venerdì 14 gennaio 2022

Etica professionale

Verso la metà degli anni 70, quando in Italia iniziarono a spopolare gli anime giapponesi, i giornali nostrani per spiegarne l'abbondanza di produzione, iniziarono a scrivere di mirabolanti computer a disposizione degli studio nipponici, dove bastava inserire uno stiracchiato soggetto, due o tre dettagli e poi lasciare fare alla macchina, che avrebbe sfornato loro il cartone bello che pronto, compreso di sigla, da poter vendere al mondo intero.

Erano altri tempi; il Giappone era terra lontana e sconosciuta e proprio in quel periodo cominciava la sua mirabolante riscossa, che la visto  protagonista della rivoluzione tecnologica, ed anche i computers, anzi i cervelli eletronici come venivano chiamati allora, sembravano macchine capaci di ogni cosa.

L'unica cosa che ieri come oggi sembra rimasta immutata è questo strano modo, pieno di fantasia, di informare il pubblico, da parte della nostra stampa. Anzi no! Qualcosa è cambiato; adesso i giornalisti patiscono una forte concorrenza da parte di soggetti terzi che per distinguerli dagli appartenenti alla categoria vera e propria, vengono classificati come divulgatori di fake news. 


Per verificare basta googlare le parole "computer cartoni  giapponesi" io mi limito a postare qualche link:

https://www.animeclick.it/news/37405-cerano-una-volta-i-cartoni-fatti-con-il-computer-la-storia-vera/0

https://docmanhattan.blogspot.com/2013/05/Capitan-Harlock--cartoni-animati-giapponesi-fatti-con-il-computer.html?m=1

Ricordo che qualche hanno fa, avevo trovato un sito che aveva scannerizzato addirittura l'articolo di un "reportage" in uno di questi "studios informatizati" e descriveva dettagliatamente le varie fasi di produzione, purtroppo ho perso il link.

domenica 9 gennaio 2022

Censure

Vorrei proporre un esperimento: se si provasse a catturare un gruppo di leoni e li si rinchiudesse in una gabbia comoda e spaziosa, piena di tutti i confort per soddisfare le loro esigenze, sentendosi prigioniere, comunque le bestie sarebbero agitate e lotterebbero per uscire,  se invece gli stessi animali  li mettessimo in uno di quegli zoo safari di nuova concezione, dove magari lo spazio a disposizione è più ristretto della gabbia di prima,  ma costruito in modo che le barriere risultino invisibili; dopo l'iniziale senso di diffidenza i leoni sentendosi di nuovo liberi, si adatterebbero abbastanza bene al nuovo ambiente.

Di solito in paesi autoritari o comunque poco democratici, le autorità applicano la censura al libero circolare delle informazioni, invece in paesi come il nostro questi sistemi sono stati aboliti e generalmente le informazioni  di qualsiasi tipo, sono libere di essere diffuse, creando non pochi problemi a causa di un'eccessiva sovraesposizione  che rende difficile il riuscire a discernere il valore, situazione peggiorata negli ultimi anni, dove assistiamo alla crescente diffusione di informazioni false, diffuse sui social da creduloni o persone in  malafede che le propagano per i propri scopi.

All'apparenza quindi il problema sembra  dividersi in questi poli opposti; da un lato paesi dove circolano poche informazioni e dall'altro paesi dove ne circolano addirittura troppe. Però a mia opinione in questo ultimo caso esiste un altro problema, più pernicioso, perche più difficile da individuare; cioè il sempre più alto tasso di conformismo dei cittadini, che li porta a fidarsi ed accettare acriticamente come vera, l'informazione proveniente dai propri media ed autorità di riferimento, stigmatizzando come ingnorante quanto non di peggio, chi prova a mettere in dubbio anche in maniera leggittima tale versione.  

Tornando all'esperimento sui leoni di prima: se la censura può essere paragonata alle sbarre del primo zoo, il conformismo somiglia troppo alle gabbie del secondo, ed io personalmente faccio fatica a decidere quale dei due sistemi sia peggiore: perche nei paesi dove la censura è  attiva, in ogni caso una persona mediamente intelligente  sa che deve aspettarsi omissioni delle notizie quando non vere imposture imposte dall'alto, nel secondo caso invece  essendo il conformismo un fenomeno all'apparenza spontaneo é più complicato capire dove finisce il legittimo sospetto e comincia la paranoia.


Un caso paradigmatico di quanto detto sta accadendo proprio adesso con questa pandemia;  premesso che sono vaccinato e considero chi crede che il covid non esiste, gente con gravi lacune cognitive; cos'altro si può dire di persone che pensano che li si voglia vaccinare per sterilizzarli e ridurre la popolazione, in un paese come l'italia dove la popolazione si sta riducendo in maniera molto più elegante é a costi zero da se medesima?  Se non che  dovrebbero smettere di guardare x files, ed imparare a leggere la realtà in prima persona spogli da filtri mediatici.

Fatta questa premessa, obbligatoria in questi tempi,  dove anche l'ovvio se non ben specificato, non è dato per scontato, è  innegabile che la gestione pandemica sia stata lacunosa, ne comprendo i motivi; la gestione di un emergenza di questo tipo è  sempre un navigare a vista, un continuo divenire, specie con un  piano pandemico aggiornato alle guerre puniche come il nostro. Però a maggior ragione in situazioni simili il diritto ad una critica costruttiva è il confronto con opinioni diverse sono più che mai utili per prendere scelte anche dure, ma comunque condivise, invece sempre piu spesso sento affermare che la Scienza non ammette dubbi, e chi si azzarda ad esporre delle perplessità finisce etichettato come ignorante no-vax. No signori, la scienza che non ammette dubbi è  quella che ha portato in manicomio Ignác Semmelweis, che ha condannato Gallileo ed altre prodezze simili. È se adesso pensate che stia paragonando i no-vax a gallileo; per favore! Smettete subito di leggere, siete troppo stupidi per capire qualcosa di più complesso di una lista della spesa.

Quello che voglio dire è che questo conformismo imperante rende facile la creazione di capri espiatori, etichettare chiunque esprime dei dubbi sull'operato del governo come no-vax, fa gioco facile all' esecutivo  quando cerca di scrollarsi di dosso le proprie responsabilità ed affibiarle all'untore di turno. Dare la colpa ai no-vax  categoria che come abbiamo visto ormai raggruppa le genti più disparate, è come quando  all'inizio della pandemia si dava la colpa del diffondersi del virus  a chi correva in solitaria, adesso tutti pensano che quell' attegiamento  sia stato una coglionata (spero), ma allora dubito che qualcuno avendone  possibilità e  sicurezza d'impunità, dalla finestra di casa propria non avrebbe sparato volentieri a qualche corridore. 

Si lo so che i no vax sono superstiziosi ed ignoranti, si informano su canali autoreferenziali e pretendono di curarsi con rimedi che sanno di magico e cialtronesco, Tutti i capri espiatori sono così ed è per questo che vengono additati; perché sono un facile bersaglio su cui far sfogare la rabbia della popolazione, di solito dopo qualche secolo ci si pente di quello che i nonni hanno fatto e si comincia ad invocare perdono, chiedere alle streghe ed agli Ebrei per maggiori info. 

Per tutto ciò considero assai negativamente questo conformismo e ostilità verso il confronto, so che c'è chi pensa che in frangenti simili, l'importante è cercare di indirizzare per il verso giusto il maggior numero di persone possibili, ma personalmente ho ancora troppa stima nell'essere umano per pensare che questo vada guidato come un gregge e nel medesimo tempo come Voltaire ho qualche esitazione a credere di vivere nei migliori dei mondi possibili, dove chi gestisce il potere lo fa per l'esclusivo benessere dei suoi sottoposti, perciò qualche dubbio, se ancora  possibile mi frulla nella testa, lieto se questo è il prezzo, di finire annoverato nel girone dei no-vax e perciò chiedo:


- Si può esprimere qualche perplessità su come giornali e televisioni abbiano dato copertura mediatica alla pandemia, specialmente sul fastidioso senso di superbia espresso dai giornalisti, superbia del tutto fuori luogo viste le loro scarse e lacunose competenze scientifiche e l'ancora piu scarsa capacita divulgativa, detta per come va detta se io non avessi avuto il privilegio di poter accedere a ben altre fonti,  se avessi dovuto basare la mia scelta di vaccinarmi o meno fidandomi su quanto letto o ascoltato su giornali e tv, col piffero che mi vaccinavo.


- Si puo pensare che il comportamento dei cosidetti virologi televisivi, sia degno di biasimo, visto il loro continuo pontificare con certezze matematiche su questo virus, come se avessero ben chiara la situazione ed il suo evolversi, cosa assolutamente non veritiera, come prova il fatto che dopo due anni di pandemia, brancoliamo ancora nel buio, esito tutto sommato scontato  visto che il virus essendo nuovo alla nostra specie è  per definizione soggetto ad adattamenti imprevedibili, come il continuo sbucare di nuove varianti dimostra. In casi complessi come questo, il principio d'autorità è un validissimo strumento di sintesi per riuscire a prendere decisioni il meno impattanti possibili, però in situazioni nuove, dare già per scontato che tutto si svolgerà secondo gli schemi delle conoscenze già acquisite e l'affidarsi in maniera non reattiva all'esperienza regressa,  è  pensiero magico allo stato puro.

- Visto e considerato che Draghi non è  un medico ma un banchiere, si può azzardare l'ipotesi che sia stato scelto proprio lui per salvare l'economia  della nazione, e solo secondariamente quante piu vite possibili, e  in considerazione di ciò si può pensare che alcune scelte di questo esecutivo siano prese in vista di questo obbiettivo, ma tuttavia  si possano rivelare incaute rispetto ad altre esigenze del vivere civile, senza essere aditato per complottista?


Visto che l'immunità di gregge con questo virus non è raggiungibile, cosa peraltro già fatta notare in tempi non sospetti da specialisti fatti passare sotto silenzio,  può trovare legittimità l'ipotesi  che l'ostinazione del governo nel voler vaccinare quanta più gente possibile e risultare cosi i primi della classe, possa avere degli altri fini?


Almeno a livello teorico è lecito domandarsi sino a che punto, e per quanto tempo possiamo comprimere tutti gli altri diritti, in nome del diritto alla salute? 

Qualcuno mi puo dire perche l'anno scorso con piu di 800 morti al giorno,  mentre Stati Uniti ed Inghilterra avevano posto l'embargo ai loro vaccini, noi in europa abbiamo esitato a rifornirci dei vaccini russi e cinesi, per un presunto principio di precauzione, mentre oggi col parere contrario dell'OMS ci apprestiamo entusiasticamente a somministrare un vaccino per adulti seppure a dosi ridotte ad una popolazione di eta pediatrica? 


Il vaccino senza dubbio è stato la scelta vincente per arginare la situazione, ma man, mano che si va avanti si scopre che la sua efficacia e sempre minore, a parte proporre quarte e quinte dosi, sperando che per miracolo nel frattempo il virus si attenui, abbiamo un piano b? A parte una processione col santo locale per le vie cittadine, intendo.

Visto che ci siamo, intanto che ci sfoghiamo con i maledetti no-vax, per favore possiamo tenere in mente che la regione Lombardia ad inizio pandemia, guidata da una commissione di esperti ha avuto la brillante idea di alleggerire gli ospedali spostando della gente infetta da un virus che prevalentemente uccide vecchi e persone fragili, dentro le RSA, causando la miriade di morti che una trovata del genere lascia presagire. Qualcuno sta indagando sulla facenda? Verso queste persone sono stati attuati provvedimenti adatti? Lasciamo passare tutto sotto l'uscio? Bho!

Si, so che ad esempio; secondo la stampa per aver espresso queste tesi sono una persona poco colta (terza media secondo il giornale) e facilmente influenzabile, cerchero di farmene una ragione.

Nonostante ciò sono abbastanza preoccupato della facilità con cui in questa parte del mondo si riesce a polarizzare la discussione, conscio anche del fatto che la storia insegna che dove non arriva l'obbligo esplicito a volte basta l'illusione della scelta. 

Pertanto continuo a riflettere sulle conseguenze di questo modo di aggire e sul fino a dove può spingerci questa metodologia di pensiero; visto che giunti  a questo punto ho già scritto abbastanza per meritarmi il biasimo di chi è  intenzionato a biasimarmi, tanto vale provare ad azzardate una risposta: il problema a mio parere ha sfaccettature  multiple da un lato come detto un conformismo imperante, che grazie anche alla sovra esposizione di informazioni ci illude di vivere liberi da censure, in un mondo pluralista con la più ampia possibilita di giudizio e scelta, quando invece spinti da paura, pigrizia ed emotività sempre più  spesso preferiamo accodarci alla verità di maggioranza come dimostrano gli entusiasti temporanei; prima del governo Conte e subito dopo di quello Draghi. Dall'altro ci nuoce il fatto che  vivendo in paesi ricchi dove avere idee o prendere scelte sbagliate ha generalmente conseguenze tutto sommato leggere ci disabitua a ponderare le nostre scelte ed effettuare un analisi più  accurata della realtà,  errore che fanno ad esempio  i complottisti,  tutto ciò  ci sta rendendo poco capaci nel valutare il mondo per quello che è,  se poi a questo quadro aggiungiamo l'avvento di strumenti quali google sempre a nostra disposizione,  che hanno ridotto ancora di più l'incombenza di dover prendere decisioni in totale autonomia, lo scenario che ci si prospetta davanti è  alquanto allarmante.

martedì 4 gennaio 2022

Sinistre gattoparde

Sto leggendo un libro di fantascienza edito di recente nella collana urania jumbo; radicalized di cory doctorow, ammetto che data la mia recente conversione al genere, visto la deriva ideologica degli ultimi tempi e lo smisurato numero di titoli classici che voglio recuperare, compro poco moderno, però le trame dei racconti raccolti in questo volume mi intrigavano molto, allora l'ho preso. 

Effettivamente per adesso il libro non mi ha deluso, contiene ottimi spunti su cui riflettere, però come temevo, come moltissimi libri di matrice anglosassone o più in generale che fanno parte della sfera di influenza U.S.A. , usciti dopo l'elezione Trump, soffre delle tare ideologiche portate  dalla sinistra liberal, corrente di pensiero che va per la maggiore negli ultimi anni, perciò; lotta al razzismo, lotta alle discriminazioni, appelli contro gli stereotipi e roba di questo tipo a iosa.

La fantascienza in teoria sarebbe il genere ideale se un autore vuole impiegare la sua arte per sensibilizzare su determinati argomenti, e storicamente si è prestata con eccellenti risultati a questo genere di operazioni, perciò almeno in linea di principio questo non dovrebbe essere un problema, ciò che da realmente fastidio e di cui volevo parlare in questo articolo, prendendo a pretesto questo libro che ripeto, ho trovato tutto sommato interessante, è che spesso quella corrente culturale a parole progressista e ugualitaria, che guarda il mondo dall'alto in basso mentre punta il dito contro i brutti e cattivi, parlando per ideologia non si accorge in realtà di scagliarsi contro uno specchio che la riflette.
 
Perciò spesso gli stereotipi e le discriminazioni che queste persone denunciano e dicono di voler combattere in realtà sono i loro, e questo spiega perche affrontano la faccenda in maniera cosi tossica e poco costruttiva, quanto sostengo, è facile da dimostrare guardando il loro modo di ragionare: Se prendiamo ad esempio il libro in questione; apprendiamo tra un capitolo e l'altro  che l'america è piena di poliziotti, agenti governativi ed apparati, razzisti e corrotti, imbevuti di "privileggio bianco" (concetto wooke) ma nonostante ciò  i nemici degli Stati Uniti sono tutti stati canaglia o gruppi terroristi, neanche per errore se la sono mai  presa con qualcuno  che non avesse fatto niente ed in questo l'autore sembra completamente allineato alla narrativa ufficiale emanata da quegli stessi apparati. Benché denunci l'imperialismo americano (dovuto alla bianchitudine altro concetto wooke), in altre parti del testo elogia la bontà di cibi ed ingredienti provenienti da ogni dove, che vengono mangiati dalle persone dell'etnie più disparate,  mostrando cosi la bellezza del multiculturalismo, ignorando forse che la disponibilita di ingredienti esotici  cosi come il confluire di genti diverse verso il centro è un qualcosa che da sempre contradistingue gli imperi; dai romani agli inglesi passando per spagnoli ecc,  una  testimonianza tangibile della vastita dei loro domini. Ma non è tutto, infatti come si è  già capito, in questi racconti possiamo osservare  una società del futuro dove saranno sempre gli Stati Uniti il paese più ricco del mondo, e con i bianchi come classe dirigente, mentre i Messicani, Neri ed altre etnie avranno ancora un ruolo di poveri, poveri e migranti, perche anche se una volta giunti alla terra promessa questa gente si dimostra capace e piena di inventiva ( oltre che: buona, generosa e pacifica, una versione politicamente corretta del buon selvaggio) ed in precedenza abitavano in nazioni materialmente ricche di risorse,  nell'immaginario dei "buoni"  quei paesi sono e resteranno posti irrecuperabili, sporchi e schifosi, e questo per me denota chiaramente un pregiudizio di fondo, che poi detto chiaramente è lo stesso motivo del perche i nostri liberals in barba a decenni di scuola meridionalista che ha ben evidenziato le storture di simili propositi, vorrebbero portare tutta l'Africa in europa. 

Ad onor del vero il libro che ho preso a pretesto per evidenziare questa questione, ha attenuato tali problematiche ambientando le sue novelle in un futuro molto prossimo, ma tale attenuante e valida solo se si sorvola sul fatto che i protagonisti nel ruolo di emarginati in questi racconti (come in altri appartenenti alla stessa scuola di pensiero) sono sempre soggetti di altre etnie, i bianchi sono  tutti membri come minimo della classe media o se in disgrazia provenienti da quella fascia sociale, e le sfighe a cui possono andare incontro sono problemi di salute o cose così, questo nonostante attualmente negli Stati uniti ci sia un discreto numero,  tra l'altro in costante aumento di bianchi poveri, chiamati in maniera bipartisan per differenziarli dalla classe egemone  e non invalidare le rispettive teorie di riferimento;  "white trash" come fossero uno scarto, una minoranza volutamente degenerata e non dei poveri cristi emarginati e degni di emancipazione anch'essi, ad ogni modo dicevo; sorvolando su questo non piccolo fatto, l'accorgimento temporale  è dovuto all'accortezza dell'autore stesso e non annulla il problema in sé, ho letto saggi sulla preistoria e romanzi di fantascienza che si svolgevano diecimila anni nel futuro, cosi come una miriade di articoli e conferenze sui più svariati temi che provenivano da quell'ambiente culturale, e riproponevano le stesse dinamiche di omosessuali oppressi, donne subordinate, bianchi violenti conquistatori, ecc.

In tutto ciò io vedo un razzismo ipocrita ed assai peggiore, dove chi denuncia certe storture della società in cui vive, lo fa solo perché accecato dall'ideologia cerca di darsi una posa, ma in fondo, è ben sicuro che la sua posizione e quella dei suoi sodali non potrà mai essere messa realmente in discussione, perche ha una visione parziale e statica della storia, dove congenitamente i discriminati erano, sono e saranno sempre razze extraeuropee, omosessuali e donne, e i prevaricatori "maschi bianchi etero" come afferma una delle loro deliranti ideologie.

Gente che crede di vivere nella fine della storia, dove il loro mondo occidentale ha trionfato definitivamente sugli altri ed oramai ai giusti per esser tali e distinguersi dai cattivi, non resta altro che impegnarsi in qualche campagna umanitaria o di beneficenza, che tra l'altro ha anche il pregio di rassicurarli della loro posizione egemone, e denunciare le storture che come in ogni sistema inevitabilmente qua e là si producono, ma senza realmente poter incidere significativamente su una strada già tracciata, per citare Cory Doctorow "Questa non è una di quelle battaglie che si vincono, è una di quelle che si combattono"  ma meglio ancora si adatta una citazione di Lampedusa: "se vogliamo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi" insomma gente che si impegna  tanto per cambiare il mondo perche sa che; chi più lotta (a parole) per cambiare le cose è in realtà anche il più interessato a fare si che tutto resti com'è, eccetto forse qualche  pronome o aggettivo qua è là.  

E se non in tutte le persone di questa corrente c'è malafede, ci pensano interessi collaterali, il conformismo e l'egemonia culturale a indirizzarli nel verso giusto e fare il resto.

domenica 2 gennaio 2022

Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io.

Qualche settimana fa, un discreto cretino, volendo fare lo spiritoso si è permesso di dare una pacca sulla chiappa di una giornalista in diretta televisiva.

Apriti cielo! A parte (forse) la pena di morte  si sono augurate sul  poveretto, soprattutto da parte di giornalisti ed intellettuali, le peggiori pene, compresa la vendetta trasversale da attuarsi stuprandogli la figlia; ad onor del vero quest'ultimo supplizio e stato proposto da coerenti frequentatori di social network.


Ieri leggo un agenzia ansa, su una ragazza di diciannove anni aggredita e molestata pesantemente da una trentina di giovani immigrati la sera di san Silvestro. 
A rigor di logica sarebbe razionale aspettarsi quanto meno una discussione sul argomento, ed invece; Nulla! sulla rete si trova poco e niente sul argomento.

Anche se per il solo fatto di averne parlato probabilmente rientro già nella categoria dei razzisti xenofobi, in verità la mia riflessione voleva occuparsi di un altro aspetto che questa facenda evidenzia; più precisamente di come certe lotte non vengono intraprese per affermare un principio, da determinate fazioni,  ma solo in via strumentale per agevolare altri scopi, come la diversità di trattamento di questi due episodi dimostra ampliamente. 

Faccia attenzione per ciò, chi si indignia per le cause del momento, anche se i motivi di  quest'ultime possono essere  sacrosanti, non sempre, anzi, quasi mai lo sono, i motivi di chi in nome di Quelle cause proclamano crociate.

UPDATE
LINK ALLA NOTIZIA ORIGINALE: 
https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/01/01/violenza-sessuale-19enne-accerchiata_ac8c5fec-9195-4ae6-8137-5bd339001760.html

UPDATE 2
con "curioso" ritardo i giornali hanno dato la notizia, però si fa prima a trovare una copia pdf del necronomicon, in originale arabo  che cercarla all'interno dei vari siti giornalistici,  per chi volesse consultare altre fonti, perciò  e consigliabile cercarle attraverso parole chiave su google, che navigando direttamente  sui loro siti, d'altronde mica si può dare eccessivo spazio alla "cronaca locale".

UPDATE 3
7 GENNAIO 22
Il caso, anzi i casi, ormai sono sulla bocca di tutti, quindi i padroni hanno dato il via  ai lpro  cani che adesso sono "liberi d'indignarsi", adesso mi aspetto editoriali piccati, e cancelletti a go go.

mercoledì 29 dicembre 2021

Crisi demografica

È interessante notare come in questi due anni di pandemia, la nostra, è stata la nazione  che nel MONDO ha mantenuto le scuole chiuse per più tempo. Un indicatore sintetico per chi ha figli piccoli di quanto questa anticamera del camposanto chiamata Italia, abbia a cuore le nuove generazioni.



Piccolo aggiornamento: mi fanno notare  che l'Uganda e un altro paio di paesi sottosviluppati, ci superano in questa classifica, Bhe che dire; ognuno si consola come meglio crede.

domenica 19 dicembre 2021

l'arte come emblema

Da amatore d'arte, sono convinto che questo ambiente  sia un caso paradigmatico della schizzofrenia dei nostri tempi, e di come grazie a quest'ultima si riesca a fare convivere nello stesso settore (ed a volte nelle stesse teste) posizioni all'apparenza inconciliabili fra loro, infatti il settore e diviso in due scuole di pensiero totalmente opposte fra di esse: la prima corrente  e formata  prevalentemente da storici, critici ed artisti, questi affermano che nell'era della riproducibilità l'importante di un opera artistica è il concetto,  l'idea,  non l'esecuzione dell'opera in se,  per farla breve secondo questi signori: Michelangelo non è un genio anche perché ha saputo realizare il David, ma solo perché l'ha pensato cosi com'è, da questo modo di intendere l'arte derivano certe opere moderne, che appaiono  assolutamente brutte o insignificanti, in quanto il valore artistico  non sta nel oggetto in se, ma nel messaggio che questo vuole comunicare. Questa scuola di pensiero che io chiamo degli "spirituali" effetivamente è molto comoda ad esempio se si vuole portare ad un esposizione un cesso,  per di più di fattura industriale, è  riuscire lo stesso a pagare le rate del mutuo, difficilmente però mi convinceranno che la sublime esecuzione tecnica di un antonello sia solo un accessorio ed a riprova di ciò in onore alla citta dove risiedo, con tutti i "ma"  e i "se" del caso, prendo ad esempio un'arte minore; provate con tutti i mezzi tecnici a disposizione  a riprodurre uno Stradivari o un amati, se ne siete capaci.

La seconda corrente é  quella dei restauratori dove se  per esempio da un edificio si stacca un mattone, fissano i lati dello sfreggio per evitare che si allarghi, ma mai e poi mai ci butterebbero una cazzolata di calce per riattaccarlo, per paura di "falsare l'opera", memori degli eccessi dei decenni passati dove effetivamente si èra andati un po' oltre,  adesso ci costringono ha tenere allo stato di rudere, opere che  disponendo di progetti e materiale originale potremmo riportare allo splendore originario. Chiamo questa corrente "i materialisti"
 
Sebbene le posizioni sembrano antitetiche fra di loro, personalmente a me danno la stessa impressione di un voler "non fare" perche paralizzate dall'essere  troppo appiattite su un lato, ed è forse questo la comunanza che le rende conciliabili. 

Sene potrebbe trarre una riflessione sull'umano;  anch'esso se non vuole rimanere paralizato,  per restare fedele a se stesso e progredire, deve essere mediazione fra due realtà; l'intangibile col concreto, lo spirito con la materia, il bestiale con l'angelico. 

venerdì 17 dicembre 2021

Fabbri, la geopolitica e quella strana voglia d'ottocento

Negli ultimi tempi sulla rete sta spopolando il geopolitologo  della rivista "Limes" Dario Fabbri, che confesso seguo anch'io con piacere, profitto ed interesse. Noto però che anche a lui sta capitando quello che é  già successo all'ottimo Barbero; cioè grazie alle sue indubbie capacità, alla perspicacia e chiarezza di pensiero, nonche alla passione nello svolgere il proprio lavoro,  sta diventando una specie di guru.

Se a questo aggiungiamo poi che è uno dei pochi  che nelle sue analisi affronta le questioni in maniera franca e diretta, in un settore dove anche gli editorialisti più sconosciuti, sentendosi diplomatici in carriera  affrontano le questioni prendendole nella maniera più ambigua e larga possibile, è facile capire come ancor di più che nel caso di Barbero, chi lo segue, spesso corre il rischio di finire per  considerare la sua particolare visione dei fatti in oggetto come l'unica interpretazione vera e corretta degli stessi. Se ciò era appunto falso con Barbero, questo tipo di approccio nella materia di Fabbri oltre che fallace può rivelarsi anche pericoloso, per chi basandosi su quelle analisi deve prendere delle decisioni.

Cerchiamo di spiegarci meglio; la geopolitica come disciplina nasce verso fine ottocento, in piena epoca positivista, e di quel periodo ha ereditato (e mantenuto) pregi e difetti; cioe ha una visione del mondo razionale e questo senza dubbio é  meritevole, ma per contrappeso è anche un po'  troppo deterministica e meccanica. 

A parere mio  Fabbri lascia trasparire tutto questo, dando l'impressione nelle sue pur ottime analisi, che non applichi le regole della geopolitica come regole teoriche perfettibili, ma piuttosto come regole matematiche immutabili, date una volta ed una soltanto, in un campo  dove al massimo si potranno scoprire nuove regole, ma MAI correggere quelle già presenti, perciò  sebbene i suoi report sulle vicende internazionali abbiano un piglio  disincantato e pragmatico,  dànno  comunque  l'impressione che nello stilarli l'autore abbia applicato gli schemi della sua disciplina con troppo dogmatismo e rigidita.

In particolare considero sbagliato l'approccio marginalistico verso i nuovi scenari e le acquisizioni tecnologiche, prendere come immutabili le dinamiche umane, il non dare la giusta  considerazione all'imprevisto (il famoso cigno nero) in situazioni estremamente complesse, il considerare come ininfluenti pratiche e discipline che nel corso del novecento se spoglie da aspettative fantascientifiche, invece si sono rivelate estremamente valide come ad esempio; la propaganda, a maggior ragione in uno scenario come il nostro dove le informazioni viaggiano ad estrema velocità e sono diventate estremamente pervasive.  Reputo che  questo modo di fare rischia di portare a giudicare l'improbabile, per impossibile e l'illogico come inattuabile.

Per fare alcuni esempi presi dalle sue lezioni: percepisco un aurea di dogmatismo  quando si scaglia contro la mentalità economicistica; se è innegabile che la nostra societa vive concentrandosi troppo sulle dinamiche economiche, e comunque vero che difficilmente nel mondo moderno un paese può perseguire una politica di potenza con scarsi mezzi, come dimostra la Russia, purtroppo i costi vertiginosi della ricerca e sviluppo di nuove tecnologie non si finanziano con la gloria.

Altrettanto  dogmatismo vedo nel rapporto massa/leader; se e vero, come è vero che il leader è un prodotto della societa in qui abita e non il contrario, mi pare  altrettanto evidente che se quest'ultimo sa dimostrarsi un capo capace riuscirà ad incidere sulla narrativa del suo popolo. Nella visione di Fabbri giustamente il leader è l'esponente più capace/fortunato,  ad emergere in un certo contesto, il classico uomo giusto, al momento giusto, però è anche ininfluente o quasi sullo scorrere dei grandi eventi, è sotto  questo aspetto, a mio parere sottovaluta il ruolo di queste figure, per dimostrarlo facciamo qualche esempio concreto: Prendiamo il caso della rivoluzione francese; se non ci fossero stati i vari Robespierre, i giacobini e gli ideali illuministi, posta per com'era la società francese dell'epoca,  molto  probabilmente  sarebbe emplosa comunque sotto altri ideali e capi, ed a riprova che girondini e giacobini  furono solo i più abili a controllare l'esplosione  è non coloro che diedero fuoco alle polveri,  sta il fatto che i testi di Voltaire e compagnia su cui si basavano i loro ideali, giravano per tutta europa, alcuni regnanti addirittura si glorificavano dell'amicizia con i filosofi senza che questo abbia portato sconquassi nei loro rispettivi paesi. Fin qui credo che tutti possiamo essere d'accordo  con la visione della storia che ne darebbe Fabbri, però a parere mio è  altrettanto indubbio che una volta che  i portatori degli ideali illuministi presero la testa di quella rivoluzione scremate delle frange piu estreme, riuscirono a imprimersi nello spirito francese, cosi profondamente che ancora oggi, quei concetti fanno parte della loro narrativa nazionale. Ancora, spostiamoci di qualche anno e guardiamo alla figura di Napoleone Bonaparte; se è indubbiamente vero con buona pace dei suoi entusiasti, che senza il popolo francese alle sue spalle al massimo sarebbe passato alla storia come un buon generale, è  altrettanto innegabile che grazie alle sue personali capacità, seppe prendere quegli stessi ideali rivoluzionari di cui prima, e trasformarli,  per porli a base del nuovo spirito imperiale francese, e tutto ciò gli riuscì cosi bene che tuttora quel sentimento cova oltralpe, ma non basta, prendiamo l'uomo stesso; già in vita grazie alle sue capacità, fu cosi abile da diventare parte inscindibile della grandeur francese, per assurgerne ad emblema  una volta morto. percio si, se e vero che poco i grandi condottieri possono sugli eventi e gli umori che li hanno spinti al potere, se accorti, molto possono su quelli che gli succederanno.

altra cosa che trovo problematica nel suo stile, anche se probabilmente in buona fede, e quella di costruire una narrativa di quanto già avvenuto con un senno di poi, utile a far quadrare la sua analisi, emblematici in questo senso mi sembrano i suoi podcast in collaborazione con il gruppo Sanpaolo, dove addirittura, nelle puntate dedicate a Napoleone e Pericle ho trovato delle forzature belle e buone! naturalmente queste ricostruzioni sono affascinanti e in genere plausibili,  ma è importante aver chiaro in mente che conosciuti esiti e premesse di un evento e facile ricostruirlo alla luce delle proprie teorie per quanto strampalate queste siano, magistrale in quest'arte e stato Carlo Maria cipolla e la sua: "Pepe, vino (e lana) come elementi determinanti dello sviluppo economico dell'età di mezzo".  Un altro modo per avvallare le proprie tesi e quella di riportare solo esempi che confermino le proprie teorie, ed anche di questa tecnica Fabbri fa un discreto uso, ad  esempio mi viene in mente  il famoso, per chi segue fabbri, concetto che:  "gli imperi non si ritirano, perche altrimenti verrebbero rincorsi dai tanti nemici che si sono lasciati alle spalle"  effettivamente in generale funziona così, Fabbri per comprovare la sua tesi fa l'esempio di Roma ( a me sovviene anche la Russia comunista), però  per confutarlo e dimastrare che la realtà non è una partita a scacchi, perciò  le regole si possono anche violare,  si potrebbe  fare il controesempio degli inglesi, che nonostante qualche loro politico ancora faccia fatica a riconoscerlo,  sono riusciti a ritirarsi egregiamente dal proprio impero, mantenendo nel contempo ottimi rapporti con alcune ex province.  

In estrema sintesi nel seguire questi concetti bisogna fare attenzione perche lo scambiare la prassi razionale come regola, rischia di fare fare alle analisi di Fabbri e di chi li prende come verita assoluta, la stessa fine dell'arcinoto tacchino induzionista, che facendo troppo affidamento sul ripetersi di alcune costanti ha fatto la fine che tutti sappiamo.

Post scriptum 
Quasi dimenticavo! Un'altro fattore da tenere presente quando si valutano le analisi di Fabbri è  la linea editoriale del giornale per cui lavora, spiccatamente filo atlantica, si sa come vanno le cose; se qualcuno per un motivo o per l'altro ci sta simpatico, si fa presto a dargli più punti di quanti in realta ne merita, questo però fa parte del gioco. 

Aggiornamento 22-02-2022
Fabbri si è separato da limes, ed ha mio avviso; oltre ad una evidente adozione dei metodi "democristiani"; cioè il tenere una certa ambiguità nel dare colpe, meriti e giudizi,  si percepisce il mancato supporto da parte di Caracciolo, che probabilmente in qualità di direttore si occupava di aiutarlo,  ad affinare teorie ed  ha limare gli aspetti più rozzi dalle sue analisi, che infatti non beneficiando più  di questa mitigazione mostrano in maniera  più evidente tutte  le criticità del suo metodo; tralasciando l'acutezza e le intuizioni fulminanti che da sempre lo contraddistinguono ad ascoltarlo adesso  per esempio; mi da proprio l'impressione che voglia adattare la realtà al suo modello anziché il contrario; emblematico di tale metodo è  la sua analisi della crisi ucraina; mi pare che per Fabbri il tutto si riduca ad una partita a scacchi dove l'analisi degli avvenimenti passati abbiano poca influenza è sono utili solo per capire come siamo arrivati alla mossa in essere, che presa singolarmente fuori dalla complessità del contesto e facile da spiegare secondo i suoi schemi,  ma ovviamente non è cosi che si deve procedere; come del resto dimostra il fatto che, nonostante lui continui a dire che nessuno dei giocatori vuole la guerra, perfino io ( ma non solo, naturalmente) avevo previsto che con un democratico al governo, America e Russia sarebbero arrivati ai ferri corti; che in soldoni vuol dire che; gli Stati Uniti prima di dedicarsi alla Cina avrebbero tentato di chiudere definitivamente il dossier russo e nel frattempo, smorzare sul nascere eventuali velleità  Tedesche, o Europee in generale; che detta in maniera più semplice vuol dire che: prima di occuparsi del pacifico per la casa bianca e strategico costruire un muro che divida l'Europa occidentale dal resto del continente in modo da poterla legare a tempo indefinito, mi dispiace per Fabbri ma i fatti sono chiari ed il resto è un ricamarci sopra per adattarlo al propri modelli.

martedì 14 dicembre 2021

Dittature sanitarie

Negli ultimi tempi  i complottisti denunciano quello che definiscono l'istaurarsi di una dittatura sanitaria, per questo motivo vengono fatti soggetti di scherno sui media tradizionali.

Effettivamente l'instaurarsi di una dittatura in Europa è alquanto improbabile, il messaggio imperiale della potenza egemone sul nostro continente è un messaggio di: "diritti e liberta" per ciò  vedo difficilmente probabile il nascere di un regime autoritario di tipo tradizionale.

Quello che secondo me sta realmente accadendo è che gli Stati Uniti  e i poteri egemoni dell'occidente ( cioè le istituzioni che dalla supremazia americana traggono forza e legittimità)  vistosi insidiati su due fronti (Russi e Cinesi) stanno stringendo le briglie attorno agli stati vassalli della superpotenza, per evitare sbandamenti di questi ultimi ( vedi Italia con via della seta).

Percio si, e vero che difficilmente vedremo l'affermarsi di una dittatura conclamata, ma contemporaneamente mi aspetto che alcune libertà  nonche molte meccaniche democratiche verranno a poco a poco dismesse, fino a che punto si arrivera, adesso e difficile da prevedere tutto dipende da quante difficolta avranno gli stati uniti a contenere le potenze rivali.

 Ad ogni modo  quei nostri politici che nutrono l'intenzione di flirtare troppo spudoratamente con Russi o Cinesi farebbero bene a ricordarsi di un certo Bettino Craxi, che se Draghi che non è  certo uno sciocco, la prima cosa che ha fatto una volta insediatosi, è stata quella di ribadire la sua fedeltà alla nato un valido motivo doveva avercelo.