Sarebbe semplice adesso partire da questi aneddoti e uscirsene con un pistolotto su come è facile far sembrare colto uno e superficiale un altro con due episodi scelti ad arte, non sarebbe in fin dei conti un discorso del tutto sbagliato, perché è indubbio che uno dei mali peggiori della nostra epoca sia proprio il fatto che i leader si scelgano per l'immagine e non per la sostanza.
Però sono cose trite e ritrite, piuttosto mi è parso interessante tentare di capire i motivi del perché in questa occasione sia stato proprio tale episodio quello che ha indignato di più i molti. Bene, secondo me il motivo è che ci siamo sentiti defraudati da parte di Xi, il quale si è permesso di citare autori greci con davanti un Trump incapace di rivendicarne l'eredità. Insomma, Trump, non solo non è stato capace di ribattere, menzionando a sua volta un autore della tradizione classica cinese, ma nemmeno di riprendere la citazione di Xi e ampliarla rivendicandola così alla nostra tradizione.
Eppure ci sarebbe poco per cui agitarsi, dato che noi della civiltà greco-romana, in realtà siamo gli usurpatori non i figli. In un certo senso forse i cinesi hanno più diritto di noi a citare Tucidide, loro almeno lo hanno conosciuto. Ma in verità non sarebbe corretto nemmeno questo quadro interpretativo, se noi, discendendo dai barbari, abbiamo "rubato" qualcosa, lo abbiamo fatto a casa dei "ladri" e chiamo come mio testimone Orazio.
Non è cosa rara che un popolo nuovo si appropri di una cultura altra o parte di essa, anzi è un fenomeno abbastanza ricorrente nella storia. Ma solo la cultura che, per comodità, possiamo chiamare "occidentale" ha sviluppato una particolare capacità di sistematizzare e istituzionalizzare queste eredità, garantendosi una continuità storica che supera di molto le civiltà che vi hanno contribuito. Tutto ciò a cominciare dalla sua espressione spirituale poi importante, che si definisce appunto cattolica.
Ma stando così le cose, allora forse irritarsi con i cinesi per l'appropriazione culturale non è lo spirito giusto con cui affrontare la questione, tanto più che di questa eredità, oramai non sappiamo fare altro che incolparla di tutti i mali di cui soffre questo vecchio mondo. Proviamo invece a ribaltare la prospettiva, facciamo quello che non ha saputo fare il presidente americano e leggiamo la citazione di Xi come un ulteriore conferma di quell'universalità che da sempre è il vanto della nostra cultura.
Operazione questa a mia opinione quanto mai urgente, non tanto per i cinesi, che citando gli antichi volevano forse solo ricordare quanto fosse giovane (e passeggera) l'America. Ma per noi stessi, che consapevoli o meno, così come i romani prima di noi, con le emigrazioni di massa e il crollo demografico, abbiamo scelto di passare il testimone di questa cultura ad altre genti. Qui non voglio questionare se questa strada sia giusta o sbagliata. Ma visto che la stiamo percorrendo, quantomeno cerchiamo di farlo con lo spirito giusto.
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