Dalla tipologia dei commenti ho l'impressione che tanti considererebbero un'annessione statunitense alla stregua di uno sgarbo più che come altro. Mah sì! una coppia che litiga, allora lui per dispetto il giorno dopo esce di casa con la macchina della moglie lasciandola tutto il giorno appiedata, la sera un'altra bella sfuriata, ma in definitiva niente di serio: sono quel genere di cose che nelle dinamiche di coppia ogni tanto accadono, più per noia che per vero rancore.
La Groenlandia è lontana, spopolata e fredda, forse queste caratteristiche influenzano la percezione generale sull'argomento. In realtà però l'isola è ricca di risorse e in prospettiva di un innalzamento delle temperature terrestri occupa una posizione strategica. già dal tempo della seconda guerra mondiale, l'isola ha assunto un ruolo cruciale, sia per la difesa del Nord America, sia per un eventuale attacco alla piattaforma euroasiatica. Una sua annessione da parte statunitense sarebbe un messaggio inequivocabile a russi e cinesi: gli Stati Uniti non sono disposti ad abdicare alla propria leadership così facilmente.
Questo il quadro generale, ma una sua eventuale sottrazione alla Danimarca Si porterebbe dietro tutta una serie di conseguenze sistemiche: la NATO, quantomeno ufficialmente, si è costituita nel 1949 per difendere i paesi membri, ma sarebbe più giusto dire che serviva a difendere le nazioni europee stremate dalla guerra, da eventuali appetiti espansionistici sovietici. La puntualizzazione sulla difesa reciproca e collettiva, serviva e serve a non umiliare l'orgoglio degli altri membri, in realtà, tutti sanno che la difesa delle varie nazioni era assicurata dagli Stati Uniti d'America. Risulta chiaro che se adesso fossero questi ultimi a mostrare mire di conquista verso gli altri membri, la NATO sarebbe bella che morta, anzi peggio: l'alleanza si rivelerebbe una trappola.
Non basta. Mettiamo che la NATO si sciolga dopo che gli americani si sono dimostrati inaffidabili. A questo punto gli europei, anche solo per riorganizzare le rispettive forze armate, o come deterrenza verso la Russia che negli scorsi anni l'Europa si è inimicata, dovrebbero fare una nuova alleanza. Alleanza che naturalmente escluderebbe gli Stati Uniti. Qui viene un altro problema, perché Paesi come l'Italia e la Germania hanno perso la guerra nel 1945, e benché spesso lo si scorda, da allora su questi Paesi sono rimaste forze americane, non sotto controllo della NATO, ma direttamente sotto controllo americano. Siamo sicuri che gli Stati Uniti permetterebbero davvero a queste nazioni di entrare in un'alleanza che li vede esclusi? Ricordate che fine ha fatto in Italia la via della seta e il governo che vi aveva aderito?
Fin qui abbiamo parlato di NATO e dei principali problemi di stampo militare (considerando solo gli stati alleati, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli a pensare come reagirebbe per esempio la Russia, nel vedersi nascere dirimpetto casa un'alleanza di questo tipo). Poi viene l'Unione Europea, che oltre a queste gatte da pelare ne avrebbe altre di genere economico. Si dà il caso infatti che gli Stati Uniti sono ancora il nostro partner commerciale di riferimento, sia come esportazioni sia come importazioni. Per quanto riguarda le esportazioni, è facile capire cosa intendo, basta guardare le reazioni di panico e la resa totale alle pretese di Trump, per capire quanto dipendano i nostri commerci da quella nazione. Parlando di importazioni invece la questione è più sottile, il fatto è che quando si discute di questo genere di cose tutti pensano solamente alle merci. Ma provate a immaginare: se Alphabet, l'azienda dietro a servizi come Google, domani di punto in bianco smettesse di funzionare in Europa... Ma non sono solo i servizi a vederci arrancare. Un po' per i costi, un po' per le rivalità interne, un po' perché agli americani stessi faceva piacere così, l'Europa ha preferito concentrarsi su altri settori. In molti ambiti, quando si parla di tecnologie avanzate è rimasta indietro, preferendo limitarsi a normare mentre per il resto fare affidamento sull'amico americano.
Ecco, questo è il quadro, vista la situazione c'è da decidersi: se Trump un domani decidesse di prendersi la Groenlandia, l'Unione Europea preferirebbe conservare l'amicizia con il fastidioso, ma pur sempre vitale alleato, oppure schierarsi con il piccolo membro danese?
Nel primo caso i Paesi minori, che fanno da cuscinetto tra i grandi paesi europei, capirebbero che i loro interessi non sono minimamente tutelati. Ne conseguirebbe che sempre più spesso si domanderanno cosa ci stanno a fare in Europa. Nel secondo caso, non voglio nemmeno pensarci.
Nella sostanza una mossa come quella paventata da Trump sarebbe la fine dell'ordine internazionale come lo conosciamo, e noi ci arriveremmo completamente impreparati, similmente a un atleta che tutta una vita ha studiato da ballerino e poi si ritrova ad affrontare un incontro di pugilato. Il problema non sarebbe tanto che essendo piccoli stati non abbiamo le risorse per fare certi investimenti. Il problema è che per recuperare il gap, dovremmo investire in un lasso di tempo minimo tutto ciò che non abbiamo speso nei precedenti ottant'anni, e lo dovremmo fare intanto che tutti gli altri pesci dell'acquario tentano di mangiarci. Non solo si riaprirebbero vecchie ferite tra gli stati europei, ma i paesi extra UE verrebbero a presentarci i conti in sospeso da saldare, e fidatevi non basta una passeggiata in un giardino malconcio per convincerli a dilazionare i pagamenti.
Se gli Stati Uniti hanno già deciso di prendersi la Groenlandia, per l'Europa l'opzione migliore sarebbe quella di indire un referendum farsa, in modo di lasciare andare l'isola, senza essere costretti ad una rottura troppo brusca e preparare col tempo, uno sgancio più graduale. Tuttavia non penso che la dirigenza americana gli permetterebbe una tale via d'uscita, Trump pare abbastanza chiaro nelle sue intenzioni: considera l'Europa un nemico e preferisce trattare con i singoli stati. Mi pare giusto. Durante la guerra fredda gli Stati europei si guardarono bene di non
Rompere mai totalmente con l'URSS, anche per evitare di trovarsi in situazioni simili. Gli sarebbe bastato leggersi un abecedario di storia, per fare sì che i traditori incompetenti che ci governano non finissero in un pantano simile.