giovedì 27 giugno 2024

Elezioni e venti di guerra

Ho sempre cercato di non assumere una posizione eccessivamente critica nei riguardi del fascismo, perché in fondo sono convinto che quest'ultimo, benché non privo di gravi responsabilità, sia stato, in ultima analisi, solo un capro espiatorio. Già, perché il fatto è che se il duce, paradossalmente ancora il giorno dopo la dichiarazione di guerra, avesse indetto regolari elezioni per rimettere la sua scelta nelle mani del popolo, sono certo che avrebbe vinto a mani basse.

E in democrazia, così come in ultima analisi in tutte le forme politiche, a decidere è sempre la maggioranza; a volte con la sua partecipazione, altre volte con i suoi silenzi, la storia dei pochi che opprimono i molti è solo una baggianata, al massimo i pochi possono persuadere i molti, ma quando la persuasione si protrae per vent'anni, fatemi un piacere andate a raccontarla a qualcun'altro la storiella del popolo oppresso.

Comunque, le cose sono andate come sono andate e, con la scusa della dittatura, gli italiani pensano di essersi lavati la coscienza e dopo aver punito i pochi colpevoli, di meritare solo compassione per le tribolazioni che quell'infausto periodo ha apportato loro.

Questa volta, però, noi altri facciamo vanto di essere una nazione democratica, e per di più siamo appena usciti da una tornata elettorale. Proprio da queste elezioni il nostro paese è fra i pochi dove il partito di governo, con le sue posizioni spiccatamente filoatlantiche, ha retto la prova delle urne (e a riprova aggiungerei che anche il principale partito d'opposizione, con le stesse posizioni, ha guadagnato terreno), come ha affermato più di un analista: " la situazione internazionale e specificatamente la guerra in Ucraina, non hanno spostato nemmeno un voto"

Considerato ciò, sarebbe bello, se il disastro che pare prossimo dovesse davvero realizzarsi, che gli storici del futuro, almeno questa volta, non parlino della pazzia di pochi, ma semmai del menefreghismo dei tanti. Suonerà sicuramente peggio per il nostro amor proprio, ma sarà quanto mai salutare per la nostra maturità.

venerdì 7 giugno 2024

Requiem per la politica




Quest'anno, oltre le elezioni per il parlamento europeo, pure qui a Cremona mio capoluogo di provincia si terranno le votazioni per la scelta del sindaco. Anche qui da noi, come in molti altri posti, non potendo per ovvi motivi beneficiare "dell'effetto leader", ho notato che quasi tutti gli aspiranti sindaci hanno preferito presentarsi sotto il simbolo di una lista civica piuttosto che affiancare la propria immagine all'insegna di un partito vero e proprio. Indicazione mi pare abbastanza intuitiva che la fiducia nei partiti tradizionali va sempre più calando. 

Non è un buon segnale e, fidatevi, non è nemmeno una cosa spontanea. Nonostante tutto ciò che si e fatto negli ultimi decenni per convincere che i partiti politici siano soltanto un male, parassitario addirittura, in realtà, in estrema sintesi, i partiti politici sono la manifestazione visibile del potere. ma se questi stanno piano piano scomparendo o comunque perdendo di importanza, con essi non scomparirà certamente il potere, che semplicemente va diventando più opaco, meno visibile per le persone comuni, ovvero meno esposto al giudizio dei suoi sottoposti.

Il malessere principale dell'occidente, quello che bene o male tutti avvertono, non origina da ipotetici "nemici esterni" ma proprio dalla morte dei partiti tradizionali, Sostituiti da dei baracconi vuoti, tenuti su soltanto da uomini immagine tanto carismatici quanto privi di capacità e vera autorità . 

Uomini immagine che, al pari di qualsiasi altro sponsor promozionale, poco possono fare per incidere sulle cose che promettono.  Motivo per cui i problemi che essi stessi denunciano andranno sempre peggio. Questo modo di interpretare la politica è costituita solo da organizazioni vuote che non possono migliorare le condizioni degli elettori in quanto prive di reale contenuto, e neppure lo vogliono in  quanto al grido di "tanto peggio tanto meglio", alle prossime elezioni gli sarà ancora più facile incanalare la rabbia e trasformarla in voto per l'ennesimo simulacro di partito che promette il cambiamento. 

A questo punto qualcuno potrebbe giustamente obbiettare che a lungo andare le elezioni non sono poi cosi frequenti e non risulteranno nemmeno tanto efficaci come metodo per sfogare la rabbia per la perdita di diritti effettivi e il ritorno a società oligarchiche per non dire neofeudali. Si, avete ragione, infatti nel frattempo si sta provvedendo ad istallare altre valvole di sicurezza, quali? Le solite:  non penserete mica  che il sesso sia diventato così esplicito ma anche così difficile da soddisfare, e le droghe, illegali si, ma alla portata di qualsiasi deficiente, tanto per caso, vero?