martedì 3 giugno 2025

L'autodistruzione del capitalismo: il caso delle assicurazioni, un esempio pratico.


Qualche anno fa, possedevo una macchina che ambivo a fare diventare d'epoca, purtroppo però, un pomeriggio infausto, mi vennero addosso in maniera abbastanza seria, risultato: più di 5000 euro di danno. Se vi interessa, la macchina era un alfa romeo 156 full optional con 120000km all'attivo, praticamente nuova. L'assicurazione, nonostante fossi ricorso alla loro carrozzeria convenzionata, però  si rifiutava di riconoscermi più di 1200 euro di indennizzo. il valore della vettura secondo la loro opinione. Alla fine, dopo innumerevoli trattative ci accordiamo per  un rimborso di 1900 euro. Unica alternativa a questa elemosina, era passare per avvocati con tutto ciò che ne avrebbe conseguito. Alternativa che mi era materialmente difficile, in primo luogo perche il valore "quattroruote" della macchina era pressappoco quello e, nonostante il preventivo del danno, come già detto, fosse stato stilato dalla carrozzeria dell'assicurazione,  l'avvocato mi fece capire che sarebbe stato difficile spiegare al giudice che non mi bastava una rattoppata alla bell'e meglio,  perché volevo portarla a diventare un'auto storica.  Secondariamente perché abitando in campagna, e nonostante per lavoro utilizzavo un'altra vettura, la macchina serviva a mia moglie, quindi avrei dovuto anticipare la cifra, col rischio concreto di non rivederla più cosa che all'epoca non ci potevamo permetterci.

Nel 2022,  c'è stato un violento temporale con un piccolo ciclone annesso che ha staccato delle tegole e le ha scagliate contro la facciata dell'abitazione dei miei. Rompendo anche qualche vetro, mio papà che era una persona previdente aveva fatto un'assicurazione casa omnicomprensiva, purtroppo per lui, aveva anche il vizio di fidarsi troppo, perciò grande fu la sorpresa, quando a seguito della perizia, l'assicurazione gli comunico che non gli spettava nessuno rimborso, perché le tegole che avevano danneggiato la proprietà, non erano quelle della casa ma quelle di un'altra abitazione, perciò c'era da chiedere a loro. 

Tempo dopo, mentre tornavamo a casa il solito temporale estivo con vento annesso, fa staccare un ramo che colpisce lo specchietto della mia macchina, spaccandolo. Naturalmente ero assicurato contro gli eventi atmosferici, e forte anche dell'esperienza di prima, quando hanno iniziato a chiedermi se l'albero era di proprietà di qualcuno, mi sono premurato di specificare che ero in aperta campagna e non c'era modo di identificare la proprietà dell'albero. Soddisfatto di aver dribblato tutte le loro scuse, presento il preventivo, questa volta del MIO carrozziere di fiducia: 300 euro. Purtroppo però non avevo considerato la franchigia, morale della favola non vedo il becco di un quattrino.


L'ultima mia esperienza con le assicurazioni risale a pochi giorni fa, avendo acquistato una casa col mutuo, come forse sapete in questo genere di casi l'assicurazione per certe calamità è obbligatoria, io non pago delle esperienze fin qui raccontate, ho fatto inserire (pagando) qualche protezione in più a mia tutela, adesso mi  capita che si stacca un pezzo di cornicione dal tetto. Siccome proprio fesso non sono e qualche cosa in fin dei conti l'ho imparata, prima di attivare l'assicurazione mi sono documentato ed  ho scoperto che in questo genere di cose si appellano per non pagare, alla mancata manutenzione o alla vetustita dell'edificio. Perciò ho chiamato un perito di mia fiducia per verificare che il danno non fosse attribuibile a nessuno dei casi.  Per quanto riguarda la mancata manutenzione il perito non ha riscontrato problemi: le grondaie erano pulite e in quella zona in particolare non vi erano infiltrazioni di sorta. Per quanto riguarda la vetustita; beh l'edificio ha i suoi anni ma il perito ha sentenziato che non vi fossero segni evidenti che potessero far presagire un distacco, anche in altri punti non risultano crepe o cose del genere. Così premunito chiamo l'assicurazione che mi fa la perizia online, da cellulare,  un modo sicuramente affidabile per verificare la condizione di murature e simili.  Prima il perito assicurativo (via telefono) insiste nel chiedermi se vi fossero macchie o se la grondaia perdesse(mancata manutenzione), alle mie risposte negative mi risponde che mi farà sapere. Oggi mi chiama e mi risponde che l'assicurazione non può rispondere perché il danno è causato da fatto che il cemento è vecchio e l'assicurazione copre eventi imprevisti. Naturalmente ho risposto che siccome stavolta conosco i miei polli mi sono premunito di controperizia e che li porto in tribunale.


Non vi sto raccontando la mia personale odissea nel mondo delle assicurazioni, per sfogarmi online, ma perché tutto ciò mi ha fatto riflettere su come tutto quello che sa anche minimamente di capitalismo avanzato, sia qualcosa da cui le persone "medie" e grosso modo oneste, e meglio se ne tengano lontano. 


Ma se è  davvero così che stanno le cose, a questo punto mi chiedo; davvero questa gente pensa che un'economia così possa reggere a lungo? Un mondo dove devi guardarti le spalle peggio che in un mercato levantino, Un mondo dove, quando paghi sei un cliente, quando vuoi fare valere i tuoi diritti sei un problema da gestire. 

L'economia grazie al cielo non l'ho studiata alla Bocconi, ma per quel poco che ho imparato, una cosa ve la do per certa: cioè il fatto che questo mondo si basa sulla fiducia. Almeno che non ci rincoglioniamo tutti, questo stato di cose sta sperperando il carburante che dovrebbe alimentarla, e per ripristinarne il livello a poco servono i bilanci in attivo.







sabato 31 maggio 2025

Sangue e merda





Di ritorno a casa ascoltavo su Radio 24, la notizia di quei macabri auspici di finire ammazzata, rivolti alla figlioletta della presidente Meloni. Non voglio parlare dell'episodio in sé, d'altronde non mi sembra ci sia molto da dire su affermazioni simili: un maiale senza coscienza che sfortunatamente ha il privilegio di accedere a mezzi non adatti al suo livello di umanità. Fa senso, pensare che questa persona abbia un ruolo a qualche livello dentro il mondo dell'istruzione; spesso si parla di quanto i giovani paiono sprovvisti dei mezzi per affrontare la realtà moderna, ma poco ci si sofferma sulle reali capacità di chi, quei mezzi, dovrebbe contribuire a costruirseli.

Detto questo, che considero doveroso, non solo formale, quello che mi ha fatto più specie, in realtà, è stata la reazione della Meloni stessa, che ha definito certe manifestazioni d'odio, come cose molto ben oltre lo scontro politico. No, non ci siamo, in realtà la questione non è tanto semplice, forse sarà così per i politici, talmente assuefatti ormai al proprio ruolo, da non considerare nemmeno più le conseguenze delle loro decisioni. Protetti e ben pagati come sono; allora si, la politica può essere regolata secondo norme da bon ton. Ma per le persone normali la politica è qualcosa di estremamente più serio, la politica è davvero "sangue e merda" come si suol dire.

Perché la politica è davvero questione di vita e morte, come, ad esempio, quando un ministro degli esteri, per opportunità, minimizza il comportamento israeliano verso i palestinesi di Gaza. La politica può fare la differenza tra un avvenire dignitoso o meno, quando abolisce il reddito di cittadinanza. Non è questione di destra o sinistra, anche dall'altro lato, la politica può segnare destini quando pretende di definire i sessi e la transizione dall'uno all'altro per ideologia, anche lì, la politica ha favorito tragedie quando fingendosi paladina dei deboli si è fatta garante di una globalizzazione che ha smantellato interi distretti in nome del progresso. Sempre, la politica si fa arbitro capriccioso quando al governo promuove leggi che una volta giunti all'opposizione, promette di impegnarsi a far abolire.

Insomma la politica è qualcosa di fottutamente reale e tangibile perciò è giusto rimarcare quando certe uscite violano le regole. Ma a patto di tenere ben presente che queste regole non influenzano un semplice gioco ma decidono le condizioni dell'esistenza stessa.

Ripeto: i macabri auguri di morte rivolte a sua figlia, sono senza dubbio fuori luogo e di cattivo gusto, ma la sua reazione mi è parsa più quella di un allenatore sportivo che rimprovera parte della tifoseria avversaria di aver preso la questione troppo sul serio, piuttosto che quelle di una Leader politica conscia delle responsabilità del proprio ruolo. Non voglio negare alla Meloni in diritto ad esprimere sdegno per comportamenti simili, ma un commento più secco, a mio parere sarebbe stato più appropriato, in alternativa una coerenza più forte tra la comprensibile difesa dei propri affetti e la dimostrazione, nei fatti e nelle parole, che la vita di ogni essere umano, specie se bambino, sia esso minacciato da un folle sui social o vittima delle spietate logiche geopolitiche che la politica dovrebbe governare, ha lo stesso identico valore.