Prima di addentrarmi nel cuore del discorso sarà meglio esplicitare i miei bias, anche perché, rileggendomi, mi rendo conto che, fatto ciò, il senso del post vien fuori da sé senza bisogno di dilungarsi troppo: io sono un cosiddetto danneggiato da vaccino; la seconda dose mi ha procurato una fibrillazione atriale che, a sua volta, mi ha causato un severo scompenso cardiaco al ventricolo sinistro. Patologia alquanto sgradevole che, oltre a qualche settimana in terapia intensiva, mi ha quasi mandato all'altro mondo. Per fortuna, visto che il mio cuore è fondamentalmente sano, grazie alle giuste terapie adesso si è ripreso completamente.
Non ne faccio un dramma, a differenza di qualcuno che ancora oggi sostiene che i vaccini sono solo acqua di rose: sapevo che avevano delle controindicazioni; prima della messa in commercio, con una vaccinazione a tappeto, per un paese come l'Italia, alcuni esperti chiamati in causa stimavano circa settecento morti e varie migliaia di soggetti a rischio effetti collaterali gravi. In realtà, nonostante, come ci spiegano i giornali, "prestigiosi studi scientifici dimostrino che questo vaccino sia il primo della storia non solo privo di effetti collaterali, ma addirittura ad apportare benefici inaspettati sui soggetti vaccinati", solo chi ha le fette di prosciutto sugli occhi non si è reso conto che le aspettative complessive sulla sicurezza e sugli effetti collaterali si sono rivelate sin da subito piuttosto ottimistiche.
Comunque, dicevo, a differenza di molti, quando ho scelto di vaccinarmi sapevo grosso modo i rischi che correvo.
Sul piano geopolitico invece è diverso: intanto ho criticato, davanti al numero di morti sull'ordine delle centinaia giornaliere, il tergiversare dei politici europei sul vaccino russo, in attesa che fossero disponibili, anche per i cittadini di seconda categoria, i vaccini prodotti in Occidente. Una vergogna di cui ci si giustifica con la menzogna che lo Sputnik fosse in realtà inefficace, cosa falsa: dopo cinque anni possiamo ben dire che i dati successivi non hanno mostrato scostamenti clamorosi rispetto all’efficacia dichiarata; semmai meno efficace era il vaccino cinese, ma questa è un’altra storia. Ma soprattutto, a disponibilità ottenuta, fin da subito ho giudicato il cosiddetto green pass uno strumento di coercizione indegno e vergognoso.
Non starò qui a riaprire vecchie questioni: ciò che voglio dire, in sintesi, è che non mi considero un negazionista, ma nemmeno un entusiasta della gestione della crisi precedente. Parliamoci chiaro: reputo scontato che in tutto ciò che è successo ci siano finiti in mezzo esperimenti sociali e che gli attori coinvolti abbiano cercato di approfittarsi, come meglio potevano, della situazione, ma questo è insito nella nostra specie, non serve immaginare piani ben studiati e grandi vecchi per giustificare questo tipo di dinamiche: se non fosse così, staremmo ancora sugli alberi, non mi interessa il giudizio morale.
Ma con la stessa franchezza devo dire che, l'eccessivo accanimento verso i non vaccinati con tutti i costi sociali che questo atteggiamento ha comportato mi ha fatto nascere più di un dubbio. In particolare il sospetto che il virus possa essere stato ingegnerizzato; faccio fatica ad accettare che tutto quell’odio e quella discriminazione diretta verso i non vaccinati siano dovuti solo alla volontà di ripristinare più velocemente possibile il sistema economico. Però, ripeto, non sono un biologo il mio è solo un sospetto nato dall'osservare la rigidità dei governi verso una minoranza di popolazione tutto sommato esigua, e dal domandarmi quale tipo di scenario potesse giustificare una gestione così severa.
La cosa su cui invece non ho dubbi è la vergognosa gestione di questa crisi da parte degli organi di informazione. Un’incompetenza e una faciloneria che mi hanno lasciato allibito e di cui ho avuto riprova a seguito dell’inasprimento del conflitto in Ucraina nel 2022. Onestamente prima di allora non mi ero mai occupato di informazione o propaganda, ma, essendo per natura un tipo curioso, ho cercato di capire se quello che per ben due volte si era svolto sotto i miei occhi fosse una prassi comune o una peculiarità dei nostri tempi. Nemmeno qui voglio esprimere giudizi netti; per i più curiosi come me, consiglio di partire da due romanzi: Bel’Ami di Maupassant e Illusioni perdute di Balzac. Se siete svegli non penso vi servirà altro.
Comunque, per farla breve, il fatto è che il mondo dell’informazione è fatto di perfette nullità, capaci a volte sì di usare la penna, ma quasi mai il cervello; detto in altri modi, hanno poca dimestichezza con l'argomento di cui si occupano, e poco gli interessa acquisirne. Il loro pregio è di scrivere bene e il loro unico scopo è quello di mantenere la posizione che hanno raggiunto, difendendo chi può assicurargliela e screditando tutti gli altri.
Siccome alla fine della fiera noi esseri umani siamo delle scimmie autoaddomesticate, uno dei metodi più facili per raggiungere tale scopo con il minimo sforzo, è quello di creare gruppi, noi contro loro per capirci: ecco spiegati, semplificando il giusto, gli scontri tra vaccinati e no vax, tra i filoucraini e i putiniani e tutte le altre polarizzazioni di questi nostri tempi.
Non è difficile capire che una stampa che si è strutturata in questo modo è il sogno proibito di ogni sistema di potere, fosse pure il più giusto del mondo; purtroppo però tale modello di informazione genera sfiducia e la sfiducia, in tempi di trasporti veloci, alta densità di popolazione e democrazia, è una spada di Damocle che pende sulla testa di tutti.
Nella gestione della precedente crisi pandemica, sono confluiti le rivalità geopolitiche delle tre grandi potenze mondiali oltre allo scontro tra l'establishment americano e l'amministrazione Trump. Ciò se restiamo al livello macro dell'osservazione, se invece scendiamo nei dettagli a tutto questo dobbiamo sommare anche le beghe e le rivalità locali. Per fare qualche esempio alcuni forse ricorderanno di come negli Stati uniti i grandi media democratici lodassero la gestione pandemica Italiana, solo perché il governo aveva scelto una strategia agli antipodi da quella scelta da Donald Trump. Da noi vi furono le girovolte della lega sulla necessità o meno dei lockdown. O ancora, le manovre di Renzi per fare saltare il governo Conte. Nel raccontare tutto ciò i media hanno sviato dai retroscena, allineandosi pedissequamente alle versioni ufficiali che il potere forniva loro. Per riuscirci hanno concentrato tutta l'attenzione su fenomeni che, almeno inizialmente, erano assolutamente marginali, come i negazionisti e i no vax. mi dispiace dirlo ma anche gli esperti non fanno una migliore figura, visto come si sono prestati per un briciolo di notorietà, al ruolo di capi popolo rabbiosi e urlanti.
Quanto finora descritto, ha contribuito a creare un clima di diffidenza e sfiducia, che ancora oggi cova sotto la cenere. Adesso capita che si prospetta il rischio di una nuova epidemia zoonotica. Stavolta il virus è conosciuto e considerato anche le modalità di trasmissione, difficilmente l'epidemia potrà evolvere in una pandemia. Però ha un tasso di mortalità estremamente alto, altri ordini di grandezza rispetto al COVID-19. Nel malaugurato caso che la minaccia dovesse concretizzarsi, faccio gli auguri a chiunque sarà chiamato a gestirla.
In realtà, a quanto sono riuscito a capire il vero pericolo di questo virus non è una nuova pandemia ma che diventi endemico. Probabilmente, considerato Il tipo di virus, le circostanze di diffusione, nonché tutto il resto, alla fin fine la questione, con tutto il rispetto per i morti, si risolverà in un non nulla. Però, lo ammetto senza remore, personalmente, visto i precedenti, considerato il disastro energetico che incombe sulle nostre società dopo la sciagurata aggressione statunitense all'Iran, il sospetto che tutta la storia, sia solo un pretesto per una serrata generale che imponga una restrizione ai consumi energetici, non mi è parsa un'idea così fantascientifica. Il fatto tuttavia è che le zoonosi esistono e ogni tanto ci colpiscono, l'influenza spagnola è lì a dimostrarlo. Con il supporto delle moderne tecnologie, in caso di decisioni o comportamenti sbagliati presi grazie a un clima simile, il disastro ci aspetta lì, dietro l'angolo.
Nessun commento:
Posta un commento