Da sempre apprezzo Sciascia, il suo stile asciutto, così distaccato, quasi clinico, intervallato qua e là da qualche localismo. Sarà per la conterraneità, sarà per sua innata dote, ma spesso, per me la lettura di questo autore si trasforma in conversazione a quattr'occhi, anzi meglio: un ragionare insieme.
Fatte salve le grandi storie ( Il contesto, Il giorno della civetta, A ciascuno il suo), l'opera che più apprezzo è questo Nero su nero. Un libro dove il ragionare insieme spazia in mille argomenti e, senza imporsi, ti trasmette un metodo.
Che tristezza pensare che ai giorni nostri uno come Sciascia non potrebbe esistere. O meglio non è che non potrebbe esistere in senso lato, non stiamo parlando di Dante o Omero, quelli si unici è irripetibili. Meglio dire che non sarebbe apprezzato, probabilmente finirebbe per essere inserito nelle schiere dei complottisti, o forse peggio (immaginatevi l'effetto di un articolo come i professionisti dell'antimafia, oggi).
Una tristezza dicevo, ma personale, perché francamente se uno come Sciascia, vivesse al giorno d'oggi, di rimanere sconosciuto in questi tempi cretini, non so fino a quanto potrebbe dispiacergli.
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