destino segnato, nessuna possibilità di ripresa, addio sogni di gloria e grandezza. Invece un particolare incrocio storico (la guerra fredda), una non piccola dose di culo e un pizzico di ingegno che all’ italico popolo non manca mai e soprattutto il trio Einaudi-Degasperi-Mattei (da ora in poi la trinità) e ci ritroviamo catapultati nel boom, il paese diventa una potenza industriale; cosa assolutamente non prevista e incalcolabile tanto che negli anni a seguire quel periodo verrà ricordato come “gli anni del miracolo”. Miracolo per l’appunto ma ai santi non piace lavorare con le mani è per far andare avanti la baracca di mani ne servivano e pure molte ma non di certo le mani di contadini analfabeti, buonissime per la terra certo, ma inadatte a lavorare su macchinari già a quei tempi di un discreto livello tecnologico o men che meno su una scrivania . Quindi comincio una vera e propria caccia, da parte delle aziende di tutto il personale con un minimo di scolarizzazione, il materiale umano quello era e di quello ci si doveva accontentare del resto quei contadini erano gente dura abituata a sgobbare, quello che non avevano appreso sui banchi di scuola lo avrebbero imparato direttamente sul posto di lavoro, magari durante il riposo cosi eccoci tutti ad inseguire un titolo di studio preso con l’unico scopo dichiarato di trovare un impiego. Purtroppo pero i miracoli finiscono e per essere davvero tali sono anche irripetibili e quindi una volta superata diciamo cosi l’emergenza di mano d’opera qualificata, le aziende iniziarono a far una selezione del personale più accurata ( diciamo dalla seconda generazione in poi) che diventava (e continua a essere) sempre più restrittiva mano a mano che la competizione globale continua a crescere, ma un contadino rimane sempre un contadino una volta arricchito non ti chiederà più varietà, ma più quantità di conseguenza se la licenza media prima e il diploma poi non erano più sufficienti non chiederanno una formazione più accurata e più in linea con le nuove esigenze del mercato ma un pezzo di carta più grosso ed eccoci quindi arrivati ai giorni nostri con una miriade di laureati che si ritrovano disoccupati. ed in occupabili oltre tutto, perche il nostro contadino visto quel che è, non solo ha preteso di potersi vantare di un titolo di studio maggiore, ma ha anche preteso che questo venisse messo alla sua portata facilitando man mano il corso degli studi e cosi ci ritroviamo con dei sedicenti avvocati e neotop manager che in realtà farebbero fatica a gestire ed amministrare purè un branco di pecore.
lunedì 14 novembre 2011
bollettino di guerra
Il mio scorso post merita una spiegazione; purtroppo ieri la rabbia era troppo alta per riuscire a buttare giù quattro righe di senso compiuto, perché ieri la nazione è morta o per lo meno ha perso quella minima sovranità che ancora gli rimaneva. Come per ogni caduta il principale responsabile è il nemico interno: i vari Bersani, Di Pietro, Fini, Corriere della sera, Marcegaglia e Sole 24 ma soprattutto Berlusconi che essendo il capo del governo aveva il dovere di spiegare che il paese era in guerra, non una guerra convenzionale ovvio, ma una guerra a tutti gli effetti. In una guerra infatti, lo scopo principale non è sopprimere l’avversario ma far si che questo accetti senza riserve le nostre condizioni, bombardamenti a tappeto e invasione militare sono i mezzi più efficaci, ma non gli unici che funzionano. Che questa fosse una guerra non convenzionale è indubbio, non si spiegherebbe altrimenti perche i mercati, senza un solo motivo valido, siano impazziti, in quanto la situazione economico/finanziaria del paese si presenta stabile e invariata da qualche anno ormai. Chi accusa di tutto ciò la debolezza del governo o è un’ ignorante o peggio un traditore collaborazionista. Il Belgio è senza governo da molti anni e i suoi conti non hanno minimamente sofferto del casino che è scoppiato in Europa in questi mesi. Chiarito che il paese era in guerra senza che uno, dicasi uno, schifo di giornale o politico si sia preso la briga di avvertire la nazione, è ormai ovvio che siamo stati sconfitti; visto che il governo legittimamente eletto è stato sostituito senza che il popolo sovrano(?) abbia avuto ruolo in tutto ciò. Hanno poco da festeggiare gli idioti che scendono in piazza a gridare che e finita la dittatura, perché tuttalpiù questa comincia adesso: come cazzo lo definite, razza di pecore, un governo composto da uomini che non sono mai passati per il giudizio delle urne, con un capo di governo che non siedeva nemmeno in parlamento ma è stato messo lì a forza con l’espediente della nomina a vita? E or’ mai che ci siamo parliamo di Monti, nessuno di chi ieri festeggiava ha notato come fosse li bello pronto, già col suo programma e i ministri già scelti. Come se fossero cose naturali; uno va al mercato e compra un programma politico e i vari ministri, quando persino in caso di elezioni con tempi molto più ampi passa qualche settimana tra il risultato elettorale e la nomina dei vari ministeri. No! Cari miei quello che si è insediato ieri e un governo di Vichy, una repubblica di Salo. Qualcuno oggi festeggerà perché lo spread adesso scende, segno che Monti è affidabile, imbecilli la guerra è finita e ci siamo arresi, é normale che il nemico cessi di attaccarci. Qualcun altro invece ha capito tutto ma è contento lo stesso per l’antico vizio Italiano di chiamare lo straniero a lavare i nostri panni sporchi anche per loro il mio disprezzo è enorme perché è questa la causa principale che impedì sempre al’ Italia di essere stato. E quale straniero poi… la Germania e la Francia!!! I primi sono i nostri principali concorrenti commerciali, senza dimenticare che li abbiamo traditi due volte; la prima volta abbiamo procurato loro la più grave crisi economica-sociale che il paese avesse mai avuto (la repubblica di Weimar), la seconda volta abbiamo quasi distrutto il paese, spaccandolo in due parti sotto il tallone di Washington e di Mosca, figuratevi come sono desiderosi di aiutarci! Anch’io nel mio piccolo quando vedo che un mio concorrente è in difficoltà vado a dargli una mano e lo consiglio su come rubarmi i clienti, è normale no? Parliamo della Francia invece; è da qualche anno che anche con discreto successo, stanno tentando di comprarsi le aziende italiane e io mi ricordo ancora quando sotto il governo Prodi, l’Eni tento di comprassi Gasprom, l’intero parlamento Francese si mosse unito per impedirlo.